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	<title>Alberto Sanavia &#187; alberto</title>
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		<title>Interviste d&#8217;archivio: Valentina Giovagnini</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 12:24:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Per il quotidiano online Padovando.com, nel 2002 intervistai Valentina Giovagnini. Era lo stesso anno del suo debutto sul palco di Sanremo. Credevo di aver perso questo documento, ma dopo lunghe ricerche sono riuscito a trovarlo. Lo ripropongo qui per ricordare una voce magnifica che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Valentina Giovagnini è mancata nel 2009&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/interviste-darchivio-valentina-giovagnini/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Per il quotidiano online Padovando.com, nel 2002 intervistai Valentina Giovagnini. Era lo stesso anno del suo debutto sul palco di Sanremo. Credevo di aver perso questo documento, ma dopo lunghe ricerche sono riuscito a trovarlo. Lo ripropongo qui per ricordare una voce magnifica che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Valentina Giovagnini è mancata nel 2009 a seguito di un incidente stradale. Spero che questo piccolo articolo possa contribuire a tenere vivo il ricordo di lei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Tratto da Padovando.com &#8211; Intervista dell&#8217;8 giugno 2002</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentina Giovagnini nasce a Marciano della Chiana al confine tra la Toscana e l&#8217;Umbria il 6 aprile 1980. Ha due fratelli: Benedetta di 18 anni e Giacomo, 17, che ha creato un sito internet sulla sorella molto visitato dai fan.<br />
Fin da piccola è attratta dalla danza e dal canto (la passione lirica le è stata trasmessa dalla mamma) e così incomincia a prendere le prime lezioni di pianoforte a soli 5 anni. Coltiva questa sua passione esibendosi prima nelle feste di paese e successivamente facendo delle serate in alcuni locali. Nel 1996 si diploma in teoria e solfeggio e nel 1999 sostiene la maturità al Liceo Classico di Arezzo insieme all&#8217;esame di pianoforte, armonia e analisi musicale. Decide così d&#8217;iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Siena (indirizzo Musica e Spettacolo). Nel 2001 incontra il produttore Davide Pinelli e, con l&#8217;aiuto dell&#8217;autore Vicenzo Incenzo, decidono di produrre il disco &#8220;Creatura nuda&#8221; nel quale si cerca di compiere un &#8220;viaggio nel tempo&#8221; attraverso l&#8217;utilizzo di alcuni strumenti tradizionali e creando ambientazioni musicali suggestive che si fondono anche con gli strumenti elettronici. Decidono di fare un album non troppo lungo, evitando così che al suo interno vi si trovino pezzi di poco valore, lasciando spazio ai brani di qualità. Passa le selezioni per Sanremo e partecipa al Festival nel 2002 con il brano &#8220;Il passo silenzioso della neve&#8221; classificandosi seconda nella categoria giovani e aggiudicandosi il premio della giuria di qualità per il miglior arrangiamento. Rimane colpita dalle parole di Cecchetto che la consacra come una grande cantante della quale &#8220;<em>si sentirà molto parlare</em>&#8220;. Inoltre la giovane artista ha conquistato la critica che spesso l&#8217;ha definita come la piccola &#8220;Enya italiana&#8221;. Dopo il trampolino del palcoscenico dell&#8217;Ariston, esce il suo album, il video della canzone &#8220;Il passo silenzioso della neve&#8221; (girato in un bosco vicino la periferia di Milano) e il singolo &#8220;Senza origine&#8221;. Prepara poi il suo tour estivo per l&#8217;Italia. Ama la letteratura europea (tra cui Baudelaire, Verlaine, Hesse, Pasolini e Pirandello), la cultura medievale, il teatro antico e la ricerca delle tradizioni musicali e letterarie. Si ritiene una persona tranquilla, romantica, positiva e introversa, anche se dice che solo quando canta può esternare tutta la sua grinta e la sua personalità. Afferma di essere molto sicura in sé stessa, caratteristica che le serve molto per il suo mestiere. Ama gli animali e possiede molti gatti. Le piace curare il suo look apportando personalmente delle modifiche ai vestiti che compra per poterli adattare al suo carattere. Non ha il ragazzo e al momento non pensa all&#8217;amore: &#8220;<em>il problema non è trovare qualcuno da amare, quanto riuscire a mantenere quel sentimento</em>&#8220;. Preferisce i piatti vegetariani, i dolci e la cucina francese piuttosto della carne. I suoi artisti preferiti sono Battiato, Branduardi, Consoli, Elisa, Morisette, Enya e Bjork (uno dei suoi sogni è duettare con quest&#8217;ultima). Ammira la verve artistica di Patty Pravo. Vorrebbe compiere un viaggio in Irlanda perché si dice attratta dalla musica celtica.</p>
<p><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2024/09/Valentina-Giovagnini-intervistata-da-Alberto-Sanavia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2189" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2024/09/Valentina-Giovagnini-intervistata-da-Alberto-Sanavia-262x300.jpg" alt="Valentina Giovagnini intervistata da Alberto Sanavia" width="262" height="300" /></a></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">L&#8217; intervista a Valentina</span><br />
</strong></p>
<p><strong>In una non recente intervista hai detto che <em>Creatura nuda </em>è una &#8220;metafora per trovare il lato reale di una persona&#8221;. La stessa cosa la diceva Pirandello nella sua raccolta teatrale<em> Maschere nude</em>. Una bella coincidenza. Quanto ha influito questo pensiero sul tuo album?</strong><br />
<em>Si tratta di una corrispondenza di pensieri non condizionata, nel senso che non mi sono ispirata a lui per questo album. Sono però molto affascinata dalla letteratura di Pirandello e il mio pensiero coincide col suo. Per questo certe cose all&#8217;interno del mio album si ricollegano con questo autore.</em><br />
<strong>Quanto tempo avete lavorato per realizzare l&#8217;album?</strong><br />
<em>Abbiamo lavorato un bel po&#8217; perché abbiamo ricercato alcuni suoni particolari utilizzando strumenti che non tutti sanno usare. Quindi siamo dovuti andare alla ricerca di alcuni strumentisti nel centro Italia, specialmente dalle mie parti. Inizialmente ho unito le mie idee con quelle di Davide Pinelli e successivamente Incenzo ha dato il suo contributo per i testi. Il lavoro è stato molto complesso ma sono contenta del risultato ottenuto.</em><br />
<strong>Come mai pochi artisti giovani cercano di utilizzare questi strumenti che col tempo sono stati abbandonati?</strong><br />
<em>Io vivo in una zona dell&#8217;Italia dove la cultura tradizionale è rimasta maggiormente radicata che in altri luoghi. In genere i ragazzi delle grandi città non pensano molto a questo tipo di strumenti, preferendo quelli tecnologici. Abitando in un piccolo paese, ho potuto sviluppare questa musica anche nel momento in cui sono andata a Sanremo e sono stata contenta di poter proseguire su questa strada.<br />
</em><strong>C&#8217;è una canzone del tuo disco (oltre a quella di Sanremo), alla quale sei legata particolarmente?</strong><br />
<em>E&#8217; difficile rispondere, perché ognuna ha una storia particolare. Sono però molto affezionata ad &#8220;Allemanda&#8221; che è un po&#8217; l&#8217;elaborazione del primo brano dell&#8217;album che è &#8220;Senza origine&#8221;. Questa canzone è stata eseguita completamente senza l&#8217;ausilio dell&#8217;elettronica ed è stato particolarmente divertente registrarla, perché siamo andati in una zona delle Marche e abbiamo usato strumenti come la ghironda, il ciaramello e il whistle. E&#8217; stato molto suggestivo. Poi è un brano significativo perché si ricollega con quello iniziale, formando così un cerchio che conclude l&#8217;album secondo una sua logica.<br />
</em><strong>Dopo aver ascoltato il tuo disco, quale vorresti che fosse il messaggio principale che la gente dovrebbe cogliere?</strong><br />
Non voglio fornire un particolare messaggio. L&#8217;importante è che una persona che ascolta i miei brani si possa emozionare attraverso i suoi suoni rimanendone affascinato come ne rimango affascinata io.<br />
<strong>C&#8217;è una canzone di un altro artista che avresti voluto creare te?</strong><br />
<em>Io adoro &#8220;La cura&#8221; di Battiato. E&#8217; una canzone completa sotto tutti i punti di vista: testo, musica, arrangiamento… poi lui è un grande. Forse se l&#8217;avessi fatta io non sarebbe venuta così bene, però sarei stata molto contenta di averla scritta.<br />
</em><strong>Molte altre cantanti con buone doti vocali (vedi Pausini, Alexia, Elisa ecc.) hanno cantato in lingua straniera. Saresti disposta a fare la stessa cosa?</strong><br />
<em>Sì, mi piacerebbe, perché l&#8217;inglese è una lingua molto musicale e sarei molto felice di poter cantare dei miei pezzi in inglese. Comunque non soppianterei l&#8217;italiano perché sono molto legata alle mie radici. Proverei volentieri qualche canzone in lingua straniera, ma non abbandonerei assolutamente l&#8217;italiano.<br />
</em><strong>Qual è una cosa che non sopporti negli altri?</strong><br />
Di sicuro la falsità.<br />
<strong>Hai qualche rito scaramantico prima di esibirti?</strong><br />
No, perché sono talmente coinvolta in quello che devo fare, che non ci penso nemmeno. A volte porto con me qualche oggetto che mi è stato regalato. Per esempio, nel concerto che ho fatto a Metelica avevo con me un cagnolino che mi ha regalato un fan prima dell&#8217;esibizione.<br />
<strong>Se tu non avessi intrapreso la via della musica, cosa ti sarebbe piaciuto fare in alternativa?</strong><br />
<em>Sono sempre stata affascinata dall&#8217;arte in tutti i suoi aspetti. Forse avrei fatto la ballerina o qualsiasi altra cosa pur di rimanere in questo ambito.<br />
</em><strong>Quando ti prendi un periodo di pausa, dove preferisci andare in vacanza?</strong><br />
<em>In estate vado sempre al mare. Con questo non escludo a prescindere la montagna, ma in questo caso preferirei andare in un luogo tranquillo in mezzo alla natura incontaminata. Però l&#8217;estate l&#8217;associo solamente al mare.<br />
</em><strong>Come si vive in famiglia questo tuo avvio positivo?</strong><br />
<em>Ho una famiglia molto numerosa. Sono tutti felicissimi di quello che sto facendo e mi hanno sempre sostenuta fin dall&#8217;inizio. Ultimamente sto poco tempo a casa e si è creata una sorta di distacco: questo mi dispiace un po&#8217;, specialmente per loro.<br />
</em><strong>Da quando sei stata a Sanremo, qual è la più grande soddisfazione che hai avuto fino a questo momento?</strong><br />
