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	<title>Alberto Sanavia &#187; 2016</title>
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		<title>Sebastiano Milan annuncia i numeri di maglia su YouTube</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2016 05:59:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Conclusa la prima settimana di preparazione, venerdì prossimo allenamento congiunto con Stanford. Coach Baldovin: «soddisfatto di questo inizio, gruppo dedito al lavoro» Ad una settimana dall’inizio dei lavori con quasi tutto il gruppo, è Sebastiano Milan ad annunciare i numeri di maglia. Lo schiacciatore della Kioene Padova lo ha fatto in un video pubblicato sulla&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/sebastiano-milan-annuncia-i-numeri-di-maglia-su-youtube/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Conclusa la prima settimana di preparazione, venerdì prossimo allenamento congiunto con Stanford. Coach Baldovin: «soddisfatto di questo inizio, gruppo dedito al lavoro»</em></p>
<p>Ad una settimana dall’inizio dei lavori con quasi tutto il gruppo, è Sebastiano Milan ad annunciare i numeri di maglia. Lo schiacciatore della Kioene Padova lo ha fatto in un video pubblicato sulla pagina YouTube della Kioene Padova (<a href="https://youtu.be/AFJnCjXSnWk">https://youtu.be/AFJnCjXSnWk</a>), facendo un divertente confronto con i numeri degli ex giocatori presenti qui dal 2009, data di nascita della nuova Pallavolo Padova.<br />
<strong>COACH BALDOVIN SODDISFATTO</strong>. «Abbiamo trovato i ragazzi in buone condizioni di forma e questo è un buon punto di partenza». Questo il commento di coach Valerio Baldovin dopo la prima settimana di allenamento con 11 dei 13 atleti attualmente a disposizione. All’appello mancano solo Francesco Zoppellari e il croato Philip Sestan, impegnati con le rispettive Nazionali giovanili. «In questi primi giorni stiamo lavorando molto sulla parte atletica e fisica – dice Baldovin – coordinandola con il lavoro tecnico in campo». Al mattino sedute di pesi o atletica, mentre il pomeriggio allenamenti alla Kioene Arena. «I nuovi atleti si sono inseriti molto bene – continua Baldovin – dimostrando una grande predisposizione al lavoro. Questo è molto importante, perché è un gruppo giovane e diversi di loro si trovano alla prima esperienza in campionati professionistici».<br />
<strong>IL PRIMO TEST CON GLI AMERICANI DI STANFORD</strong>. Venerdì 26 agosto, a partire dalle ore 17.00 alla Kioene Arena, i bianconeri scenderanno in campo per il primo test della stagione contro gli americani della Stanford University, ex squadra del palleggiatore James Shaw (oltre che dell’ex Brian Cook, da questa stagione a Modena). L’allenamento congiunto con la squadra universitaria di Stanford sarà aperta al pubblico.<br />
<strong>PROGRAMMA ALLENAMENTI DAL 22 AL 26 AGOSTO 2016</strong>. Lunedì 22 agosto: 9.00 preparazione fisica; 17.00 seduta tecnica. Martedì 23 agosto: 9.00 preparazione fisica; 17.00 seduta tecnica. Mercoledì 24 agosto: 17.00 seduta tecnica. Giovedì 25 agosto: 9.00  preparazione fisica; 17.00 seduta tecnica. Venerdì 26 agosto: 9.00 preparazione fisica; 17.00 allenamento congiunto Stanford University. Si ricorda che il pubblico può assistere liberamente alle sedute di tecnica mentre le sessioni di preparazione fisica si svolgono a porte chiuse.</p>
<p><em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio Stampa Kioene Padova<br />
</em><a href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></p>
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		<title>Stefano Giannotti cala il settebello</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 09:13:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’opposto bianconero rinnova per un altro anno con la Kioene Padova. «Continuità ad un progetto che punta sui giovani. Il livello di gioco in Superlega sta aumentando. Le sorprese della prossima stagione? Piacenza e Monza»</em></p>
<p>Una conferma che vale un acquisto: per la settima stagione consecutiva, Stefano Giannotti sarà l’opposto della Kioene Padova. Era il 2010 quando Giannotti esordì a 21 anni in serie A2. Da allora il suo percorso di crescita è stato straordinario, tanto da conquistare la maglia da titolare  raccogliendo complessivamente quasi 1.600 punti in serie A. Una pedina importante per la squadra di coach Valerio Baldovin, che potrà così contare su un elemento di grande qualità che in bianconero ha vinto una Coppa Italia di serie A2 (MVP della finale), la promozione in Superlega ed è stato tra i protagonisti dello scorso campionato dei bianconeri culminato con l’accesso ai play off scudetto.<br />
Al seguente link, dal canale YouTube della Kioene Padova, è possibile vedere un breve video con le azioni più belle di Stefano Giannotti nella stagione 2015/16: <a href="https://youtu.be/wZHgulMqxok">https://youtu.be/wZHgulMqxok</a><br />
<strong>Stefano, la prossima sarà la tua 7° stagione a Padova e attualmente sei l’atleta più “anziano” del gruppo. Come sarà la prossima stagione di Superlega?<br />
</strong>«E’ evidente che si sta cercando di dare continuità ad un progetto che punta sui giovani. Quest’anno Padova sarà ancora di più una scommessa rispetto all’anno scorso, perché parte del gruppo sarà nuovo. E’ certo però che ogni singolo atleta vorrà mettersi in mostra e questo potrà essere un punto a favore per noi. Relativamente alle altre squadre, quelle di prima fascia saranno ancora più forti, perché sono state protagoniste di un mercato effervescente che di conseguenza aumenta il livello di gioco della Superlega. Sicuramente il blocco delle retrocessioni ha avvantaggiato le varie Società, che si sono rinforzate e hanno avuto il tempo di creare programmi a lungo termine. Un esempio? Come noi, Ravenna sta investendo sui giovani».<br />
