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	<title>Alberto Sanavia &#187; caccia ai tori</title>
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	<description>Giornalista &#38; Freelancer</description>
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		<title>Venezia e la caccia ai tori</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 13:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoprendo Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[alberto sanavia]]></category>
		<category><![CDATA[buoi]]></category>
		<category><![CDATA[caccia ai tori]]></category>
		<category><![CDATA[corrida]]></category>
		<category><![CDATA[sanavia]]></category>
		<category><![CDATA[sanavia alberto]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tori]]></category>
		<category><![CDATA[toro]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’origine di una tradizione (barbara) conclusasi in città dopo il drammatico evento del 22 febbraio 1802. Dove si svolgevano? Perché si dice “tagliar la testa al toro” o “tenere il toro per le corna”? Breve cronistoria degli eventi più noti &#160;   Partiamo da una data: 22 febbraio 1802. Fu questa l’ultima “Caccia ai tori”&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/venezia-e-la-caccia-ai-tori/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’origine di una tradizione (barbara) conclusasi in città dopo il drammatico evento del 22 febbraio 1802. Dove si svolgevano? Perché si dice “tagliar la testa al toro” o “tenere il toro per le corna”? Breve cronistoria degli eventi più noti </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Partiamo da una data: <strong>22 febbraio 1802</strong>. Fu questa l’ultima “Caccia ai tori” che si svolse a Venezia, precisamente in Campo Santo Stefano. Il motivo scatenante, però, non fu tanto la crudeltà di questa tradizione europea, bensì il fatto che in tale occasione un palco crollò per il peso eccessivo delle persone che vi erano assiepate, provocando la morte e il ferimento di molte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Molto è stato scritto e molto si può trovare su queste “corride”, ma proviamo solamente a mettere un po’ di ordine.</span></p>
<p><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/tori-venezia-01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2058" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/tori-venezia-01-300x209.jpg" alt="tori venezia 01" width="300" height="209" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
L’ORIGINE: IL NUMERO 12 E IL “TAGLIAR LA TESTA AL TORO”<br />
</strong>Che tale espressione sia d’uso popolare ancora oggi è cosa nota. Se poi ci aggiungiamo un pizzico di leggenda (Venezia ne trasuda), ecco che il gioco è fatto. </span><br />
<span style="color: #000000;"><br />
E’ il 1162 e – per la storia che vogliamo raccontare – vi sono due fazioni: </span><br />
<span style="color: #000000;"> 1) Venezia nella persona del doge Vital II Michiel, alleato con il papa Alessandro III;<br />
</span><span style="color: #000000;">2) Federico I Barbarossa, al trono in Germania dal 1152 e Sacro Romano imperatore dal 1155.  </span><br />
<span style="color: #000000;"><br />
Dato che i veneziani sono impegnati nella guerra con Ferrara e Padova, il patriarca di Aquileia – <strong>Ulrico di Treffen</strong>, nominato dal  Barbarossa – cerca di cogliere di sorpresa la Repubblica <strong>invadendo Grado</strong>. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Venezia però reagisce: lo sconfigge e <strong>lo prende prigioniero</strong> insieme a 12 canonici e ad alcuni alleati castellani del Friuli. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Il papa però chiede al doge d’essere clemente con Ulrico, così l’alleato Vital II Michiel lo accontenta e libera il patriarca. <strong>Ma a un patto</strong>: da quel giorno, ogni anno, il patriarca di Aquileia dovrà inviare in Laguna <strong>12 maiali</strong>, <strong>12 pani grossi di farina</strong> e – più tardi – <strong>1 toro</strong>. </span><br />
<span style="color: #000000;"><br />
Il simbolismo è chiaro: i 12 maiali sono i 12 <strong>canonici</strong> fatti prigionieri, i pani di farina rappresentano i <strong>castellani</strong> e il toro rappresenta il <strong>patriarca</strong> di Aquileia. Il giovedì grasso quindi si organizzerà una festa in cui al toro verrà mozzata la testa con un solo colpo (“tagliar la testa al toro”), i maiali saranno squartati e dati in pasto ai prigionieri insieme al pane.</span></p>
<p><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/tori-venezia-02.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2059" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/tori-venezia-02-300x219.jpg" alt="tori venezia 02" width="300" height="219" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L’EVOLUZIONE: NON SOLO TORI<br />