<em>Di sicuro il primo concerto. Era la cosa che desideravo di più fino ad ora: ho avuto un palcoscenico tutto mio e la gente è venuta esclusivamente per ascoltare la mia musica. E&#8217; molto emozionante e gratificante.<br />
</em><strong>Che consiglio daresti a chi volesse iniziare a cantare?</strong><br />
<em>Innanzitutto non lo si deve fare come passatempo, ma considerare il canto come una cosa fondamentale. Bisogna crederci profondamente, darsi da fare e non darsi mai per vinti.<br />
</em><strong>Progetti per il futuro?</strong><br />
<em>In genere non penso mai troppo al futuro. L&#8217;importante è fare bene nel presente e continuare a cantare con passione. Poi il resto viene da sé.</em><br />
<strong>Vorresti essere ricordata nella storia della musica italiana per…</strong><br />
<em>Aiuto, è difficile rispondere! Dunque, vorrei essere ricordata… e basta. A parte gli scherzi, credo che l&#8217;importante sia lasciare un ricordo positivo nelle persone. Mi ritengo una ragazza positiva e la mia musica rispecchia appieno quello che sono. Cerco di essere coerente in tutto quello che faccio e pertanto spero solo di trasmettere delle emozioni a chi mi ascolta.</em></p>
<p><strong><em>(A.S)</em></strong></p>
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		<title>Domani arriva Piacenza, varia l’orario con Milano e Civitanova</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 11:28:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Domenica appuntamento alle 16.00 con diretta su Eleven Sports. Al via lo sprint verso la fine della Regular Season di SuperLega Alle 16.00 di domenica 17 gennaio la Kioene Padova ospiterà la Gas Sales Bluenergy Piacenza. Storicamente sarà la 35° sfida tra queste due città. Se nel computo complessivo i precedenti dicono 12 vittorie per&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/domani-arriva-piacenza-varia-lorario-con-milano-e-civitanova/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>Domenica appuntamento alle 16.00 con diretta su Eleven Sports. Al via lo sprint verso la fine della Regular Season di SuperLega</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alle 16.00 di domenica 17 gennaio la Kioene Padova ospiterà la Gas Sales Bluenergy Piacenza. Storicamente sarà la 35° sfida tra queste due città. Se nel computo complessivo i precedenti dicono 12 vittorie per i veneti contro le 22 degli emiliani, in questa stagione le due Società si sono già incontrate in Del Monte Coppa Italia (vittoria per 3-1 della Kioene) e in campionato (3-1 per la Gas Sales Bluenergy). Tre gli ex della sfida: Andrea Canella a Piacenza nel 2018/19, Alberto Polo a Padova dal 2017/18 al 2019/20 e Leonardo Scanferla a Padova nel 2017/18. A questi va aggiunto coach Lorenzo Bernardi, che allenò i bianconeri nella prima parte della stagione 2009/10. </span><br />
<span style="color: #000000;"> La sfida di domani sarà trasmessa in diretta streaming sulla piattaforma Eleven Sports. Arbitri del match saranno Armando Simbari di Milano e Alessandro Cerra di Bologna, coadiuvati dal terzo arbitro Paolo Libardi e da Corrado Fascina al video check. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>VARIAZIONI ORARIO CON MILANO E CIVITANOVA (IN COPPA)</strong>. Dopo la sfida con Piacenza, la Kioene Padova disputerà le ultime tre sfide di Regular Season, oltre ad affrontare Civitanova nei quarti di finale di Del Monte Coppa Italia. Domenica 24 gennaio la sfida esterna con l’Allianz Milano inizierà alle ore 16.00. La gara dei quarti di Coppa in casa della Cucine Lube Civitanova si giocherà all’Eurosuole Forum alle ore 17.00 di mercoledì 27 gennaio. Mercoledì 3 febbraio, appuntamento esterno alle ore 20.30 con la Consar Ravenna. Infine, ultima di regular season alla Kioene Arena con la NBV Verona alle ore 18.00 di domenica 7 febbraio.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
<a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a> </em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto Alessandra Lazzarotto</p>
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		<title>Derby “d’Argento” alla Kioene Arena</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 15:56:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sfida numero 25 tra Padova e Verona: i precedenti sono a favore degli scaligeri. Randazzo: “dovremo metterli in difficoltà al servizio” Tutto pronto per il derby numero 25 tra Kioene Padova e Calzedonia Verona. Alle ore 18.00 di domenica 17 novembre la Kioene Arena ospiterà il secondo match casalingo consecutivo. Ospiti saranno appunto i “cugini”&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/derby-dargento-alla-kioene-arena/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>Sfida numero 25 tra Padova e Verona: i precedenti sono a favore degli scaligeri. Randazzo: “dovremo metterli in difficoltà al servizio”</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tutto pronto per il derby numero 25 tra Kioene Padova e Calzedonia Verona. Alle ore 18.00 di domenica 17 novembre la Kioene Arena ospiterà il secondo match casalingo consecutivo. Ospiti saranno appunto i “cugini” veronesi, che in questa stagione sono già stati affrontati per due volte in amichevole (entrambe le sfide sono state vinte dalla Calzedonia). I precedenti in gare ufficiali contano finora 15 successi per Verona contro i 9 di Padova, gli ultimi due dei quali avvenuti la scorsa stagione (1-3 all’AGSM Forum e 3-0 alla Kioene Arena). Best scorer degli scaligeri è l’opposto Stephen Boyer, autore di 90 punti in 5 gare disputate e attualmente terzo miglior realizzatore della Superlega. Unico ex di turno è lo schiacciatore <strong>Luigi Randazzo</strong>, che è tornato ad allenarsi regolarmente dopo l’influenza che la scorsa settimana lo ha costretto a saltare la trasferta di Sora e a guardare il match con Perugia dalla panchina. </span><br />
<span style="color: #000000;"> «A prescindere dal risultato della loro ultima sfida con Civitanova – dice Randazzo – Verona sta giocando bene. L’ingresso del nuovo giocatore ha dato loro un nuovo assetto ma è una squadra molto compatta che sa esprimere un ottimo gioco. Detto questo, noi scenderemo in campo per raccogliere punti e faremo del nostro meglio per raggiungere questo obiettivo. Io ora sto bene, per cui sono pronto a dare il mio contributo alla squadra».  </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Su cosa bisognerà puntare per cercare di scardinare il loro gioco?<br />
</strong>«Anzitutto sul nostro servizio. Dovremo riuscire a metterli in difficoltà in ricezione per poter sfruttare anche il nostro muro».</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>INTRATTENIMENTO IN CAMPO</strong>. L’intrattenimento tra un set e l’altro del derby con Verona sarà assicurato dalle esibizioni dei gruppi Kaboom e Dangerous della polisportiva Union Vigonza. Hip hop ed energia accompagneranno gli spettatori durante tutto il match. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>LA SETTIMANA PROSSIMA TRENTO E LATINA</strong>. Alle 20.30 di mercoledì 20 novembre la BLM Group Arena ospiterà la sfida tra Itas Trentino e Kioene Padova (diretta Eleven Sports). Sabato 23 novembre, in occasione dell’anticipo delle ore 18.00 alla Kioene Arena con la Top Volley Latina, la Società bianconera lancia la promozione “<em>Padova chiama Veneto</em>”, riservata alle società Fipav Veneto. La promozione è indirizzata ad atleti, tecnici, dirigenti ed accompagnatori e prevede un  biglietto di gradinata non numerata al prezzo speciale al prezzo di 3 Euro. Tutte le informazioni per aderire le potete trovare sul sito <a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a>. Per tutti le prevendite per questa sfida sono comunque già aperte nella sezione Biglietteria-Biglietti su <a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a>.  </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>CON MONZA SI ANTICIPA AL 21 DICEMBRE</strong>. La sfida Vero Volley Monza – Kioene Padova, prevista inizialmente per domenica 22 dicembre, sarà anticipata alle ore 18.00 di sabato 21 dicembre con diretta televisiva su Rai Sport. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>CURIOSITA DALLO STAFF BIANCONERO</strong>. Il direttore sportivo Stefano Santuz è stato confermato nel nuovo Consiglio d’Amministrazione della Lega Pallavolo Serie A. L’Assemblea ha inoltre ufficializzato l’elezione del nuovo presidente della Lega Pallavolo, Diego Mosna. In occasione della sfida di giovedì tra Padova e Perugia, la Società patavina ha consegnato ad Alessandro La Torre – storico custode della Kioene Arena – una maglia celebrativa per festeggiare la sua trentesima stagione consecutiva al fianco dei bianconeri. Inoltre questa sera a Milano lo speaker Gianluca Garghella sarà la voce in campo della Supercoppa italiana di pallavolo femminile. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
</em><a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Alessandra Lazzarotto</p>
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		<title>L’amicizia e le follie di Galilei e Sagredo</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Aug 2019 14:41:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Galileo Galilei e Giovanni Francesco Sagredo: le burle ai Gesuiti, le notti brave in villa in Riviera del Brenta e il gesto dell’ombrello ai barcaroli. Quando storia e curiosità si mischiano, tra testimonianze e leggende&#8230;   Era il 24 agosto del 1609 quando  il pisano Galileo Galilei presentò al doge Leonardo Donà il suo cannocchiale,&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/amizia-follie-galilei-sagredo/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>Galileo Galilei e Giovanni Francesco Sagredo: le burle ai Gesuiti, le notti brave in villa in Riviera del Brenta e il gesto dell’ombrello ai barcaroli. Quando storia e curiosità si mischiano, tra testimonianze e leggende&#8230;</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em> </em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Era il <strong>24 agosto del 1609</strong> quando  il pisano <strong>Galileo Galilei</strong> presentò al doge Leonardo Donà il suo cannocchiale, sostenendone l’importanza a scopi bellici. Per quanto in molti lo credano ancora oggi, il “cannocchiale” non fu una sua invenzione, ma egli seppe sfruttarla a proprio vantaggio. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il 31 agosto di quello stesso anno lo storico padovano Lorenzo Pignoria scrisse infatti al prete, letterato e amico dello stesso Galilei, che “il signor Galileo ha buscato 1.000 fiorini in vita, col beneficio di un cannocchiale”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Anche in questo caso ci sarà lo zampino di un amico di Galilei: <strong>Giovanni Francesco Sagredo</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ da qui che inizia la storia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>COME TI “RUBO” IL CANNOCCHIALE</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Wesel, Germania occidentale. Il 25 settembre del 1600 l’occhialaio Hans Lippershey – che sarà poi naturalizzato olandese – offre un rudimentale cannocchiale allo <em>Statolder</em> Maurizio d’Orange, luogotenente civile del sovrano d’Olanda. Dopo appena tre settimane anche tal Jacopo Adriaanson annuncia agli Stati Generali d’Olanda di averne costruito un altro. La notizia ben presto si diffonde valicando i confini e raggiungendo la Francia, tanto che nel mese di aprile del 1601 alcuni di questi rudimentali strumenti si possono già acquistare sulle bancarelle dei mercati parigini.<a style="color: #000000;" href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/galileo-galilei.jpg"><img class=" wp-image-1804 aligncenter" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/galileo-galilei-280x300.jpg" alt="galileo galilei" width="260" height="278" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il polesano <strong>Girolamo Magagnati</strong> si specializza nella fabbricazione di vetro (prima in Roma e poi a Venezia). Il veneziano Giovanni Francesco Sagredo è invece un nobile veneziano, filosofo ma costruttore di strumenti e anch’egli conoscitore della lavorazione del vetro: Galilei lo conosce al circolo intellettuale “ridotto Morosini” di Venezia e gli impartisce lezioni private. E’ così che nel 1602 Galileo Galilei si affida alla loro esperienza per la costruzione di vetri speciali, in quanto da diverso tempo è interessato alla rifrazione e allo studio dell’assetto cosmico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Galileo Galilei è oppresso dai debiti e alla ricerca di denaro, così ritiene che da questo cannocchiale da lui assemblato “non tralasciando spese né fatica”, si possa ottenerne un guadagno. Grazie a queste lenti gli oggetti appaiono “trenta volte più vicini” rispetto al naturale e pertanto l’interesse ai fini militari può far gola alla Serenissima. Il 21 agosto una delegazione sale sul campanile di S. Marco per una dimostrazione. Il gruppo è composto tra l’altro dal procuratore di S. Marco Antonio Priuli (che sarà poi Doge dal 1618), l’ambasciatore Zaccaria Contarini, Lodovico Falier, Sebastiano Venier, Pietro Contarini, Lorenzo Soranzo, il dottor Ventura Cavalli e Zaccaria Sagredo (in quanto Giovanni Francesco in quel periodo è console ad Aleppo in Siria). </span><br />
<span style="color: #000000;"> La dimostrazione riscuote un grandissimo successo, tanto che <strong>Antonio Priuli</strong> scrive: “Salimmo a vederl me meraviglie et effetti singolari del cannocchiale di detto Galileo che era di banda (latta) fodrato al di fuori di rassa (rascia, tessuto di lana grezza) gottonata gremisina di longhezza tre quarti (palmi) e mezzo incirca et larghezza di uno scudo con due veri uno cavo e l’altro no per pearte, con il quale posto a un occhio e serrando l’altro ciasche d’uno di noi vide distintamente oltre Lizza-Fusina e Marghera, anco Chioza (Chioggia), Treviso et sino Conegliano et il campanile et cubble (cupole) con la facciata della chiesa di Santa Giustina de Padoa (Padova); si discernivano quelli che entravano et uscivano di chiesa di San Giacomo di Muran, si vedevano le persone a montar e di smontar de gondola al tragheto alla colona del principio del Rio de’ Verieri, con molti altri particolari nella laguna et nella città veramente ammirabili”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
QUEL GALILEI HA FATTO UNA “COGLIONERIA”</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Galilei ha fatto bingo. Il Senato lo conferma a vita professore a Padova e gli raddoppia lo stipendio con 98 voti favorevoli, 11 contrari e 30 astenuti. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Vero o non vero, le polemiche e le invidie iniziano a gonfiarsi. Lo scienziato napoletano <strong>Giovan Battista della Porta</strong> (che dell’abbinamento tra lente concava e convessa già scrisse nel 1589), il 28 agosto di quello stesso anno comunica all’Accademia dei Lincei e al suo fondatore Federico Cesi (nonché duca di Acquasparta): “del secreto dell’occhiale l’ho visto ed è una coglioneria”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> L’ambasciatore toscano Giovanni Bartoli scrive a Firenze: “vien stimato ora che egli li abbia burlati quando diede per secreto quel cannocchiale… egli ha cercato di fare il fatto suo et gli è riuscito”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
TRA BISOGNO DI SOLDI ED ESUBERANZE</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per capire chi fosse Galileo Galilei, ci viene incontro Antonio Banfi. “Se v’è un tratto, invero, che esprime l’immediata radicale natura di Galileo, esso è la sua intensa vitalità, la ricchezza cioè dei suoi fermenti interiori e la forza esuberante d’espansione e d’attività che travolge in una potente reazione ogni evento che le si opponga. La robustezza fisica trionfante d’ogni fatica, la sensualità violenta e sana, senza morbidezza, la tempra salda vivace e gioconda, disposta al lavoro inflessibile e tenace, come al piacere abbandonato e al riso, sono gli aspetti immediati di questa esuberante vitalità”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> In questo suo ritratto, per quanto parziale o enfatizzato, la figura di Giovanni Francesco Sagredo trova giusto sposalizio.<a style="color: #000000;" href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/casa-galilei-padova.png"><img class="  wp-image-1809 aligncenter" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/casa-galilei-padova-300x176.png" alt="Casa di Galilei a Padova" width="303" height="178" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ottenuta la cattedra di geometria e astronomia all’Università di Padova nel 1592 (dove rimarrà fino al 1610), Galilei deve fare continuamente i conti con problemi finanziari e creditori che lo inseguono. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Amante della buona tavola, ma non solo: “furbo, talora ingenuo, sprezzante e litigioso, debole e avido di successo; pagherà in salute il bere smodato e le necessità di denaro lo condurranno talvolta all’esosità”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Una personalità intricata quindi, che però trova nel veneziano Sagredo un appiglio di amicizia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
VILLA SAGREDO, LA NOSTRA DIGNITA’ PER UNA CANDELA!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nata come “Castrum romano” occupato da un’antica popolazione nomade indoeuropea chiamata dei “Sarmati”, Villa Sagredo a Vigonovo, in Riviera del Brenta, fu anche antico forte militare. Inizialmente la potente famiglia veneziana proprietaria dell’edificio era quella dei Gritti. Quando la Serenissima ne decise la demolizione per eliminare i resti monumentali della civiltà romana dal proprio territorio, i Gritti giocarono sul tempo e affidarono all’illustre architetto <strong>Jacopo Sansovino</strong> l’opera di ristrutturazione e trasformazione della stessa in una villa sontuosa. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Passata poi in mano alla famiglia di origine dalmata dei Sagredo, con Giovanni Francesco divenne luogo di villeggiatura per la stessa. Nel Seicento la Riviera del Brenta offriva ai nobili veneziani pace ma soprattutto portava le loro azioni al di fuori dall’occhio attento e inquisitore della Serensissima. Spesso le Ville della Riviera divenivano così luoghi per il gioco, feste, ricevimenti o per… incontri extraconiugali. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Galilei, che per cinque giorni alla settimana lavorava con seria professionalità in quel di Padova, nel fine settimana si recava a Villa Sagredo, sedendosi sempre su quel divano che venne chiamato “el sofà del siensiato” (scienziato), rilassandosi e facendosi portare delle ciabatte di morbida pelle color cuoio che ora sono andate perdute.<a style="color: #000000;" href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20190120_142405.jpg"><img class="  wp-image-1805 aligncenter" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20190120_142405-225x300.jpg" alt="Viale d'ingresso di Villa Sagredo" width="259" height="345" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tra allegre digressioni innaffiate da tazze ben piene di buon liquore fresco o vino generoso, Galilei si esibiva nel suono del liuto con grande maestria. Poco più che trentenne, una sera di luglio giunse a villa Sagredo un certo <strong>Pietro</strong>, conosciuto come il “<strong>poeta fallito</strong>” della Rivera. Sfruttando le sue altolocate conoscenze, era solito intrattenersi a pranzo o a cena e quella volta, alla presenza di Galilei, raccontò di due giovani dame che, in viaggio verso Trieste, erano alla ricerca di un luogo dove poter trascorrere la notte. Ovviamente i due acconsentirono e terminato il pasto il poeta se ne andò. </span><br />
<span style="color: #000000;"> A mezzanotte giunse una carrozza dalla quale scesero due donne alte e slanciate, cinte da un corpetto che proseguiva fino a coprire il collo e col volto nascosto da una veletta nera ricamata. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Sagredo e Galilei, dopo un reverenziale baciamano, le invitarono ad accomodarsi in due stanze separate all’interno della villa, accompagnate dalla servitù. Poco dopo, complice il buio pesto, i due le raggiunsero per trascorrere una notte d’amore. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Solo al mattino, con la luce che finalmente illuminò il volto delle due misteriose dame, Galilei e Sagredo si accorsero che erano due attempate anziane, col volto scavato dalle rughe. Galilei si rivestì in fretta per tornare a Padova. Che smacco: colui che tra i primi osservò stelle lontane non seppe riconoscere l’anziana compagna di una notte! </span><br />
<span style="color: #000000;"> Giovanni Francesco, anch’egli scosso, ordinò alla servitù di comprare decine e decine di candele che, da quel giorno in poi, avrebbero dovuto illuminare la villa in tutti i suoi angoli, anche di notte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