<strong>Hai realizzato 1578 punti in serie A. Qual è quello che ricordi con più gioia?<br />
</strong>«Il muro su Fromm nella sfida casalinga contro Perugia di quest’anno. E’ vero, poi uscimmo sconfitti da quella sfida, ma fu un punto decisivo per vincere il set e per capire che potevamo dire la nostra in Superlega».<br />
<strong>Cambia il palleggio con gli arrivi di Shaw e Zoppellari. Che tipo di gioco avrà Padova?<br />
</strong>«Questo bisognerebbe chiederlo al coach, ma è certo che lo stile cambierà. Ci sarà un adattamento reciproco da parte di noi atleti, che permetterà ad ognuno di noi di trovare nuove soluzioni, magari differenti rispetto al recente passato».<br />
<strong>Quale potrebbe essere secondo te la squadra “sorpresa” del campionato?<br />
</strong>«Le squadre sono ancora in costruzione, quindi è ancora presto per dare delle valutazioni. Per ora sono rimasto colpito da Piacenza, che si è mossa bene sul mercato. Credo però che la vera sorpresa potrebbe essere Monza: ha mantenuto la buona ossatura della passata stagione inserendo giocatori in banda che potrebbero permetterle di fare un ulteriore salto di qualità».<br />
<strong>Il settore giovanile è il vero motore della Kioene Padova. La sua crescita sembra sia proporzionale a quella della prima squadra.<br />
</strong>«Le tante vittorie che sta raccogliendo il nostro settore giovanile sono conseguenza della grande attenzione rivolta ai giovani atleti e all’affidarsi ad allenatori preparati che stanno plasmando i gruppi al meglio. Padova opta per questa scelta e anche la scorsa stagione alcuni atleti come Bassanello e Lazzaretto si sono ben integrati nella prima squadra permettendo loro di crescere notevolmente dal punto di vista atletico e tecnico».</p>
<p><em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio Stampa Kioene Padova<br />
</em><a href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></p>
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		<title>Sanremo 2016: Le lacrime dell&#8217;esperienza</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 12:40:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche per <em>Padovando</em> si è conclusa l’esperienza Sanremese 2016. Rispetto alla passata edizione, l’impatto con le canzoni in gara è stato meno entusiasmante, inutile nasconderlo. La vittoria di Francesco Gabbani con “Amen” nella categoria Giovani e quella degli Stadio con “Un giorno mi dirai” nella categoria Big, sembrava scontata fin dai primi ascolti. Il televoto non ha stravolto – come si temeva – una classifica che ha premiato le canzoni più orecchiabili e qualitativamente meglio composte.<br />
Parallelamente ora si muovono altre classifiche: quella delle radio, delle web radio, di YouTube, dei dischi venduti, delle canzoni scaricate. L’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione ha aperto molte nuove strade, tanto che parlare di “canzone vincitrice” ha un significato marginale. Quello che ci rimarrà nella memoria è soprattutto la commozione di un gruppo – gli Stadio – che non ha celebrato il passato sfoderando un pezzo scialbo, ma si sono messi in gioco con un brano che, destino della vita, l’anno prima era stato scartato. La loro fortuna è stata quella di ripresentarlo modificato nel 2016, spiccando in mezzo ad una media di pezzi meno “immediati”. Lo #StileStadio è ritornato preponderante, convincendo giovani e meno giovani. In sala stampa, Gaetano Curreri era un bambino col volto solcato da lacrime di gioia, un’immagine diametralmente opposta a quella del gruppo “Il Volo” che nel 2015 aveva celebrato la propria vittoria tra le polemiche, con una sala stampa sconcertata e polemica nei confronti di un gruppo di ragazzotti che si credevano arrivati nonostante fossero stati spinti, come avviene ancora oggi, da coloro che tessono il loro futuro discografico.<br />
Probabilmente i brani del 2016 dureranno meno, ma qualcosa di positivo c’è stato. Quest’edizione ha messo in mostra gli autori (vedi il pezzo di Zampaglione purtroppo cantato da una Patty Pravo schiava di se stessa), il ritmo di brani rock come quello del sempreverde Enrico Ruggeri, così come quelli della categoria Giovani che, ammettiamolo, erano nettamente più freschi dei grandi.<br />
Tra la massa di cantanti dell’ultima ora usciti dai vari “Amici” o “X-Factor” e destinati ad un futuro da meteore, tra le ballate alquanto basso popolari di Rocco Hunt e il non-rap un po’ antipatico di Clementino, qualcosa di buono è emerso. E’ da lì che bisogna ripartire, per capire che un buon piatto è tale se ha qualità, non solo “novità” od “estro”. In un’epoca di mille talent è impossibile avere mille talenti e coloro che – alla fine dei giochi – davvero emergono, sono coloro che mettono il lavoro al servizio del loro sogno. Ecco perché i veri talentuosi sono stati altri.<br />
<strong>IL CONTORNO SANREMESE</strong>. Decisamente favolosa l’organizzazione fuori e dentro al teatro Ariston. Più volte Carlo Conti ha chiesto un applauso in diretta tv per le forze dell’ordine, che quest’anno erano dispiegate in maniera massiccia in ogni angolo della città. La loro presenza però ha indotto sicurezza e non tensione. In un periodo storico in cui la paura del terrorismo ha la padrona sulle altre emozioni, Sanremo ha dimostrato che i timori si combattono col sorriso e con la prevenzione. La città ha vissuto appieno la sua settimana di notorietà nonostante la pioggia, ha dimostrato che è capace di adattarsi costantemente a quello che – ancora oggi – è lo spettacolo più bello e complicato della tv italiana.</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>foto di Maria Elena Schiavon</strong></p>