</strong>Per parlare di “corride” però bisognerà attendere il ‘500, con un vero e proprio “boom” nel ‘700. Esse non si svolgeranno esclusivamente a carnevale, ma si organizzeranno anche in occasioni di altre feste in vari periodi dell’anno. Spesso però <strong>non saranno protagonisti dei tori veri e propri</strong>, ma buoi e vacche che – impropriamente – verranno nominati “tori”. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Inizialmente se ne potranno utilizzare fino a 12 (chissà perché… ) ma in occasioni più importanti anche fino a 24. In alcune occasioni i cronisti parleranno pure di <strong>feste con 100 tori</strong>, ma il confine sottile tra numeri reali ed enfasi è spesso labile.</span></p>
<div id="attachment_2060" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/Joseph-Heintz-il-Giovane-Caccia-al-toro-in-campo-San-Geremia1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2060" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/Joseph-Heintz-il-Giovane-Caccia-al-toro-in-campo-San-Geremia1-300x163.jpg" alt="Joseph Heintz il Giovane, Caccia al toro in campo San Geremia" width="300" height="163" /></a><p class="wp-caption-text">Joseph Heintz il Giovane, Caccia al toro in campo San Geremia</p></div>
<p><span style="color: #000000;"><strong><br />
DOVE SI SVOLGONO<br />
</strong>Soprattutto nei Campi, quelli che col tempo si trasformarono da verdi e coltivati in vere e proprie “piazze”, anche se tale nome sarà una prerogativa di San Marco. La lista è lunga e potrebbe essere comunque incompleta: </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo San Barnaba</span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo San Geremia </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo San Giacomo dell’Orio </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo San Giovanni in Bragora </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo Santa Maria Formosa </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo Santa Margherita </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo San Polo </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo Sant’Anselmo </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Campo Santo Stefano </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Calle dei Botteri</span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Calle Lunga a Santa Maria Formosa</span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Corte di San Rocco, Chiovere (dai chiodi cui si stendevano i panni di lana ad asciugare dopo la tintura) </span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Cortile interno di Palazzo Ducale (solo l’ultima domenica di carnevale)</span><br />
<span style="color: #000000;"> &#8211; Piazza San Marco </span></p>
<p><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/Tori-a-Venezia-Giacomo-Franco-1610.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2061" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/Tori-a-Venezia-Giacomo-Franco-1610-194x300.jpg" alt="Tori a Venezia, Giacomo Franco, 1610" width="194" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong>COME SI SVOLGONO<br />
</strong>Non vi è un solo modo di svolgimento. Spesso queste “cacce” sono parte di un evento all’interno di una festa in cui si svolge il <strong>giuoco del pallone</strong>, rappresentazioni teatrali, giochi d’abilità o d’intrattenimento ecc., ma anche matrimoni o visite di autorità provenienti dall’estero.<br />
Nel ‘500 si tenta pure di <strong>lasciarli correre per le calli</strong>, ma gli incidenti che coinvolgono persone costringeranno il Consiglio dei Dieci a vietarle. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Sovente le cacce iniziano due ore prima del buio e proseguono per un paio d’ore. In moltissime occasioni vi sono dei “<strong>tiratori</strong>”: bottegai, gondolieri, paetieri, macellai ma anche attori mascherati per non farsi riconoscere; da qui l’altra leggenda del modo di dire: “<strong><em>tenere il toro per le corna</em></strong>”. I tiratori sono <strong>accompagnati anche da cani</strong>, i quali hanno l’ingrato compito d’abbaiare e mordere le povere bestie al collo o alle orecchie mentre i tiratori “giocano” ad evitare tali attacchi. Non mancano volte in cui le corna siano adornate con fuochi artificiali allo scopo d’agitare ulteriormente i tori. Questo bieco spettacolo si conclude poi con gli animali stremati, condotti al macello e decapitati con un solo colpo di mannaia. </span><br />
<span style="color: #000000;"> In alcune occasioni i tori invece sono sciolti (“<strong><em>molai</em></strong>”), cosa che avviene ad esempio in Piazza San Marco. </span><br />
<span style="color: #000000;"> In quasi tutte le occasioni, vengono create delle <strong>vere e proprie tribune</strong> per permettere agli spettatori di assistere allo spettacolo (anche a pagamento). </span></p>
<p><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/cani-tori-venezia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2062" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/cani-tori-venezia-300x280.jpg" alt="cani tori venezia" width="300" height="280" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong>ALCUNE DATE “FAMOSE”<br />
</strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> 25 GENNAIO 1511</span><br />
