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	<title>Alberto Sanavia &#187; cronaca</title>
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		<title>Vigonovo in lacrime per Matteo Zinato</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 08:15:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>(La Nuova di Venezia e Mestre) VIGONOVO.«Era felice del suo lavoro, amava la bicicletta, aiutava gli anziani: siamo distrutti». Una comunità sotto choc per la morte di Matteo Zinato. Si dovrà attendere il via libera del magistrato per fissare la data del funerale del venticinquenne di Vigonovo che &#8211; verso le 18.15 di sabato &#8211;&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/vigonovo-in-lacrime-per-matteo-zinato/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>(<em>La Nuova di Venezia e Mestre</em>) <strong>VIGONOVO</strong>.«Era felice del suo lavoro, amava la bicicletta, aiutava gli anziani: siamo distrutti». Una comunità sotto choc per la morte di Matteo Zinato.<br />
Si dovrà attendere il via libera del magistrato per fissare la data del funerale del venticinquenne di Vigonovo che &#8211; verso le 18.15 di sabato &#8211; ha perso la vita a causa di un incidente stradale in via Veneto a Paluello di Stra.<br />
Si cerca infatti di capire per quel motivo la Polo condotta da Matteo abbia improvvisamente invaso la corsia opposta innescando una carambola con una Nissan Micra e venendo urtata successivamente da un&#8217;Audi TT. A causa del forte impatto il giovane è stato sbalzato fuori dalla vettura spirando poco dopo, nonostante il tempestivo intervento dei medici. Nessuna conseguenza grave per il conducente dell&#8217;Audi che non corre pericolo di vita.<br />
Intanto, nell&#8217;abitazione di via Verona a Vigonovo, per tutta la giornata di ieri un consistente numero di parenti e amici si è stretto attorno al dolore della famiglia Zinato. Matteo (che aveva compiuto gli anni lo scorso 24 giugno) lascia il papà Natalino di 56 anni, la mamma Mirvana di 54 e la sorella Chiara di 28. Il ragazzo da qualche tempo lavorava come informatico alla Linx di Padova.<br />
«Era felice del suo lavoro &#8211; dice distrutta dal dolore la sorella &#8211; e quando è avvenuto l&#8217;incidente si stava dirigendo in un&#8217;oreficeria a Dolo per farsi stringere un braccialetto che gli avevamo regalato a Natale».<br />
Il padre Natalino ricorda anche la passione che suo figlio aveva per la bicicletta: «Nel fine settimana spesso montava in sella alla sua bicicletta e faceva lunghe gite fino ai Colli Euganei».<br />
Matteo era anche conosciuto in Comune a Vigonovo, dove circa tre anni fa aveva prestato servizio civile nel settore dei servizi sociali. «Era un ragazzo molto educato &#8211; dice il vicesindaco, Validio Zinato &#8211; e tutti lo ricordano con affetto perché prestava assistenza agli anziani con grande dedizione. La sua scomparsa addolora l&#8217;intera comunità».<br />
Per una strana fatalità del destino, il 23 aprile scorso era deceduto in un incidente stradale anche Davide Lirussi, suo ex compagno di classe alle medie e residente a Celeseo. In quell&#8217;occasione, però, l&#8217;incidente era avvenuto nel cuore della notte sulla strada provinciale che collega Casalserugo con Bovolenta.<br />
Il tema della sicurezza stradale rimane ancora un buco nero del tratto che va dal cavalcavia di via Ponte Alto a Fossò fino alla fine di via Veneto a Paluello di Stra, specie per l&#8217;assenza di vie di fuga (la strada è infatti costeggiata da due fossi) e per la velocità sostenuta con cui in genere le vetture la percorrono, nonostante l&#8217;evidente pericolosità della strada.<br />
Le ipotesi al vaglio della magistratura sulle cause dell&#8217;incidente innescato da Matteo sono però da attribuire ad una distrazione del conducente o ad un improvviso malore.</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