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		<title>Elio e le storie tese: “Siamo gli eredi di Toto Cutugno”</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 12:51:19 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Realizzare un’intervista seria al gruppo “Elio e le storie tese” è impossibile. Il loro merito sta nell’autenticità, nell’inimitabilità. Di tanto in tanto, qualcuno ha tentato di togliere loro l’esclusiva, ma è grazie alla loro capacità comunicativa che hanno creato un embargo artistico che è diventato un punto di forza difficile da scardinare. Ecco che – davanti al plotone d’esecuzione della sala stampa – iniziano la loro non-conferenza prendendo le domande, smontandole, giocando con le parole e inducendo i giornalisti a scherzare a loro volta. La loro genialità non sfocia nella macchia perché, ammettiamolo candidamente, sono dei musicisti eccellenti.<br />
“Vincere l’odio” è una canzone che porta il loro marchio, inconfondibile, per certi versi poco trasmettibile in radio, ma sicuramente l’ennesima perla che i fan aggiungeranno alla loro bacheca. Dal 29 aprile partirà il loro tour, che farà tappa il prossimo 21 maggio 2016 al Gran teatro Geox di Padova.<br />
Elio e Faso sono la doppia voce che rende la conferenza uno show. «Siamo gli eredi di Toto Cutugno», esordiscono rispondendo alla domanda che chiedeva loro se fossero interessati ad esportare la loro musica in Russia. «Siamo un esempio di collettività h24 su qualunque argomento. Questo forse è il nostro segreto. Alcuni intenditori di musica hanno ascoltato attentamente il brano presentato a Sanremo e ci hanno dato un responso che ci è interessato molto. Ci hanno detto: “è bello”».<br />
<strong>Perché quest’anno non avete portato Magoni al Festival?<br />
</strong>«Non lo portiamo a Sanremo per questione di soldi. Economicamente è costoso. E’ dura ammetterlo ma è così».<br />
<strong>Cosa vi aspettate da questo Festival?<br />
</strong>«Lo abbiamo detto più volte: l’obiettivo è il ripescaggio e oggi ci impegneremo in tal senso. Vogliamo vivere l’emozione di uscire ed essere ripescati».<br />
<strong>Come in alcune canzoni, ascoltando al contrario il vostro brano, c’è un messaggio nascosto?<br />
</strong>«Capovolgendo il brano, c’è un messaggio nascosto così bene che non l’abbiamo trovato. Però, se ascoltate l’intero album al contrario e al rallentatore, troverete una versione lentissima di “Wish you were here” dei Pink Floyd».<br />
<strong>“Vincere l’odio” può essere definito un brano che permette alla bruttezza di vincere sulla bellezza?<br />
</strong>«Noi pensiamo che la bruttezza sia bella, basta guardarla dall’angolo giusto. E’ il punto di vista che cambia il significato delle cose».<br />
<strong>Elio, hai avuto difficoltà nello scandire le parole di questa canzone? Non è assolutamente facile e anche per questo siete sempre innovativi.<br />
</strong>«Noi siamo degli sperimentatori. A volte va bene e altre va male. La mia tecnica per parlare bene si chiama “Acapulco”, cioè scansione perfetta delle frasi. Faso mi aveva consigliato di andare a Scandicci al noto istituto Aldo Feffi per imparare a scandire bene le parole. Ma io uso la tecnica Acapulco».<br />
<strong>C’è il rischio che, a proporre sempre cose innovative, si rischi di diventare conformisti?<br />
</strong>«Il rischio può esserci ma non c’è il rischio di trovare canzoni simili al Festival di Sanremo. Secondo un nostro attento studio, il 98% delle canzoni del Festival sono identiche. Da voi giornalisti questo nostro modo di fare musica è accettato, ma non è detto che piaccia all’altro 98% degli italiani».<br />
<strong>Cosa potete dirci dell’album “Figgata de Blanc” in uscita dal 12 febbraio?<br />
</strong>«Ci siamo divertiti a realizzare il disco come non accadeva da tanti, troppi anni. Abbiamo coinvolto nuovamente il produttore dei nostri primi dischi al quale abbiamo dato il nuovo alias “Kromosex”. Soprattutto è la prima volta che siamo riusciti a farlo uscire durante il Festival e non dopo due mesi da cazzoni come eravamo, perdendo quindi tutta l’onda positiva del Festival. Il disco è di colore giallo, quindi è facile trovarlo. Inoltre, in una tiratura limitata di 1.000 copie, è presente un massaggiatore per lei e lui, chiamato “Lelo”. Con questo vogliamo sfatare il mito secondo cui siamo nemici delle donne, anzi. Noi le donne le amiamo così tanto che abbiamo pensato a questa iniziativa esclusiva. Inoltre è un dono perfetto per il prossimo San Valentino».<br />
<strong>Elio, è vero che ora sei iscritto a tutti i social network?<br />
</strong>«Se siete stati attenti, il mio è stato un esperimento. Ho creato un account su tutti i social ma sono assente dai social. Volevo vedere se mi piacevano ma in realtà non so usarli».<br />
<strong>Come mai Rocco Tanica non si è esibito con voi ricoprendo il ruolo d’incursore nel Festival?<br />
</strong>«Rocco Tanica non c’è perché si è creato un grosso malinteso. Aveva ormai firmato un contratto capestro che lo obbligava a fare la “rassegna stampa” in questo Festival. Nel corso della giornata però è sempre con noi. E’ un continuo abbracciarci e riabbandonarci, come accade nei rapporti che funzionano per tanto tempo».<br />
Gli applausi, la folla divertita che richiede una foto con loro. Faso si alza e – prima di congedarsi – regala l’ultima battuta. «Voglio dire grazie a Rocco Hunt, perché ho capito che non si dice <em>guagliò</em>, ma <em>guagliù</em>. Questo mi ha cambiato la percezione della vita».</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>foto di Maria Elena Schiavon</strong></p>