GIOVANNI FRANCESCO E GALILEO, I PRIMI “PENFRIEND”</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Da amici nella vita reale ad amici di penna. Ebbene sì. In anticipo rispetto alla modernità fatta di corrispondenza in tempo reale via internet, quello tra Giovanni Francesco e Galileo fu un rapporto che proseguì anche tramite una fitta corrispondenza tra i due a cavallo tra il 1599 e il 1619. Un’amicizia e una confidenza tali che portarono Galilei a rendere il Sagredo uno dei protagonisti del suo libro “<em>Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</em>”.<a style="color: #000000;" href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/Giovanni_Francesco_Sagredo.jpg"><img class="  wp-image-1806 aligncenter" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/Giovanni_Francesco_Sagredo-271x300.jpg" alt="Giovanni Francesco Sagredo" width="233" height="258" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong>Giovanni Francesco</strong>, figlio dello stimato patrizio Nicolò e di una Tiepolo, diventa un “idolo” per Galileo: confidente e informatore per le questioni più delicate ma anche compagno divertente e ammonitore. Quando Galilei farà ritorno a Firenze, Sagredo gli prometterà di scrivergli ogni settimana “perché ad ogni giorno io scopro essere in questo mondo tanto grande la carestia di uomini, che non mi pare perduta la fatica non dirò di scrivere, ma quasi di camminare da Venezia a Firenze per abboccarsi con uno che meriti veramente nome di uomo”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Di sette anni più giovane di Galilei, Sagredo si definisce “gentiluomo veneziano, né spesi mai nome di letterato; portai ben affetto e tenni sempre la protezione dei letterati, né intendo avvantaggiar le mie fortune, acquistarmi lodi e reputazione dalla fama della intelligenza della filosofia e matematica, ma piuttosto dalla integrità e buona amministrazione de’ magistrati, e nel Governo della Repubblica […]. Spendo il mio tempo in servire a Dio e alla patria, ed essendo libero dalle cure familiari, ne consumo buona parte nella conversazione, servizio e soddisfazione degli amici e tutto il resto le dedico alla comodità e gusti miei”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Iracondo nelle sue reazioni, soprattutto quando gli si faceva notare la sua propensione al bere e alla compagnia femminile, il Sagredo era uno dei pochi a potersi permettere di riprendere l’amico Galileo: “sebbene V.S. è savia e prudente, tuttavia, mi perdoni, se ha tanti disordini in pregiudizio della sua sanità, come potrei annoverarglieli e biasimarglieli senza che ella se ne risentisse?”. Tormentato anche dai dolori dovuti alle notti trascorse al freddo a seguire le sue osservazioni notturne, quando Sagredo lo invitò a farsi curare dai fanghi della vicina <strong>Abano</strong>, Galilei rispose spazientito: “Quando o per l’età o per li disordini, si perdono certi benefizi della natura, non può il medico provvedervi con l’arte”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un rapporto di profonda amicizia, non senza conflitti o chiarimenti, che s’interromperà nel marzo del 1620, quando la morte di Giovanni Francesco  arriverà durante la scrittura del <em>Saggiatore</em>. Un lutto che lo colpirà particolarmente.</span></p>
<p>&nbsp;<br />
<span style="color: #000000;"> <strong>IL GALILEI CHE SI BURLA DEI GESUITI</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sotto le mentite spoglie di una nobildonna ricca e vedova, i due scrivono una serie di lettere pie ai <strong>Gesuiti</strong> <strong>ferraresi</strong>, nelle quali sollecitano risposte a dubbi, scrupoli e soprattutto consigli su come fare testamento. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Ovviamente, allettati da quest’ultima cosa, i reverendi padri ci cascano e per ben quattro mesi rispondono puntualmente. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il gioco viene ripetuto con una lettera “circolare” firmata dallo stesso Sagredo e inviata a quanti si piccano di conoscere la matematica. Chiedendo umilmente lumi su un’equazione-tranello, li inducono a fare grossolani errori e a misurare le rispettive abilità nel calcolo.<a style="color: #000000;" href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/Processo-a-Galileo.jpg"><img class="  wp-image-1808 aligncenter" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/Processo-a-Galileo-300x191.jpg" alt="Processo a Galileo" width="295" height="188" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non è forse poi così casuale la “simpatia” tra Venezia e Galilei, entrambi in “conflitto” con la Chiesa. Un episodio curioso riguarda proprio il doge Leonardo Donà (quello a cui Galilei presentò il cannocchiale): ancora nelle vesti di Procuratore, poco prima dell’elezione a  doge, ebbe un battibecco assurto a leggenda con il cardinale <strong>Camillo Borghese</strong> (il futuro papa Paolo V). “Se fossi papa scomunicherei i veneziani”, gli disse il cardinale. Donà rispose: “Se fossi doge, riderei della scomunica”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
LAVORATORIII?! PRRR!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">In anticipo secolare sulla scena felliniana del film <em>I Vitelloni</em>, nelle sue visite a Venezia, Galilei oltre al Sagredo spesso frequentava altri due buontemponi come il Magagnati (quello del cannocchiale) e lo scrittore marchigiano <strong>Traiano Boccalini</strong>. Proprio lo scrittore raccontò che “da un casino sopra il Canal Grande” erano soliti bere “spesso tazze ben piene di buon liquore freddo e spumante, anche per quei poveri barcaroli che vanno in su e in giù faticando e sudando sulle loro barche”. La combriccola, estasiata dall’inebriante leggerezza delle bevande, “salutava” così i barcaroli col poco nobile gesto della “carità”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Quello che noi chiamiamo “dell’ombrello”.<a style="color: #000000;" href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/Alberto_Sordi_I_vitelloni.jpg"><img class="  wp-image-1807 aligncenter" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/08/Alberto_Sordi_I_vitelloni-300x212.jpg" alt="Alberto Sordi ne I Vitelloni" width="260" height="183" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
VILLA SAGREDO E IL GIOCO DELL’ORACOLO</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel 1667 Giovanni Sagredo, brillante diplomatico e fine letterato compose l’ “Arcadia in Brenta”, operetta definita da molti il “Decameroncino della Riviera”. L’ozio e la villeggiatura dei nobili si legavano a intrighi amorosi. Per ovviare ad ogni imbarazzo si inventavano addirittura indovinelli, enigmi e questioni da risolvere sottoforma di giochi come quello denominato “dell’oracolo” che il Sagredo tramandò. Sotto ad una figura di Apollo si scrivevano domande in versi come questa: </span><br />
<span style="color: #000000;"> Prima che di moglie porti periglio </span><br />
<span style="color: #000000;"> Dall’oracolo prendi il buon consiglio. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Si proseguiva con un cavaliere travestito da oracolo che definiva la moglie: </span><br />
<span style="color: #000000;"> se bella – pericolo; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se deforme – tormento; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se ricca – insolente; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se povera – mendica; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se dotta – comanderà; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se ignorante – consumerà; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se giovane – dispendio; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se vecchia – impedimento. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Concludeva con il consiglio di cercare moglie “piccola” perché tra i mille mali si deve sempre scegliere i “minori”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Le donne, naturalmente, prendevano subito la rivincita e al proprio oracolo facevano con questi toni al dilemma di prendere marito: </span><br />
<span style="color: #000000;"> se giovane – vagabondo; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se di mezza età – geloso; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se vecchio – impotente; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se bello – di altre; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se brutto – schifoso; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se dotto – impertinente; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se ignorante – intrattabile; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se ricco – avaro; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se povero – affamato; </span><br />
<span style="color: #000000;"> se iracondo – tiranno. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Concludevano con la beffarda sentenza: “La donna che vuol marito, ed aver pace seco, lo prenda muto e  cieco”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Alberto Sanavia</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><u>BIBLIOGRAFIA: </u></p>
<p>-Banfi Antonio, “Vita di Galileo Gallilei”, Feltrinelli 1979<br />
-Bressanin Silvano, “Il romanzo della Riviera del Brenta”, Il Prato casa editrice, 2008<br />
-Distefano Giovanni, “Atlante storico della Serenissima”, Supernova Edizioni, 2010<br />
-Mazzetto Diego, “Racconti, leggende e curiosità della Riviera del Brenta”, Corbo e Fiore Editore, 2000<br />
-Scandaletti Paolo, Galileo privato, Gaspari Editore, 1989<br />
-www.villasagredo.it<br />
IMMAGINI:<br />
&#8211; <a href="https://images.app.goo.gl/utkEqc2qo9qCcH7y6">https://images.app.goo.gl/utkEqc2qo9qCcH7y6</a><br />
&#8211; <a href="https://images.app.goo.gl/iDcYxKAP1Zyzz9839">https://images.app.goo.gl/iDcYxKAP1Zyzz9839</a><br />
&#8211; <a href="https://images.app.goo.gl/7igQNKTeq3yAdZWX9">https://images.app.goo.gl/7igQNKTeq3yAdZWX9</a><br />
&#8211; <a href="https://images.app.goo.gl/KRH6RHYQwXM2S6279">https://images.app.goo.gl/KRH6RHYQwXM2S6279</a><br />
&#8211; <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Francesco_Sagredo#/media/File:Giovanni_Francesco_Sagredo.jpg">https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Francesco_Sagredo#/media/File:Giovanni_Francesco_Sagredo.jpg</a><br />
-La foto di Villa Sagredo è stata realizzata da Alberto Sanavia<br />