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		<title>Schianto a Paluello, muore a 25 anni</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 18:09:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>(La Nuova di Venezia e Mestre) PALUELLO. Schianto tra due auto in via Veneto: muore ragazzo di 25 anni. Si chiamava Matteo Zinato la vittima del terribile scontro tra la sua Polo e un&#8217;Audi TT. Sono circa le 19.15 di ieri quando la vettura condotta da Matteo percorre il cavalcavia di via Ponte Alto che&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/schianto-a-paluello-muore-a-25-anni/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>(La Nuova di Venezia e Mestre)</em><b> PALUELLO.</b> Schianto tra due auto in via Veneto: muore ragazzo di 25 anni. Si chiamava Matteo Zinato la vittima del terribile scontro tra la sua Polo e un&#8217;Audi TT. Sono circa le 19.15 di ieri quando la vettura condotta da Matteo percorre il cavalcavia di via Ponte Alto che collega Fossò alla frazione di Stra. Passato il semaforo in direzione di Paluello, l&#8217;auto &#8211; per cause ancora da accertare &#8211; invade improvvisamente la corsia opposta. Sul lato opposto, una Nissan Micra riesce ad evitare l&#8217;impatto ma urta il posteriore della Polo innescando così una carambola. L&#8217;Audi TT che seguiva la Micra, però, non riesce a fermare in tempo la propria corsa, colpendo violentemente il lato della vettura di Matteo Zinato che nel frattempo aveva perso completamente il controllo. A causa dell&#8217;impatto, la Polo viene sbalzata nel fosso e per Matteo si capisce subito che non c&#8217;è nulla da fare. Nonostante gli immediati soccorsi dal vicino ospedale di Dolo, i sanitari non possono far altro che constatare la morte del giovane venticinquenne che rimane a terra sull&#8217;argine. Ferito il conducente dell&#8217;Audi: è ricoverato all&#8217;ospedale di Dolo e per fortuna le sue condizionui non sono gravi. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Stra e di Vigonovo, così come i vigili del fuoco di Mira. Le operazioni di recupero sono proseguite per oltre tre ore dal momento dell&#8217;incidente, con l&#8217;intera via Veneto chiusa completamente al traffico. Matteo Zinato era residente con la famiglia in via Verona a Vigonovo e la notizia ha fatto presto il giro del paese, tanto che nel corso delle operazioni di soccorso sono stati molti i vigonovesi ad arrivare sul posto per capire cosa fosse accaduto. Il tratto di strada che collega Fossò a Paluello è già noto alle cronache per molti incidenti gravi che negli ultimi due anni sono già costati la vita ad un automobilista e ad un motociclista di Pianiga che &#8211; proprio lì &#8211; anche loro avevano perso la vita. Il tratto è noto per la scarsa illuminazione e per la velocità sostenuta con cui di notte le auto la percorrono. Nessuno di questi motivi però c&#8217;entra con l&#8217;incidente capitato a Zinato. Le cause del terribile incidente sono da chiarire, anche se al momento la pista più seguita sembra quella di un&#8217;improvvisa distrazione del conducente o di un malore. Nei prossimi giorni si potrà capire l&#8217;esatta dinamica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
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		<title>Folla ieri a Stra per l&#8217;addio all&#8217;ex primo cittadino Ballin</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Sep 2006 07:27:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>(La Nuova di Venezia e Mestre) STRA.Un migliaio di persone per l&#8217;ultimo saluto a Gianfranco Ballin. Si è svolta ieri mattina a cerimonia funebre dell&#8217;ex sindaco che dal 1975 al 1999 amministrò Stra. Nella chiesa di Stra erano presenti familiari, imprenditori, associazioni, politici, amici e cittadini della Riviera che avevano avuto modo di conoscerlo nel&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/folla-ieri-a-stra-per-laddio-allex-primo-cittadino-ballin/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>(<em>La Nuova di Venezia e Mestre</em>) <b>STRA.