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		<title>Zero Assoluto: Un’Assoluta voglia di divertirsi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 12:02:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Gli Zero Assoluto scansano le critiche e pensano al nuovo album. «Noi, cantanti di vecchio stampo che si adattano al web. La radio sta perdendo il peso specifico del passato» L’etichetta di cantanti per adolescenti è difficile da togliere. Nel pensiero comune, gli Zero Assoluto sono quelli delle canzoni sdolcinate. Sicuramente questo li ha condizionati,&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/zero-assoluto-unassoluta-voglia-di-divertirsi/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli Zero Assoluto scansano le critiche e pensano al nuovo album. «Noi, cantanti di vecchio stampo che si adattano al web. La radio sta perdendo il peso specifico del passato»</em></p>
<p>L’etichetta di cantanti per adolescenti è difficile da togliere. Nel pensiero comune, gli Zero Assoluto sono quelli delle canzoni sdolcinate. Sicuramente questo li ha condizionati, marchiati e – come si sa – in questo mondo è difficile togliere i marchi a fuoco. Parlando con Thomas e Matteo ti rendi conto di avere davanti due ragazzi che non recitano alcuna parte se non quella di fare ciò che a loro piace. Il brano presentato al Festival si chiama “Di me e di te”, penalizzato dal televoto ma che ha già scalato le classifiche sul web.<br />
«Siamo soddisfatti dei risultati che sta ottenendo il brano nelle radio e in streaming – dice Matteo – e sinceramente non abbiamo voluto partecipare alla competizione pensando alla classifica del Festival. Il nostro album uscirà il 18 marzo e si chiamerà “Di me e di te”. E’ nato un po’ per caso perché avevamo deciso di non pubblicare più dischi ma solo singoli. A volte, infatti, creare un intero progetto porta confusione. I tempi sono cambiati e anche il modo di trasmettere musica al pubblico. Quando ci hanno chiamati per il Festival, ci siamo messi al lavoro e abbiamo chiuso il disco in tre mesi senza che nessuno ce lo chiedesse. La cosa curiosa è che abbiamo ottenuto un disco più completo rispetto agli altri. Ora abbiamo grandissime aspettative».<br />
<strong>A volte sembra che siate antipatici a qualcuno, dato che non mancano mai le critiche.<br />
</strong><em>Thomas</em>: «Ci sono venti contrari da un po’ di tempo a questa parte soprattutto perché un sacco di giornalisti o autori valutano la scena musicale solo attraverso il Festival. Sono 20 anni che facciamo musica, il prossimo sarà il 6° album. Alla fine, quello che davvero conta è che la gente ascolti le nostre canzoni, perché è per loro che le facciamo. Personalmente ho sempre apprezzato chi ti giudica. Non mi piace invece il pregiudizio».<br />
<strong>Nella serata delle cover avete presentato la sigla di Goldrake. Non era troppo simile a quella di Alessio Caraturo? </strong><br />
<em>Matteo</em>: «E’ innegabile che abbiamo preso spunto dalla sua versione acustica. Lo abbiamo contattato e abbiamo collaborato insieme. Alla fine abbiamo creato un arrangiamento in linea con l’orchestra del Festival, cambiando tonalità e strumenti utilizzato. Forse nel disco si percepisce maggiormente la differenza rispetto a quella di Caraturo»<br />
<em>Thomas</em>: «Quello che ci ha soddisfatto di più sono stati i complimenti da parte di Cristina D’Avena, lei è un’istituzione in questo campo (<em>ride</em>)».<br />
<strong>Che Festival avete trovato rispetto al passato?<br />
</strong><em>Matteo</em>: «E’ cambiato tanto perché – se guardiamo bene – gran parte dei concorrenti provengono dal mondo dei talent. Ci sono delle correnti come il rap e l’hip hop che stanno dimostrando come il web stia per sostituire la promozione in radio. La radio sta perdendo quel peso specifico del passato, mondo a cui noi siamo legati dato che nasciamo da lì».<br />
<strong>Voglia di tornare a fare i conduttori radiofonici?<br />
</strong><em>Thomas</em>: «Certamente. Ma la radio è ormai schiava di meccanismi tali per cui non si può parlare mai per più di un minuto e mezzo senza interruzioni. Ci piacerebbe fare un programma in cui abbiamo il contatto diretto col pubblico, senza bisogno di scalette».<br />
<strong>Per voi è stato un problema fare altro oltre alla musica nel corso della vostra carriera?<br />
</strong><em>Matteo</em>: «Purtroppo e per fortuna, abbiamo due caratteri molto creativi e non credo che fare altro oltre alla musica possa essere un problema. Creare musica pop è difficile perché, se non sei onesto, la gente lo percepisce subito. Questo è anche il motivo della nostra “lentezza” a volte spasmodica nel pubblicare album. Ma a noi piace fare tutto ciò che ci piace, senza forzature».</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>foto di Maria Elena Schiavon</strong></p>
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		<title>Riciclo Sanremo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 12:46:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Festival è un grandissimo falò che si riaccende improvvisamente, con l’obiettivo d’ottenere di volta in volta una fiamma più alta, ma non necessariamente calda. Dare nuova vita a legni intrisi d’umidità non è semplice. Sanremo 2016 è un cumulo di tronchi diversi tra loro. Il carbone della canzone italiana prova ad alimentare un fuoco che in realtà vive incontrollato, alternando zampilli e fumi di spegnimenti improvvisi.<br />