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		<title>CUS Unipd BluVolley: serie C per atlete-studentesse</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 07:52:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La selezione avverrà tra le iscritte all’Università di Padova sul modello dei College americani. Zattin: «realtà unica in Italia». Previste diverse agevolazioni per le giocatrici. Coach Martinello: «inizio di un’avventura stimolante» Si chiamerà CUS Unipd BluVolley e sarà la prima squadra in Italia che affronterà il campionato di serie C femminile con sole studentesse della&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/cus-unipd-bluvolley-serie-c-per-atlete-studentesse/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>La selezione avverrà tra le iscritte all’Università di Padova sul modello dei College americani. Zattin: «realtà unica in Italia». Previste diverse agevolazioni per le giocatrici. Coach Martinello: «inizio di un’avventura stimolante»</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si chiamerà <strong>CUS Unipd BluVolley</strong> e sarà la prima squadra in Italia che affronterà il campionato di serie C femminile con sole studentesse della stessa Università. Si affiancherà alla già presente squadra maschile, che per prima diede vita a questo progetto seguendo il modello dei College americani, con la peculiarità che prevede il coinvolgimento di più soggetti: il Centro Universitario Sportivo, l’Università degli Studi di Padova e la Società BluVolley Padova. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Ad illustrarne le caratteristiche è <strong>Massimiliano Zattin</strong>, docente e responsabile della sezione volley del CUS Padova. «L’idea è quella di consentire alle atlete di poter seguire la doppia carriera atleta/studente – dice Zattin – mirando ad ottenere borse di studio, tutoraggio e altre forme di supporto: dalla ricerca dell’alloggio alla preparazione agli esami». </span><br />
<span style="color: #000000;"> La selezione avverrà tra studentesse iscritte all’Università di Padova che dovranno però dimostrare non solo capacità sportive. «Per ottenere le borse di studio saranno necessari meriti sportivi e di studio – spiega <strong>Marta Ghisi</strong>, anch’essa docente e dirigente – con quest’ultimi che saranno valutati sottoforma di crediti minimi da ottenere». L’unicità del progetto sta proprio in questo: giocare ad alto livello ed essere parallelamente brillanti allieve. </span><br />
<span style="color: #000000;"> «Potranno entrare a far parte della squadra studentesse iscritte a qualunque facoltà di Padova – prosegue <strong>Alberto Giacon</strong>, dirigente del settore volley – sia italiane che straniere». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>BLUVOLLEY E CUS</strong>. Ecco che in questo contesto diventa fondamentale la collaborazione con <strong>BluVolley</strong>, società che vide muovere i primi passi a Padova dal 1968 e oggi presieduta da <strong>Franca Zanon</strong> che così commenta: «la Società BluVolley ha accolto con entusiasmo il progetto. Io e il nostro Direttivo siamo onorati di iniziare questo progetto che sarà una sfida e una grande opportunità di crescita per Bluvolley ».<strong><br />
</strong>«Vogliamo mettere a disposizione del CUS le nostre esperienze e conoscenze – dice il direttore sportivo <strong>Stefano Cibien</strong> – sposando la filosofia universitaria e appoggiando un’idea nuova che basa le proprie radici sul senso di appartenenza delle atlete all’Università di Padova». </span><br />
<span style="color: #000000;"> Allenatore della CUS Unipd BluVolley sarà <strong>Tiziano Martinello</strong>, che già nell’ultima stagione ha allenato la serie C. «Non solo sarà un’avventura stimolante – commenta Martinello – ma so che richiederà grande responsabilità da parte di tutti. Essere alla guida di questa squadra sarà un onore». Ad oggi sono già state individuate una quarantina di candidate che dovranno superare delle selezioni che tengano conto di tutti i requisiti richiesti. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Obiettivo sportivo previsto? «Serviranno forse un paio di stagioni di rodaggio – spiega Cibien – ma quest’anno partiamo dalla salvezza. Poi punteremo ai play off. Quanto servirà lo capiremo solo col tempo, anche perché le “selezioni” sono ancora aperte». Per questo motivo le studentesse possono inviare il loro curriculum sportivo a <a style="color: #000000;" href="mailto:volley@cuspadova.it">volley@cuspadova.it</a>. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>SINERGIE. </strong>La sezione di volley del CUS nacque nel 2015, con la partecipazione di una squadra maschile composta esclusivamente da studenti universitari al campionato open misto del CSI. A questa prima squadra, grazie ad una stretta collaborazione con gli Organi di Ateneo (in primis il Delegato allo Sport, prof. Antonio Paoli) e con la Pallavolo Padova, è stata affiancata nel 2016 una seconda squadra che ha partecipato al campionato 2016/17 di serie C maschile. Nel femminile, dopo la collaborazione con la società Juvenilia per partecipare al campionato di Prima Divisione, ecco la nascita del progetto della formazione di serie C con BluVolley. </span><br />
<span style="color: #000000;"> «Come BluVolley abbiamo aderito al programma <em>Pallavolo Padova Network</em> – racconta Cibien – e abbiamo avuto l’occasione di entrare in contatto con il CUS proprio grazie alla Kioene che partecipa al campionato di Superlega». Destino vuole che coach Martinello abbia maturato qualche anno fa l’esperienza di allenatore nel settore giovanile della Pallavolo Padova e che l’attuale allenatore della squadra maschile di volley del CUS Padova sia Nicola Baldon, 2° allenatore della Kioene Padova dal 2013/14 al 2017/18. </span><br />
<span style="color: #000000;"> La CUS Unipd BluVolley si allenerà e giocherà nella palestra dell’Istituto Scalcerle ma per il futuro ci sono nuovi progetti. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il sogno è già iniziato, ora lo si sta realizzando.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Alberto Sanavia</p>
<p></em></span></p>
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		<title>Interdetto d’affari</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 22:48:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Le quattro scomuniche papali a Venezia dal 27 marzo 1309 al 16 aprile 1606. Motivi morali o economici? Cosa fece arrabbiare così tanto i pontefici? Era il 16 aprile del 1606 quando Venezia fu colpita dall’interdetto di papa Paolo V. Ma quella fu solo la quarta volta prima di allora. Facciamo un passo indietro. Nel&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/interdetto-daffari/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>Le quattro scomuniche papali a Venezia dal 27 marzo 1309 al 16 aprile 1606. Motivi morali o economici? Cosa fece arrabbiare così tanto i pontefici?</em></span></p>
<hr />
<p><span style="color: #000000;"> Era il <strong>16 aprile</strong> del <strong>1606</strong> quando Venezia fu colpita dall’interdetto di papa Paolo V. Ma quella fu solo la quarta volta prima di allora. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Facciamo un passo indietro. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Nel diritto canonico, l’<em>interdetto</em> equivale a una scomunica rivolta non a una singola persona ma a un territorio. Con esso si nega la possibilità di celebrare battesimi, matrimoni, funerali e di dire messa. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Ma per quale motivo Venezia fu colpita così tante volte? Motivi “etici”? O piuttosto… economici?<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong><span style="color: #0000ff;">27 MARZO 1309: C’E’ SEMPRE UNA PRIMA VOLTA</span><br />
1309</strong>. Avignone non fa ancora parte della Francia, ma è un feudo imperiale retto dal Re di</span></p>
<div id="attachment_1714" style="width: 136px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/04/Clemente-V.jpg"><img class=" wp-image-1714" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/04/Clemente-V.jpg" alt="Clemente V" width="126" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Clemente V</p></div>
<p><span style="color: #000000;">Sicilia. Quattro anni prima Clemente V viene eletto papa per mantenere una sorta di “neutralità” a seguito del conclave di Perugia, dopo alcune dispute tra cardinali francesi e italiani. Oltre a non aver mai visto l’Italia dato che è nato in Guascogna (territorio a sud-ovest della Francia al confine con la Spagna), Clemente V non è neppure cardinale e la sua elezione appare chiara: il papa è una pedina del re francese Filippo il Bello. Guarda caso, la nuova sede papale diventa proprio Avignone. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>PERCHE’ L’INTERDETTO?</strong> Nel 1308 la Serenissima inizia la sua politica di espansione in terraferma con obiettivo Ferrara, strategica per la libera circolazione delle merci sul fiume Po. La morte di Azzo VIII d’Este scatena una lotta di successione fra il figlio Fresco d’Este &#8211; che strizza l’occhio ai veneziani &#8211; e il nipote Folco d’Este che, strano il caso, è appoggiato proprio da… papa Clemente V. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Venezia prende la città, dichiara guerra al papa e Clemente V, il giorno successivo a un colloquio avvenuto con tre ambasciatori veneziani il 26 marzo 1309, minaccia il doge Pietro Gradenigo e Venezia: “<em>se nel termine di 30 giorni i ferraresi non saranno lasciati liberi, il doge, i suoi consiglieri, i Veneziani tutti e ogni abitante del dominio veneziano siano immediatamente scomunicati. Anche coloro che porteranno vettovaglie o mercanzie di qualsiasi tipo a Venezia, o che compreranno merci o qualsiasi cosa dai Veneziani, siano immediatamente scomunicati</em>”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Ovviamente passano 30 giorni senza che Venezia ascolti tali parole. Questo però favorisce le forze “antiveneziane”, con tanto di chiusure di scali, sequestri e catture. Il 3 novembre dello stesso anno la Serenissima stipula una tregua ma si affida a un consultore per spiegare – sul piano del diritto – che la Chiesa non deve conferire carattere spirituale alle cose profane. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>L’ACCORDO</strong>. Nel 1311 lo Stato Pontificio ottiene la restituzione di Ferrara, lasciando però libero spazio agli scambi commerciali di Venezia sul Po in cambio di 10 mila fiorini d’oro donati al papa. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Amen.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #0000ff;">22 GIUGNO 1483, FERRARA. ANCORA TU? NON DOVEVAMO VEDERCI PIU’?</span><br />
</strong>Sono i primi anni del 1480. Girolamo Riario, Signore di Imola e Forlì, è nipote di papa</span></p>
<div id="attachment_1715" style="width: 220px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/04/Sisto-IV.jpg"><img class=" wp-image-1715" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/04/Sisto-IV-300x167.jpg" alt="Sisto IV" width="210" height="117" /></a><p class="wp-caption-text">Sisto IV</p></div>