<span style="color: #000000;"> Fino alle 3 della notte, in Calle dei Botteri (costruttori di botti, bottiglie e tini), “assai persone” partecipano alla caccia a 4  tori, accompagnata da balli e momarie (rappresentazioni di usanze antiche riprese in maniera bizzarra)</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
27 LUGLIO 1574</span><br />
<span style="color: #000000;"> Caccia ai tori in onore di Enrico III di Valois, re di Francia e di Polonia. Vi assistono il duca di Ferrara e il poeta Torquato Tasso</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">1648</span><br />
<span style="color: #000000;"> Caccia dei tori in Campo San Polo, rappresentata da Joseph Heintz il Giovane</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">1668 </span><br />
<span style="color: #000000;"> Caccia ai tori per il Granduca di Toscana</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">INIZIO DEL 1700</span><br />
<span style="color: #000000;"> Durante una caccia ai tori, Almorò Morosini dal Pestrin è <strong>assalito da quattro sgherri</strong> mascherati e da un cane che gli viene aizzato contro. Con un colpo di spada “<em>che à tagià el can per mezo</em>”, Almorò conquista la stima del principe Eugenio di Savoia che assiste alla scena da una finestra di Palazzo Priuli. Per questo motivo, il principe gli donerà il dipinto della Beata Vergine del Correggio</span></p>
<p><span style="color: #000000;">18 FEBBRAIO 1709</span><br />
<span style="color: #000000;"> Nella Corte di San Rocco il Consiglio dei Dieci fa applicare una lapide che qui vieta “le caccie dei torri” (tolta, sarà ricollocata qui successivamente)</span></p>
<p><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/Lapide-caccia-ai-tori-nella-corte-di-San-Rocco.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2063" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2021/02/Lapide-caccia-ai-tori-nella-corte-di-San-Rocco-300x214.jpg" alt="Lapide caccia ai tori nella corte di San Rocco" width="300" height="214" /></a><br />
<span style="color: #000000;"> 1709</span><br />
<span style="color: #000000;"> In Piazza San Marco, caccia ai tori per il re di Danimarca<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1717</span><br />
<span style="color: #000000;"> In Campo San Geremia due tori d’Ungheria sono decapitati dal conte Girolamo Savorgnan alla presenza dell’ambasciatore di Spagna </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
16 FEBBRAIO 1740</span><br />
<span style="color: #000000;"> Per <strong>tre ore</strong>, in piazza San Marco, 48 tori sono accompagnati da altrettanti tiratori mascherati in occasione di una festa in onore di Federico Cristiano, primogenito del re Augusto III di Polonia</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
META’ 1700</span><br />
<span style="color: #000000;"> Edmondo Lundy, mercante svizzero, visita la città. I suoi testi verranno pubblicati nell’800, ma assistendo dal terrazzo a una caccia ai tori racconta: “<em>qualcuno de’ buoi, veggendosi assalito da’ cani e d’innanzi e di dietro, si lanciò all’improvviso nel canale</em>. […] Qualche barchetta si rovesciò e caddero non poche persone in acqua. Grida, ululati orrendi”</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">1767</span><br />
<span style="color: #000000;"> In una Piazza San Marco ricoperta di tavole, 120 tori sono presenti per onorare il duca di Württemberg </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
24 GENNAIO 1782</span><br />
<span style="color: #000000;"> In Piazza San Marco i principi ereditari di Russia, il granduca di Moscovia Pavel Petrovic Romanov &#8211; futuro zar Paolo I &#8211; e la moglie Marija Fedorovna, sono onorati da una caccia a 72 tori in un anfiteatro creato per l’occasione, con uno spettacolo accompagnato da balli, musiche e chiudendo l’evento <strong>con fuochi d’artificio</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
GENNAIO 1783</span><br />
<span style="color: #000000;"> Caccia di tori in Campo San Polo </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
1785 </span><br />
<span style="color: #000000;"> Cacce di tori alle Chiovere e a San Giobbe</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Alberto Sanavia</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">&#8212;</span></p>
<p><u>BIBLIOGRAFIA<br />
</u>&#8211; Battagia Michele, Cicalata sulle cacce di tori veneziane<br />
&#8211; Distefano Giovanni, Atlante storico della Serenissima<br />
&#8211; Fontana Gianjacopo, La Piazza S. Marco di Venezia<br />
&#8211; Fontana Gianjacopo, Storia popolare di Venezia dalle origini ai tempi nostri<br />
&#8211; Galanti Ferdinando, Carlo Goldoni e Venezia nel secolo XVIII<br />
&#8211; Molmenti Pompeo Gherardo, La storia di Venezia nella vita privata<br />
&#8211; Negri Pasquale, Misteri di Venezia tratti dagli scritti di Edmondo Lundy<br />
&#8211; Pasqualin Riccardo, I tori nelle feste di Venezia<br />
&#8211; Querini Andrea Stampalia, Nuova Guida annuale di Venezia<br />
&#8211; Rizzo Tiziano, I ponti di Venezia<br />
&#8211; Romanin Samuele, Storia documentata di Venezia<br />
&#8211; Tassini Giuseppe, Curiosità veneziane ovvero origine delle denominazioni stradali di Venezia</p>
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