<strong>LA NON ARTE DEL RICICLO</strong>. L’arte del riciclo è tale quando – da un oggetto apparentemente inutilizzabile – riesci a trarre un nuovo prodotto. Spesso nella vita dei cantanti vi sono di questi momenti. Riciclare significa evolversi, utilizzare il passato per creare qualcosa di nuovo. Ecco. Patty Pravo non è niente di tutto questo. Autentica musa negli anni settanta, oggi la cantante è una caricatura di se stessa, quasi inconscia del suo essere più simile ad un’imitazione che a se stessa autodedicandosi la cover di un suo brano. Purtroppo, la sensazione è che questo sia l’unico modo per tenere viva la propria fiamma dato che quella artistica ha dichiarato lutto già da tempo.<br />
<strong>RIDI CHE S’IMPENNA</strong>. Se non si fa ridere non si fanno ascolti. I dati della serata di giovedì hanno evidenziato il picco d’ascolto durante la prima esibizione di Virginia Raffaele, nei panni di una fantastica Donatella Versace. Laddove non arriva la musica, giunge lo sketch. Purtroppo la televisione odierna, pallido riassunto catodico del mondo votato ai social network, trova nella risata il proprio punto di forza. Segno dei tempi, in cui i ritmi di vita e l’ossigenante necessità di successo, necessitano di un momento di relax per riportare umanità laddove essa sia sostituita dal risultato. Che i comici siano quindi fondamentali è un’arma ormai necessaria e sicuramente vincente per legare allo schermo quegli spettatori troppo spesso delusi dalle canzoni in gara.<br />
<strong>VOTO O NON VOTO?</strong>. Esistono due sale stampa. Quella “top” delle tv e della carta stampata è posizionata all’interno del multisala Ariston. L’altra – la più numerosa – si trova al PalaFiori, a circa trecento metri dal luogo in cui si svolge il Festival. Quest’ultima è dedicata alle radio e al web, quindi, la più numerosa ed anarchica. Giovedì sera devo votare, quindi mi spediscono all’Ariston. L’accoglienza della sala stampa del teatro è composta da hostess composti in realtà da nerboruti agenti con divise della Polizia e dei Carabinieri. Salendo al secondo piano, ti attaccano al collo un nastro con telecomando. Poi ti accomodi “dove è libero”. Prima dell’inizio della puntata si effettua solitamente una prova telecomando. Questa volta no, non occorre, c’è ben altro da fare. Alla prima votazione c’invitano a premere la preferenza relativa alle prime due esibizioni. Dal maxi schermo Carlo Conti invita alla pazienza, mentre in sala stampa si scatena la bagarre. Alla fine di telecomandi ne funzioneranno appena 25 – si scoprirà poi – ma “The Show must go on”. La polemica è fatta. Durante una pausa pubblicitaria si rifà la votazione che, giusto per dare il colpo di grazia, ribalta il risultato. Un intoppo può accadere, ma qui di qualcosa di diverso bisogna pur scrivere.</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>foto di Maria Elena Schiavon</strong></p>
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		<title>Colpo Tonazzo, ecco Alexander Berger</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2015 06:42:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nazionale austriaco, la scorsa stagione ha giocato in Francia nel Nantes. «Impaziente d’iniziare questa nuova avventura a Padova» E’ un Nazionale austriaco il nuovo rinforzo in banda per la Tonazzo Padova 2015/16. Direttamente da Nantes &#8211; dove ha disputato l’ultima stagione nella serie A francese &#8211; alla corte di coach Valerio Baldovin arriva Alexander Berger.&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/colpo-tonazzo-ecco-alexander-berger/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nazionale austriaco, la scorsa stagione ha giocato in Francia nel Nantes. «Impaziente d’iniziare questa nuova avventura a Padova»</em></p>
<p>E’ un Nazionale austriaco il nuovo rinforzo in banda per la Tonazzo Padova 2015/16. Direttamente da Nantes &#8211; dove ha disputato l’ultima stagione nella serie A francese &#8211; alla corte di coach Valerio Baldovin arriva Alexander Berger. Nato il 27 settembre 1988 ad Aichkirchen in Austria, oltre ad aver partecipato a diversi tornei di beach volley nel corso della sua carriera, lo schiacciatore ha militato per anni nell’Hypo Tyrol Innsbruck con cui ha vinto anche il campionato nel 2014. In un’amichevole disputata al PalaFabris il 21 settembre 2012, fu lui uno dei giocatori a mettere in maggiore difficoltà la squadra bianconera realizzando 20 punti (il match finì 1-3 a favore degli ospiti).<br />
Nella passata stagione Berger ha realizzato 224 punti in 25 gare con la maglia del Nantes, mettendo a segno 17 muri e 21 ace. Attualmente Alexander è impegnato con la Nazionale austriaca in vista dell’European League che scatterà ufficialmente in 3 luglio. L’Austria è inserita nel Pool A insieme a Danimarca, Estonia, Israele, Macedonia e Polonia.<br />
Curiosità: Alexander Berger è fidanzato con la bella nuotatrice croata (naturalizzata austriaca) Mirna Jukic, medaglia di bronzo nello stile rana alle Olimpiadi di Pechino nel 2008.<br />
<strong>Alexander, cosa ti aspetti dalla prossima stagione?<br />
</strong>«Non vedo l’ora di arrivare a Padova. Sarà la mia seconda esperienza all’estero. Sto seguendo il mercato italiano e penso che la prossima stagione sarà molto dura perché affronteremo squadre composte dai migliori giocatori in circolazione. Mi aspetto gare molto intense e quindi molto lavoro duro in palestra. Speriamo di fare un buon lavoro».<br />
<strong>In passato hai giocato contro Padova in test amichevoli, cosa ne pensi del campionato italiano?<br />
</strong>«Sì, ho affrontato due volte Padova, l’ultima delle quali al PalaFabris quando la squadra militava ancora in serie A2. Ricordo il palasport, una struttura molto bella, ma purtroppo non ho avuto modo di visitare la città. Relativamente al campionato italiano, penso che sia più difficile rispetto a quello francese e questo è uno stimolo in più per mettersi al lavoro. Sono impaziente d’iniziare quest’avventura».<br />