<p><span style="color: #000000;">Sisto IV, nonché capitano generale della Chiesa (aiutino di parentela, ammettiamolo). Riario suggerisce a Venezia di attaccare Ferrara in quanto la città estense sta minacciando il commercio del sale che raccoglie presso Comacchio. Un fatto molto grave per la Serenissima, che di questo commercio aveva sempre fatto uno dei suoi punti di forza. Dal 1482 al 1484 si terrà così la nuova Guerra di Ferrara, meglio conosciuta come <em>Guerra del Sale</em>. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>VENEZIA COL PAPA</strong>. A differenza del 1309, questa volta Venezia è appoggiata dalle truppe pontificie, ma anche da Genova e dal marchese Bonifacio III del Monferrato. Non solo, il 22 giugno 1482 il papa firma un’alleanza della durata di 7 anni con Venezia. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Dalla parte opposta, a “difendere” Ferrara ci sono il re di Napoli Ferdinando I, Federico I Gonzaga marchese di Mantova, Giovanni II Bentivoglio di Bologna e il duca di Urbino, Federico da Montefeltro. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>L’ATTACCO</strong>. Roberto Malatesta, a capo dell’esercito pontificio, supporta la Serenissima. Guidata da Roberto Sanseverino, Venezia attacca il ducato di Ferrara sia da nord che da sud, conquistando Rovigo, il Polesine, Comacchio, Lendinara, Adria, Ficarolo e Argenta. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Succede però che, presso le paludi Pontine, Malatesta muoia a causa della malaria. Un duro colpo per lo Stato pontificio. Il papa rinuncia alla guerra e stipula un accordo con Ferdinando I di Napoli, invitando Venezia a fare altrettanto. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>LA REAZIONE VENEZIANA</strong>. Sotto il dogado di Giovanni Mocenigo, la Repubblica di Venezia non solo non rinuncia alla guerra ma ordina di attaccare i possedimenti degli Aragonesi in Puglia per “fargliela pagare” al Regno di Napoli. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>IL “TRADIMENTO” PAPALE</strong>. Il 22 giugno 1483, a poco più di un anno dall’accordo dei 7 anni con Venezia, Sisto IV lancia l’interdetto contro la Repubblica di Venezia per interrompere la guerra. Ancora una volta la Serenissima affida a un consultore, Roberto da San Severino, di trattare con i nemici. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Tutti, tranne che con il papa. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>“SALI E SALVI”</strong>. Dopo l’armistizio del 22 luglio, il 7 agosto a Brescia si firma la Pace di Bagnolo. Una lunga trattativa in cui ne beneficiano tutti al di fuori dello Stato pontificio. Venezia non solo mantiene il Polesine e Rovigo (quindi il controllo del sale), ma ottiene quei territori del bresciano, bergamasco e veronese che erano stati persi durante il conflitto. Ferrara si vede restituire Ariano, Adria, Castelguglielmo, Castelnuovo, Corbola, Ficarolo e Merlara. Il re di Napoli, infine, si fa riconsegnare Gallipoli e gli altri territori conquistati da Venezia nella reazione al tradimento papale. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #0000ff;">27 APRILE 1509. DAL PAPA, L’IDEA DI UNA LEGA CONTRO VENEZIA</span><br />
1503</strong>. Tutto nasce l’8 settembre del 1503. Dopo la morte del papa Alessandro VI –</span></p>
<div id="attachment_1716" style="width: 242px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/04/Giulio-II.jpg"><img class=" wp-image-1716" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/04/Giulio-II-300x158.jpg" alt="Giulio II" width="232" height="122" /></a><p class="wp-caption-text">Giulio II</p></div>
<p><span style="color: #000000;">avvenuta il 18 agosto dello stesso anno – Cesare Borgia inizia la sua parabola discendente e la Repubblica di Venezia ne approfitta per occupare i domini romagnoli. Il nuovo papa Giulio II – dopo aver ricevuto l’appoggio di Venezia per la sua elezione – nel gennaio del 1504 chiede la restituzione delle terre. Invano. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>LA LEGA DI CAMBRAI</strong>. Si potrebbero scrivere decine di libri su questa guerra. Tutte le potenze europee erano pronte non solo a limitare il potere espansionistico di Venezia, ma persino a costringerla a ritirarsi in laguna. Per poi, magari, annientarla. Stato Pontificio, Austria, Francia, Spagna, Ungheria, Savoia, Ferrara, Mantova: a esse negli anni si aggiunsero quasi tutti. Tutti contro Venezia. Tutti uniti dall’idea dello Stato pontificio. </span><br />
<span style="color: #000000;"> La Serenissima fiuta il pericolo e il 4 aprile 1509 offre al papa la restituzione di Faenza e Rimini. Il danno però è fatto e Giulio II scaglia il suo <em>interdetto</em> il 27 aprile 1509. Probabilmente per Venezia, questa volta, l’interdetto è il male minore. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>NUOVE STRATEGIE</strong>. Più che la forza, sarà la diplomazia a salvare la Serenissima. Anche se i veneziani studiano la nascita delle <em>cernide</em>, ossia il reclutamento nelle campagne di uomini tra i 20 e 60 anni per la difesa del proprio territorio, la mossa però non sortisce frutti immediati. Ciò avverrà entro il 1525, quando Venezia riuscirà a “riunire” 24.100 uomini. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>ITALIA, PIATTO RICCO MI CI FICCO</strong>. Saltando anni di intense e dettagliate lotte, l’epilogo arriva nel 1516 con la pace di Noyon, dato che gli stati europei avevano man mano perso l’obiettivo primo di sconfiggere Venezia in cambio di appropriarsi loro stessi di più terre possibili. La Spagna ottiene il regno di Napoli, la Sicilia e la Sardegna, mentre la Francia si riappropria del ducato di Milano. Giulio II nel frattempo era morto nel 1513 e questo, per Venezia, non è stato poi così male. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #0000ff;">16 APRILE 1606, STATO E CHIESA ALLA RESA DEI CONTI</span><br />
</strong>Il papa Paolo V è arrabbiato con Venezia (ma dai?). A voi capire quale sia la motivazione</span></p>
<div id="attachment_1717" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/04/Paolo-V.gif"><img class=" wp-image-1717" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2019/04/Paolo-V-300x226.gif" alt="Paolo V" width="200" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">Paolo V</p></div>
<p><span style="color: #000000;">utile e quella futile: </span><br />
<span style="color: #000000;"> 1) il 26 marzo del 1605 la Serenissima approva che le alienazioni di stabili ad ecclesiastici debbano essere approvate dal Senato, anche perché i lasciti dei privati si stanno gonfiando aumentando in modo esponenziale le rendite della curia romana. </span><br />
<span style="color: #000000;"> 2) il canonico Scipione Saraceni di Vicenza e il conte Brandolino (o Marcantonio) Bragadin di Nervesa sono accusati dalla Serenissima per gravi reati. Il primo di aver abusato della propria nipote, il secondo di aver commesso efferati omicidi e violenze di ogni genere. Il papa ritiene che di questo se ne debba occupare il tribunale ecclesiastico. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il 10 dicembre 1605 Paolo V minaccia quindi di lanciare l’interdetto e Venezia se ne frega dichiarando l’ultimatum “nullo e privo di valore”. Così l’interdetto arriva il 16 aprile del 1606. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>LO SPIRITO SANTO O L’IMPICCAGIONE?</strong> La Repubblica invita i preti di tutto il territorio ad aprire le chiese. Si racconta che un vicario di Padova si rifiutò di obbedire al podestà, rispondendo che avrebbe fatto solo ciò che lo Spirito Santo gli ispirava. Il podestà disse che lo Spirito Santo aveva già ispirato il Consiglio dei X di far impiccare tutti coloro che non avessero obbedito. Motivo per cui il prete non perse altro tempo per aprire la chiesa e celebrare messa. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>SARPI, UN FRATE PER LA SERENISSIMA</strong>. La battaglia questa volta non si svolge con le armi ma con le carte. Secondo lui la Repubblica ha il diritto di perseguire i religiosi imputati di reati comuni. Potere civile e religioso vengono distinti, l’uno nel rispetto dell’altro. Una lotta che varca i confini nazionali, giungendo all’orecchio di Inghilterra (più vicina a Venezia) e Spagna (allo Stato pontificio). Sarpi riceve la scomunica (ovviamente) ma il 21 aprile del 1607 viene revocata insieme all’interdetto. Grazie infatti alla mediazione del re di Francia Enrico IV, papa e Venezia trovano un accordo, necessario soprattutto perché la cosa non vada a creare conflitti a livello europeo. </span><br />
<span style="color: #000000;"> I due canonici arrestati vengono dapprima consegnati all’ambasciatore francese e a loro volta alle autorità romane, mentre le leggi definite “antiecclesiastiche” non vengono abrogate. Tutti gli ordini religiosi che avevano abbandonato Venezia fanno ritorno, ad eccezione dei Gesuiti: un esilio che durerà 50 anni con la minaccia di morte e la confisca di beni per tutti quelli che si fanno educare da loro. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <em>Alberto Sanavia</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="color: #000000;"> <strong>BIBLIOGRAFIA<br />
</strong>G. Di Stefano, Atlante storico della Serenissima, 2010</span><br />
<span style="color: #000000;"> C. Diel, La Repubblica di Venezia, 2004</span><br />
<span style="color: #000000;"> M. Brusegan, Storia insolita di Venezia, 2003</span><br />
<span style="color: #000000;"> G. Nani Mocenigo, Della difesa di Venezia, 1997</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell&#8217;immagine di copertina: &#8220;Visentini Antonio &#8211; Campo dei Gesuiti &#8211; 1754&#8243;</p>
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		<title>Marco Meoni: «questa Kioene diverte e gioca bene»</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 12:44:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’ex capitano e bandiera del volley padovano commenta il campionato della squadra di coach Baldovin. Il parallelismo con Travica: «questo è un ambiente ideale per i palleggiatori. La sua esperienza è al massimo» «La Kioene gioca la pallavolo più bella»: parola di Marco Meoni. Il giorno successivo alla vittoria in Gara 2 dei quarti play&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/marco-meoni-questa-kioene-diverte-e-gioca-bene/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>L’ex capitano e bandiera del volley padovano commenta il campionato della squadra di coach Baldovin. Il parallelismo con Travica: «questo è un ambiente ideale per i palleggiatori. La sua esperienza è al massimo»</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">«La Kioene gioca la pallavolo più bella»: parola di Marco Meoni. Il giorno successivo alla vittoria in Gara 2 dei quarti play off scudetto Superlega Credem Banca, l’ex capitano bianconero e bandiera del volley padovano commenta il match di ieri e la stagione in corso della squadra veneta. La Kioene Padova mancava all’appuntamento play off da tre stagioni, ma la volta precedente fu nel 2004/05, quando al palleggio c’era Meoni. Allora i bianconeri affrontarono Perugia ai quarti, perdendo per due volte al tie break in trasferta e per 1-3 in casa. </span><br />