<strong>Com’è stata la passata stagione a Nantes?<br />
</strong>«Non è stato un anno semplice perché abbiamo faticato a trovare il giusto ritmo di gioco nel corso di tutto il campionato. Purtroppo questo è stato condizionato da diversi infortuni che hanno colpito alcuni giocatori, per cui abbiamo dovuto rimboccarci le maniche e siamo rimasti uniti per raggiungere il nostro obiettivo che era quello della permanenza in serie A. E’ stata un’esperienza formativa molto importante».<br />
<strong>Quali sono le tue caratteristiche come giocatore?<br />
</strong>«Sono una persona a cui piace lavorare sodo perché punto molto sulle abilità atletiche. Sono un giocatore tecnico, che ricopre il ruolo di schiacciatore-ricevitore insieme al libero della squadra in cui milito. Ovviamente però mi piace attaccare, motivo per cui spero di poter sfruttare queste caratteristiche per poter dare il mio miglior apporto alla squadra».</p>
<p><strong>LA SCHEDA DI ALEXANDER BERGER<br />
Nazionalità</strong>: Austriaca<br />
<strong>Altezza</strong>: 193 cm<br />
<strong>Ruolo</strong>: Schiacciatore<br />
<strong>Nato il</strong>: 27 settembre 1988 ad Aichkirchen (Austria)</p>
<p><strong>LA CARRIERA DI ALEXANDER BERGER<br />
</strong>2015/16: Tonazzo Padova (A1 SuperLega)<br />
2014/15: Nantes Rezé Métropole Volley (A, FRA)<br />
2010/14: Hypo Tyrol Innsbruck (A, AUT)</p>
<p><em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio Stampa Tonazzo Padova<br />
</em><a href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></p>
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		<title>FormAzione vincente: fidelizzati e premiati</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 11:12:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Al via la campagna di fidelizzazione “FormAzione vincente” per il 2015/16. Sostieni la squadra con 250 euro: riceverai 300 euro di buoni spesa dal nostro partner Despar, Eurospar, Interpsar   “FormAzione vincente” è il nome della campagna di fidelizzazione 2015/16 della Tonazzo Padova. L’attività della società bianconera è già in pieno fermento in vista della&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/formazione-vincente-fidelizzati-e-premiati/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al via la campagna di fidelizzazione “FormAzione vincente” per il 2015/16. Sostieni la squadra con 250 euro: riceverai 300 euro di buoni spesa dal nostro partner Despar, Eurospar, Interpsar</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>“FormAzione vincente” è il nome della campagna di fidelizzazione 2015/16 della Tonazzo Padova. L’attività della società bianconera è già in pieno fermento in vista della prossima stagione e propone questa modalità di adesione che consente di divenire tifosi “super” per poter vivere al fianco della Società e della squadra il prossimo campionato di SuperLega.<br />
<strong>SUPER TIFOSO? TI PREMIAMO</strong>. Basterà versare una quota di 250 euro che darà diritto inoltre a partecipare ad almeno 2 eventi con i giocatori della prima squadra. I partner della Tonazzo Padova premieranno il Super tifoso, in quanto i supermercati Despar, Eurospar ed Interspar regaleranno dei buoni spesa del valore di 300 euro spendibili fino al 31 dicembre 2016. I buoni si potranno poi ritirare direttamente nella sede della Pallavolo Padova (c/o Stadio Euganeo).<br />
<strong>ABBONAMENTO SPECIALE</strong>. I vantaggi non finiranno qui, in quanto si potranno inoltre sottoscrivere due abbonamenti con posto numerato al costo di soli 50 euro e saranno validi per tutte le gare casalinghe di Regular Season del 2015/16. Un’offerta esclusiva solo per gli aderenti a “FormAzione vincente”.<br />
<strong>DIVENTARE SUPER TIFOSO E’ SEMPLICE</strong>. Basterà contattare la Società all’indirizzo e-mail <a href="mailto:marketing@pallavolopadova.com">marketing@pallavolopadova.com</a> per richiedere di aderire alla campagna di fidelizzazione 2015/16.<br />
<strong>CREMONESE: “OGNI CONTRIBUTO PER NOI E’ GRANDE”</strong>. Il presidente Fabio Cremonese chiama a raccolta i nuovi sostenitori speciali. «In questi anni il progetto Pallavolo Padova è divenuto realtà – dice – trasformandosi in un modello che ha iniziato ad essere imitato. La nostra forza è il gruppo, motivo per cui anche il più piccolo contributo per noi è grande, perché permette a questa Società di continuare la sua attività nel migliore dei modi. Padova ha tracciato una strada ben precisa, investendo sui giovani e ottenendo risultati importanti sia con la prima squadra che con il settore giovanile. Siamo orgogliosi di dire che la Pallavolo Padova è quindi patrimonio della città, che partecipa attivamente al suo operato. Aderendo a “FormAzione vincente” si entra a far parte di un circuito relazionale importante, che aiuta una realtà sana e in regola».<br />
<strong>INFO</strong>. Per ulteriori informazioni, oltre a visitare la pagina “FormAzione vincente” nell’area marketing del sito <a href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a> si può chiamare anche il numero 049 7386171.</p>
<p><em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio Stampa Tonazzo Padova<br />
</em><a href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></p>
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		<title>Born in USA! Ecco Taylor Averill</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 08:18:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Impegnato attualmente con la Nazionale giovanile USA, nelle ultime stagioni ha giocato alle Hawaii. Il centrale di San Jose: «entusiasta di giocare in Italia insieme al mio amico Brian Cook» Altro colpo di mercato per la squadra bianconera. Dopo Brian Cook, la Tonazzo Padova ufficializza l’ingaggio di un altro atleta USA: il centrale Taylor Averill.&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/born-in-usa-ecco-taylor-averill/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Impegnato attualmente con la Nazionale giovanile USA, nelle ultime stagioni ha giocato alle Hawaii. Il centrale di San Jose: «entusiasta di giocare in Italia insieme al mio amico Brian Cook»</em></p>
<p>Altro colpo di mercato per la squadra bianconera. Dopo Brian Cook, la Tonazzo Padova ufficializza l’ingaggio di un altro atleta USA: il centrale Taylor Averill. Nato il 5 marzo 1992 a San Jose in California, comincia la sua carriera nella Branham High School, giocando nel Bay to Bay Volleyball Club. Utilizzato inizialmente come opposto e schiacciatore, dopo una stagione con la UC Irvine in California, è nella squadra universitaria delle Hawaii che viene impiegato come centrale dimostrando tutte le sue potenzialità a muro. Dotato anche di un buon primo tempo, nell’ultima stagione ha realizzato complessivamente 443 punti in 31 gare, mettendo a segno 151 muri e 30 ace. Già nel giro della nazionale USA Junior dal 2009, ha ricevuto diversi riconoscimenti in ambito giovanile, partecipando inoltre ai giochi panamericani nel 2014 e alla Coppa panamericana nel 2015. Attualmente impegnato con la Nazionale giovanile degli USA, ha rilasciato la sua prima intervista da bianconero.<br /><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/aiMGZBRitIA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<strong>Cosa ne pensi del campionato italiano e cosa ti aspetti da questa nuova avventura?<br />
</strong>«Sinceramente non lo conosco in modo profondo, ma il campionato italiano è famoso perché vi giocano tra i più forti atleti al mondo. Mi sento davvero fortunato ad avere quest’opportunità con Padova e ho già sentito parlare della tifoseria che so essere molto vicina alla squadra. Non vedo l’ora di vivere l’atmosfera del campionato italiano. Personalmente sono una persona a cui piace lavorare sodo e spero di fare del mio meglio per essere tra i protagonisti della prossima stagione».<br />
<strong>Nella tua carriera hai giocato in differenti ruoli…<br />
</strong>«Al liceo giocavo come opposto ma anche come schiacciatore. Una volta iniziata l’università ricoprii sempre il ruolo di opposto, ma dopo qualche anno alle Hawaii sperimentai il ruolo del centrale in quanto la squadra ne aveva bisogno. Alla fine questi cambiamenti mi hanno permesso di migliorarmi come atleta, diventando un giocatore dinamico, capace di adattarsi a seconda delle necessità».<br />
<strong>A Padova troverai Brian Cook. Vi conoscete bene?<br />
</strong>«Si, con Brian siamo praticamente cresciuti assieme. Da giovanissimi abitavamo vicino e giocavamo nella stessa squadra, il Bay to Bay. Sapere che lo ritroverò a Padova è straordinario e posso dire che – oltre ad essere un buon amico – è un giocatore dotato di buonissima tecnica ed è un grande professionista».<br />
<strong>Come ti descrivi come atleta?<br />
</strong>«Nelle squadre in cui ho militato, ho sempre fatto da “trascinatore”. Fisicamente non ero uno degli atleti più dotati, motivo per cui ho dovuto lavorare duramente, non solo in palestra ma anche a livello mentale. Negli ultimi due anni il preparatore Daniel Mar Chong mi ha seguito costantemente per permettermi di essere al top della forma. Grazie a lui ho imparato ad essere forte anche a livello psicologico, cosa molto importante quando raggiungi certi livelli. Ho imparato ad essere un giocatore per la squadra, che mette tutte le sue forze in campo per permetterle di raggiungere i propri obiettivi».<br />
<strong>Hai già avuto modo di parlare con il tuo nuovo allenatore?<br />
</strong>«Sì, ho parlato con coach Valerio Baldovin e inoltre ho sentito dire solo cose positive su di lui e sulle sue capacità di far salire di livello i giocatori che allena. Sono entusiasta di vedere cosa si riuscirà a creare con un gruppo giovane ma dedito al lavoro come lo è la Tonazzo Padova».<br />
<strong>IL SALUTO AD ANDREA MATTEI</strong>. Negli occhi di tutti i tifosi rimarrà sempre l’immagine di quella corsa verso le tribune e l’urlo di gioia dopo il muro a due con Santiago Orduna che consentì ai bianconeri di gioire a Monza per la vittoria della Coppa Italia di serie A2. E’ con questo ricordo che la Società bianconera ringrazia Andrea Mattei per il contributo e la professionalità dimostrata nelle ultime due stagioni con la maglia di Padova, augurandogli un cammino ricco di soddisfazioni.</p>
<p><strong>LA SCHEDA DI TAYLOR AVERILL</p>
<p>Nazionalità</strong>: Americana<br />
<strong>Altezza</strong>: 205 cm<br />
<strong>Ruolo</strong>: Centrale<br />
<strong>Nato il</strong>: 5 marzo 1992 a San Jose (California)</p>
<p><strong>LA CARRIERA<br />
</strong>2015-16: Tonazzo Padova (SuperLega A1)<br />
2011-15: University of Hawai’i (NCAA, USA)<br />
2010-11: Irvine University of California (NCAA, USA)<br />
2006-10: Bay to Bay Volleyball Club (settore giovanile, USA)<br />
<em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio Stampa Tonazzo Padova<br />
</em><a href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></p>