<span style="color: #000000;"> «Quella stagione arrivai a Padova dopo un lungo infortunio – dice Meoni – e quindi c’era grande voglia di riscatto. Avevo 31 anni e per me fu un’annata importante. A Padova trovai il giusto ambiente per giocare con tranquillità». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Proprio ieri Dragan Travica è stato eletto MVP. Dici che c’è un parallelismo tra le vostre carriere?<br />
</strong>«Questa città ha sempre avuto una grande tradizione di palleggiatori. Per una realtà come questa, il fatto di avere un giocatore di capacità e carisma in questo ruolo è fondamentale. Non conosco nel dettaglio la vicenda personale di Travica, ma posso dire che – se trovi il terreno fertile – dai 30 ai 40 anni puoi mettere in campo tutta la tua esperienza. A maggior ragione se come Dragan hai potuto giocare ad altissimo livello in campo internazionale. E’ vero, forse fisicamente paghi qualcosa rispetto ad atleti più “giovani”, ma ciò che puoi dare a livello empatico e caratteriale vale moltissimo. Travica ha dato dimostrazione di essere al massimo della sua esperienza da palleggiatore oltre ad essere un vero uomo squadra. Poi il fatto di giocare nella propria città aiuta ulteriormente…». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Come hai visto la Kioene Padova di questa stagione?<br />
</strong>«Ho detto più volte che secondo me Padova sta giocando la pallavolo più bella di questa Superlega. Perché diverte e gioca bene, a prescindere dal risultato finale. E’ una squadra in cui non spicca un singolo atleta, ma tramite la quale il gioco di squadra fa la differenza. Ovviamente a Gara 3 sarà difficilissimo per la Kioene. Trento giocherà nel suo palasport e inoltre stiamo parlando di una formazione maggiormente abituata a disputare sfide “decisive”. Comunque vada a finire, per Padova rimarrà una stagione da ricordare». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>SABATO 13 APRILE LA “BELLA”: I TIFOSI SI ORGANIZZANO</strong>. Alle ore 18.00 di sabato 13 aprile la Kioene Padova scenderà in campo alla BLM Group Arena per affrontare l’Itas Trentino nella sfida che decreterà l’accesso alla semifinale scudetto (gara in diretta su Rai sport). La vincente di questo match affronterà la Cucine Lube Civitanova, reduce dalla doppia vittoria contro Verona. </span><br />
<span style="color: #000000;"> I tifosi della Kioene Padova si stanno organizzando per la trasferta trentina. Il costo di biglietto e pullman sarà di 15 euro. Tutti coloro che volessero partecipare possono contattare Marco al numero 327-2578658 o Max al numero 347-4595863. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
<a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a> </em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Alessandra Lazzarotto</p>
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		<title>Torres: «tiriamo fuori il nostro orgoglio»</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 12:00:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’opposto bianconero carica la squadra in vista di Gara 2 dei quarti play off contro Trento. Appuntamento domenica 7 aprile alle 18.00 alla Kioene Arena. Per l’atleta portoricano, 394 punti da inizio stagione come Kovacevic. Biglietti ancora disponibili su www.pallavolopadova.com &#160; L’opposto Maurice Armando Torres carica la Kioene Padova in vista di Gara 2 contro&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/torres-tiriamo-fuori-il-nostro-orgoglio/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>L’opposto bianconero carica la squadra in vista di Gara 2 dei quarti play off contro Trento. Appuntamento domenica 7 aprile alle 18.00 alla Kioene Arena. Per l’atleta portoricano, 394 punti da inizio stagione come Kovacevic. Biglietti ancora disponibili su <a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a> </em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">L’opposto <strong>Maurice Armando Torres</strong> carica la Kioene Padova in vista di Gara 2 contro Trento. Alle ore 18.00 di domenica 7 aprile alla Kioene Arena, i bianconeri affronteranno l’Itas Trentino per la 2° giornata dei quarti di finale play off scudetto Superlega Credem Banca. Dopo la sconfitta per 3-0 di domenica scorsa, i patavini dovranno cercare di riaprire la serie. Nelle 14 vittorie ottenute dalla Kioene Padova in regular season, per 5 volte Torres è stato eletto MVP: nella doppia sfida contro Verona, nel match d’andata contro Castellana Grotte e al ritorno contro Vibo Valentia e Ravenna. Curiosamente, tra campionato e play off, Torres ha realizzato finora 394 punti in 27 gare, esattamente tanti quanti lo schiacciatore dell’Itas Trentino Uros Kovacevic. «Domenica ci aspettiamo una Trento ancora più agguerrita – dice Torres – perché vorranno chiudere la serie per accedere alla semifinale. Noi però non ci arrendiamo. Dovremo tirare fuori il nostro orgoglio per portarli a Gara 3. Non sarà facile, ma davanti al nostro pubblico vogliamo dare il massimo. Lo dobbiamo a tutti coloro che ci hanno seguito numerosi e con tanto affetto per tutta la stagione». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Mancavi all’appuntamento play off dal 2014/15, quando indossavi la maglia di Molfetta. Dopo la scorsa stagione trascorsa nel campionato polacco, che Superlega hai trovato?<br />
</strong>«Un campionato decisamente più difficile. Tutte le squadre hanno investito di più puntando su giocatori di livello internazionale. Per questo motivo l’accesso ai play off con Padova ha un valore ancora maggiore. Sappiamo di essere nella fascia che comprende squadre come Milano, Verona e Monza, ma tutte le formazioni cercano di non ricoprire il ruolo della semplice “comparsa”. Questo è stimolante sia per le Società che per gli atleti». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Qual è stato il vostro punto di forza?<br />
</strong>«E’ coinciso con la vittoria contro Perugia e al tempo stesso con l’infortunio a Randazzo. Fino a quel momento Luigi era uno dei nostri punti di riferimento. Ma non ci siamo abbattuti e siamo risorti, cambiando il nostro stile di gioco e riuscendo ad ottenere dei risultati che ci hanno consentito di raggiungere il nostro obiettivo. Domenica scenderemo in campo anche per “Gigi” che sarà lì a sostenerci. Ci è sempre stato vicino e ci ha trasmesso una grande forza a livello morale». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>BIGLIETTI ANCORA DISPONIBILI SU <a style="color: #000000;" href="http://WWW.PALLAVOLOPADOVA.COM">WWW.PALLAVOLOPADOVA.COM</a></strong>. Domenica 7 aprile la Kioene Padova aspetta il pubblico delle grandi occasioni. I biglietti si possono acquistare in prevendita accedendo alla sezione “Biglietteria-Biglietti play off” sul sito <a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a>. Il giorno della partita le casse apriranno a partire dalle ore 16.00 e il fischio d’inizio del match sarà alle ore 18.00. Arbitri della sfida saranno Alessandro Tanasi di Siracusa e Luca Sobrero di Savona. Terzo arbitro Matteo Mannarino, addetto al video check Francesco Cadamuro. </span></p>
<p><em><span style="color: #000000;">Alberto Sanavia </span><br />
<span style="color: #000000;"> Ufficio stampa Kioene Padova </span><br />
<a href="http://www.pallavolopadova.com"><span style="color: #000000;">www.pallavolopadova.co</span>m</a> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Alessandra Lazzarotto</p>
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		<title>Gasparo Gozzi e la nascita del giornalismo veneto</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 12:23:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ il 2 febbraio del 1760 quando Gasparo Gozzi, letterato veneziano, invia una lunga lettera al suo “stampatore” Pietro Marcuzzi. Da quel giorno nasce il giornalismo veneto. Qualcuno potrebbe obiettare, ma è a partire da questa lettera – scritta da Gozzi all’età di 43 anni – che si può capire quanto quelle parole siano moderne.&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/gasparo-gozzi-e-la-nascita-del-giornalismo-veneto/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">E’ il <strong>2 febbraio del 1760</strong> quando <strong>Gasparo Gozzi</strong>, letterato veneziano, invia una lunga lettera al suo “stampatore” Pietro Marcuzzi. Da quel giorno nasce il <em>giornalismo veneto</em>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Qualcuno potrebbe obiettare, ma è a partire da questa lettera – scritta da Gozzi all’età di 43 anni – che si può capire quanto quelle parole siano moderne. Oggi più che mai.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Gozzi appunta alcune indicazioni su come dovrà essere stampata la “Gazzetta Veneta”. Ne ho estrapolato alcune parti, quasi fossero aforismi che ci devono far riflettere. A seguire altri spunti e riflessioni da lui pubblicate sulla primordiale concezione di &#8220;giornalismo moderno&#8221;.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ah, giusto per precisare: la<strong> Gazzetta Veneta</strong> venne pubblicata ogni mercoledì e sabato, passando poi al nome di “Nuova Gazzetta Veneta”, fino al termine del settembre 1762. Dal 4 febbraio 1761 al 18 agosto 1762, Gozzi pubblicò l’Osservatore Veneto (poi Osservatori Veneti). Nel frattempo, nel giro di pochi anni nacquero in Italia quattro giornali e &#8211; nella seconda metà del Settecento &#8211; nella sola Venezia se ne contavano ben 29.<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><u>Dalla lettera a Pietro Marcuzzi:<br />
</u></span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;"> LA FIDUCIA DEL LETTORE</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> “ Ricordatevi che il servir bene e puntualmente il pubblico, arreca guadagno a casa, e acquista a chi così fa nome di animo onesto e discreto”</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">LA RESPONSABILITA’ DI CIO’ CHE SI SCRIVE</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> “…e ricordatevi di far sì che il vostro filosofo ed il poeta […] si sottoscrivano, il filosofo con una F., il poeta con una P.; e se a voi abbisogna di scrivere qualche cosa, mettetevi sotto una S., cioè stampatore; acciocché anche in ciò sia appagata la curiosità del pubblico, il quale nella vostra Gazzetta dee sapere il tutto chiaramente e l’oscurità e le maschere non debbono cominciare da chi la scrive”</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">LE MODE NON SONO SOLO UN MALE</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> “Molti uomini rigidi e fatti all’anticaccia biasimano la varietà delle mode e la chiamano capriccio e volubilità; ma la chiamino come vogliono, essa è grandissimo sussidio all’industria umana, la quale affaticandosi nelle invenzioni per servire alle donne, dà di che vivere ad una gran quantità di persone”</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>LA QUALITA’ DEL PRODOTTO</strong> </span><br />