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		<title>Brian Cook alla Tonazzo Padova</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 12:09:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Rinforzo in banda per i bianconeri: nell’ultima stagione ha giocato nel campionato greco. Kio-Ene Under 13 vince il titolo regionale. Ottavo posto per l’Under 19 alle finali nazionali Parla americano il primo nuovo acquisto della Tonazzo Padova. Direttamente dal Panathinaikos Athlitikos Omilos, dove ha disputato la sua ultima stagione, arriva lo schiacciatore americano Brian Cook.&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/brian-cook-alla-tonazzo-padova/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rinforzo in banda per i bianconeri: nell’ultima stagione ha giocato nel campionato greco. Kio-Ene Under 13 vince il titolo regionale. Ottavo posto per l’Under 19 alle finali nazionali</em></p>
<p>Parla americano il primo nuovo acquisto della Tonazzo Padova. Direttamente dal Panathinaikos Athlitikos Omilos, dove ha disputato la sua ultima stagione, arriva lo schiacciatore americano Brian Cook. Nato il 1° giugno 1992 in California, inizia la sua carriera nel 2008, quando entra a far parte delle giovanili del Bay to Bay Volleyball Club e poi della squadra di pallavolo della Soquel High School. Le sue qualità vengono subito “premiate” dato che nel 2010 vince la medaglia d’oro nel campionato nordamericano Juniores con la maglia della sua Nazionale di categoria. In ambito universitario, indossa la maglia della Stanford University dal 2011 al 2014 e – nel 2014/15 – prova la sua prima esperienza in Europa giocando nel campionato greco con la maglia del Panathinaikos.<br />
«Brian Cook è un giocatore completo – dice il coach Valerio Baldovin – perché oltre ad avere buone doti in attacco e a muro, è uno schiacciatore dotato di qualità anche in ricezione. Queste sono caratteristiche che torneranno molto utili alla nostra causa. Ho già parlato con lui telefonicamente ed è entusiasta di venire in Italia».<br />
<strong>BRIAN COOK: LE STATISTICHE DELL’ULTIMA STAGIONE</strong>. Sesto miglior realizzatore del campionato greco con 341 punti realizzati in 21 partite, con il Panathinaikos ha messo a segno 293 attacchi vincenti (53,76% di positività), 22 muri e 26 ace (9° miglior servizio del campionato greco). Interessante il valore delle ricezioni perfette è del 42,54%.<br />
<strong>KIO-ENE PADOVA: UNDER 13 CAMPIONE REGIONALE</strong>. E’ finita con un secco 3-0 la finale regionale tra Kio-Ene Padova e Volley Treviso (25-15; 25-18; 30-28) che ha assegnato il titolo regionale alla squadra di coach Alice Biasini. Una partita che ha regalato un terzo set avvincente, durante il quale Treviso sembrava voler riaprire il match. Per il gruppo Under 13 e Under 14 si tratta del sesto titolo della stagione, una serie di successi tutti arrivati nelle categorie under 13 e under 14. Dopo 7 anni dall’ultima vittoria regionale, la Kio-Ene torna sul gradino più alto del podio. «<em>E&#8217; stato un anno colmo di soddisfazioni – ha detto coach Biasini al termine del match – perché questo gruppo ha partecipato a tanti appuntamenti sia regionali che nazionali e ha raggiunto tante vittorie. Siamo soddisfatti del lavoro svolto e sono orgogliosa dei ragazzi»</em><em>. </em>Il capitano Andrea Barutta torna sulla finale vinta contro i cugini trevigiani. «<em>La partita è iniziata in modo tranquillo – dice – perché abbiamo fatto il nostro gioco e il vantaggio è arrivato subito. Nel terzo set ci è mancato poco per perdere il set: forse abbiamo preso paura, ma fortunatamente abbiamo recuperato in tempo</em>».<br />
<strong>KIO-ENE PADOVA: UNDER 19 OTTAVA IN ITALIA</strong>. Si è chiuso con l’ottavo posto conquistato dalla Kio-Ene Padova il campionato nazionale Under 19 svoltosi nei giorni scorsi ad Abano Terme (PD). Dopo la sconfitta all’esordio nel girone B della fase di qualificazione contro Treia (MC) per 3-2, i bianconeri di coach Luciano Scaggiante erano incappati anche nel passivo di 3-0 contro Castellana Grotte (BA). Grazie però alla vittoria per 3-1 su Sant’Agnello (NA), i bianconeri avevano liquidato agli ottavi di finale la squadra di Roma, imponendosi con il risultato di 3-1. Sconfitti a testa alta per 3-2 dalla Lube Banca Marche Treia agli ottavi, i bianconeri hanno perso poi contro Modena e Gorizia per 3-2, chiudendo così la manifestazione all’ottavo posto. «E’ stata un’ottima esperienza per i nostri ragazzi – ha detto coach Scaggiante – perché siamo entrati nella competizione in punta di piedi, ma abbiamo dimostrato di essere all’altezza di tutti gli avversari. Alla fine, ad aver fatto la differenza è stata un po’ la nostra inesperienza di gioco e la qualità degli avversari, ma sono davvero soddisfatto perché non abbiamo mai sfigurato. Abbiamo dato prova di giocare una buona pallavolo, dimostrando che questo è un settore giovanile che lavora bene. Un dato su tutti: su 35 set a disposizione ne abbiamo giocati 31 in 3 giorni, a conferma che anche sotto il profilo fisico è stato fatto un ottimo lavoro da parte del nostro staff. Sono state poste delle buone basi per la prossima stagione». <em></p>
<p></em></p>
<p><strong>LA SCHEDA DI BRIAN COOK</strong></p>
<p><strong>Nazionalità</strong>: Americana<br />
<strong>Altezza</strong>: 193 cm<br />
<strong>Ruolo</strong>: Schiacciatore<br />
<strong>Nato il</strong>: 1 giugno 1992 a Monterey (California)</p>
<p><strong>LA CARRIERA<br />
</strong>2015-16: Tonazzo Padova (SuperLega A1)<br />
2014-15: Panathinaikos Athlitikos Omilos (A, GRE)<br />
2011-14: Stanford University (Disivion I NCAA, USA)<br />
2009-11: Soquel High School (settore giovanile, USA)<br />
2008-09: Bay to Bay Volleyball Club (settore giovanile, USA)</p>
<p><em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio Stampa Tonazzo Padova<br />
<a href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a></p>
<p></em></p>
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