<span style="color: #000000;"> “Nell’andare avanti non peggiorate la stampa, perché tutti gli avvertimenti gli veggo belli e ben stampati; ma le molte promesse che fanno, di rado sono effettuate”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><u>Considerazioni di Gozzi sul giornalismo</u></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>NON DIMENTICARE MAI PER CHI SI SCRIVE</strong> </span><br />
<span style="color: #000000;"> “Due soli oggetti vorrei che avessero sempre in mente gli autori: uno la Società di quel paese in cui vivono: l’altro quella naturale curiosità che hanno gli uomini di sapere. Il primo oggetto farebbe che esaminassero caritativamente quali vantaggi si potessero fare di essa società e il secondo insegnerebbe loro i mezzi d’invogliare la curiosità del popolo, acciocché volentieri leggendo, imparasse quali sono i vantaggi suoi”</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">RACCONTARE LA VERITA’ COME ALLEGORIA</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> “Ogni verità si può dire scherzando e verrà udita volentieri. Io credo che la voglia di ridere che ha ogni uomo, ci sia stata messa in corpo da Natura acciocché i valenti maestri ci possano prendere per quel verso e guidarci dove vogliono”</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>PASSATO E PRESENTE</strong> </span><br />
<span style="color: #000000;"> “Larghissimo campo è agli scrittori la morale e lo studio universale degli uomini. Due sono i mondi, nei quali possono fare le riflessioni. L’uno è il mondo vivo, ED è una continua rappresentazione di fatti che abbiamo sotto gli occhi; e l’altro è il mondo morto, le cui azioni si leggono nelle cronache, nelle storie, nelle lettere, nelle novelle e in altre scritture che ci portano le memorie de’ tempi passati”</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">IRONIA SUI COMPORTAMENTI, NON SULLE PERSONE</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> “Se io talvolta motteggio, scocco gli strali all’aria e non prendo di mira alcuno: e forse prendo di mira me medesimo. Ognuno in se è tutti: e le sementi dei mali universali sono in ogni uomo particolarmente. Lo spuntare parole velenose contro altrui è talora imbrattare sé stesso”</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">FARE CRONACA, NON CORREGGERE IL MONDO</span></strong><br />
<span style="color: #000000;"> “La malizia ha le radici così fitte a dentro, che non è possibile sterparle affatto. Chi scrive taglia ora questo ramo, ora quell’altro della mala pianta che torna a rampollare. Essa rampolla di nuovo e lo scrittore di nuovo taglia. Ma altro non può fare”</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Alberto Sanavia</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em><u>BIBLIOGRAFIA<br />
</u></em>&#8211; Gazzetta Veneta – Gasparo Gozzi (estratti) </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Ortolani Giuseppe &#8211; Voci e visioni del settecento veneziano – 1872 </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Santalena Antonio &#8211; Giornali veneziani nel settecento – 1908</span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Toso Fei Alberto – Misteri di Venezia – 2011  </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Viglio M. Alessandro &#8211; Gaspare Gozzi, vita e opere – 1916 </span></p>
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		<title>Domenico Altan, il giovane &#8220;Casanova&#8221; che perse la testa per passione</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 22:29:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ una fredda sera del 4 gennaio 1726. Prossimi alla notte, a cavallo col giorno successivo. In questo periodo dell’anno, un velo di nebbia aggiunge a Venezia un senso d’immobilità e smarrimento. Per capire l’atmosfera in cui siamo immersi, si possono utilizzare le parole del D’Annunzio, anche se di quasi due secoli successivi a questa&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/domenico-altan-il-giovane-casanova-che-perse-la-testa-per-passione/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">E’ una fredda sera del <strong>4 gennaio 1726</strong>. Prossimi alla notte, a cavallo col giorno successivo. In questo periodo dell’anno, un velo di nebbia aggiunge a Venezia un senso d’immobilità e smarrimento. Per capire l’atmosfera in cui siamo immersi, si possono utilizzare le parole del D’Annunzio, anche se di quasi due secoli successivi a questa serata:</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <em>“Mastichiamo la nebbia.<br />
La città è piena di fantasmi.<br />
Gli uomini camminano senza far rumore, fasciati di caligine.<br />
I canali fumigano.<br />
Dei ponti non si vede se non l’orlo di pietra bianca per ciascun gradino”.<br />
</em></span><br />
<span style="color: #000000;"> Proprio all’altezza d’uno di questi ponti, in corrispondenza di Campo San Martin nel sestiere di Castello, s’ode improvvisamente un colpo sordo d’archibugio, che qui in Veneto chiamiamo più semplicemente “schioppo”. Anzi, “s-ciopo”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> A cadere a terra è Gaetano Marasso, ora conosciuto col nome di Rinaldo Sora. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Un urlo strozzato in gola, dei passi veloci che si dileguano tra le calli e l’umidità ad ovattare i suoni in un’unica tonalità. Opaca, umida. </span><br />
<span style="color: #000000;"> «Conte Altan, mi hai assassinato!». Rinaldo sfrutta gli ultimi momenti di lucidità prima di essere portato in casa da un soccorritore di passaggio. Giusto il tempo dell’estrema unzione, poi Rinaldo muore. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Scattano immediate le ricerche ma anche le domande. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Che collegamento può esserci tra l’assassino e Rinaldo Sora, un brav’uomo sposo della non bellissima –ammettiamolo – Antonia Sora? </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Il Conte Altan si chiama Domenico, originario di San Vito del Friuli ma già noto alla Serenissima. Circa un anno e mezzo prima di questa notte, esattamente il 17 agosto 1725, il Magistrato della Bestemmia lo condanna come baro di carte ad essere chiuso in un “camerotto” per 20 anni, pubblicando un bando che viene affisso in tutta la città. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Domenico Altan è una sorta di antesignano del neonato Giacomo Casanova. Ma sicuramente meno furbo. In prima giovinezza Altan conosce Antonia Sora, alla quale si lega per due motivi: la passione tra le lenzuola e la famiglia dotata di discrete ricchezze. Si amano follemente in quel del castello di Salvarollo nelle campagne di San Vito ma, quando arriva il momento di chiederla in sposa allo zio (dato che il padre era mancato), egli si oppone fermamente. Il motivo? L’Altan non è ricco ma, soprattutto, non gode di buona nomea. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Ed ecco che spunta il Gaetano Marasso, “prescelto” dallo zio di Antonia che lo costringe a cambiare il nome in Rinaldo Sora. Tale decisione però non è sufficiente ad interrompere il rapporto tra la fanciulla e Domenico Altan che, in gran segreto, prosegue i suoi incontri amorosi con Antonia. La giovane donna rimane incinta. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Ovviamente non si saprà mai chi sarà il vero padre.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> A quasi tre mesi dal delitto (il 1° aprile 1726) il Consiglio dei Dieci condanna Domenico Altan alla ghigliottina ma il “conte” decide di sparire dalla circolazione. La sua predisposizione per la carne lo porta però a far ritorno sotto mentite spoglie a Venezia, trovando alloggio nella casa di Giulia Foscari, con la quale certamente non si diletta nel gioco delle carte… </span><br />
<span style="color: #000000;"> Una sera il Domenico si ferma in osteria a bere al fianco di Francesco Calegari, avanti con l’età ma scaltrissima spia che, ovviamente, non fa  trascorrere la notte per andare a raccontare l’incontro. Riscuotendo così un consistente premio per la soffiata. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il mattino successivo, nonostante il tentativo di camuffamento dell’Altan, il Messer grande della Serenissima Bastiano Bonapace, accompagnato da due guardie, lo scova a San Geminiano trascinandolo in prigione. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Frugando tra i suoi abiti, vengono trovate due pistole e molto altro ancora, anche se l’Altan s’altera soprattutto per la sottrazione di due pacchi di carte e di una cinquantina di lettere amorose. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il 5 novembre del 1726, pur di non essere umiliato nella pubblica piazza, Domenico chiede di poter essere giustiziato con un colpo d’archibugio. Favore che la Serenissima, ovviamente, non concede. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Nel tratto verso il palco in cui lo attende il boia, Altan incrocia un gruppo di giovani fanciulle alle quali grida: «Benedette donne, che per causa vostra sono ridotto a questo passo!». Immediata la reazione del frate francescano che lo accompagna nel cammino, che lo intima a redimersi pensando a salvare la propria anima. «Padre», gli risponde, «dell’anima ho già disposto. Lasci in grazia che mi sfoghi col mondo». </span><br />
<span style="color: #000000;"> Giunto sul palco vestito di tutto punto e con la parrucca addosso, Domenico osserva la folla davanti ai suoi occhi pronunciando le ultime parole: «Popolo, addio».</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La povera Antonia si trovò così senza un marito, un amante e con un figlio al quale, per tutta la vita, cercò negli occhi la scintilla di due amori perduti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Alberto Sanavia</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><u>Bibliografia:<br />
</u>&#8211; “Vecchie storie veneziane”, Diego Mazzetto, Corbo e Fiori Editore (Venezia)<br />
&#8211; “Curiosità veneziane”, Giuseppe Tassini, Filippi Editore (Venezia)<br />
&#8211; “Venezia immaginifica”, Filippo Caburlotto, Editrice Elzeviro (Treviso)<br />
&#8211; “I banditi della Repubblica Veneta”, Pompeo Molmenti, II edizione, R. Bemporad &amp; Figlio (Firenze)<br />
&#8211; http://www.historiaetius.eu<br />
&#8211; Foto by Google Maps</p>
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