</b>Un migliaio di persone per l&#8217;ultimo saluto a Gianfranco Ballin. Si è svolta ieri mattina a cerimonia funebre dell&#8217;ex sindaco che dal 1975 al 1999 amministrò Stra. Nella chiesa di Stra erano presenti familiari, imprenditori, associazioni, politici, amici e cittadini della Riviera che avevano avuto modo di conoscerlo nel corso dei suoi cinque mandati. Oltre ai sindaci della Riviera c&#8217;era anche il presidente regionale Giancarlo Galan. Nel 2000 Ballin era stato eletto consigliere regionale nelle file di Forza Italia, ma negli ultimi tempi aveva abbandonato il palcoscenico politico anche a causa della malattia. Ballin avrebbe compiuto 68 anni ad ottobre e la sua famiglia gli è sempre stata accanto fino a quando &#8211; alle 6.30 di sabato scorso &#8211; è spirato in casa. Già mezz&#8217;ora prima della cerimonia la chiesa era gremita di persone, tanto che alcune di loro hanno assistito alla messa dal sagrato. «Anche se da sette anni non era più sindaco &#8211; spiegano alcuni residenti &#8211; chiunque lo incontrasse per strada continuava a chiamarlo così. Era il sindaco di tutti». Dopo un breve saluto da parte dei Cavalieri della Repubblica, il momento più toccante è stato quando Enzo Spatalino, giornalista e amico storico di Ballin, ha parlato anche a nome della famiglia. «Lo conoscevo da 37 anni &#8211; ha detto &#8211; ed era una grande persona. Oltre ad essere un ottimo imprenditore che realizzava prodotti di qualità, era anche un uomo molto legato alla famiglia. A loro nome voglio ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno dimostrato il loro affetto e onorato il suo ricordo. Gianfranco non amava molto i riflettori, preferiva camminare per strada e parlare con la gente. Proprio per questo è stato amato, perché ha fatto la storia di Stra e ha stretto la mano a chiunque, sia a chi la pensava come lui, sia a chi lo criticava. Vogliamo ringraziare anche il centro di cure palliative dell&#8217;Asl 13 di Dolo che lo ha assistito amorevolmente nel corso della malattia». A seguito del discorso, un lungo applauso ha accompagnato la bara fuori dalla chiesa. Ora Ballin riposerà nel cimitero di Stra.<br />
<em>Alberto Sanavia</em></p>
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		<title>Ruba un portafoglio dopo l&#8217;indulto</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Aug 2006 07:12:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>(La Nuova di Venezia e Mestre) CAMPONOGARA. Ruba un portafoglio dopo essere uscita grazie all&#8217;indulto: donna «tradita» dalla televisione. Erano i primi giorni di agosto, quando Paola Marigo &#8211; quarantatreenne di Camponogara &#8211; era stata scarcerata dopo l&#8217;approvazione della legge sull&#8217;indulto che ha scontato di tre anni la pena a tutti coloro che si erano&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/ruba-un-portafoglio-dopo-lindulto/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>(La Nuova di Venezia e Mestre)</em> <strong>CAMPONOGARA</strong>. Ruba un portafoglio dopo essere uscita grazie all&#8217;indulto: donna «tradita» dalla televisione. Erano i primi giorni di agosto, quando Paola Marigo &#8211; quarantatreenne di Camponogara &#8211; era stata scarcerata dopo l&#8217;approvazione della legge sull&#8217;indulto che ha scontato di tre anni la pena a tutti coloro che si erano macchiati dei cosiddetti reati «minori». In quell&#8217;occasione, una troupe televisiva del TgR aveva intervistato alcuni dei neo scarcerati, tra cui la stessa Marigo che, davanti ai microfoni aveva entusiasticamente detto: «l&#8217;indulto darà la possibilità a molti di crearsi una nuova vita e di riscattarsi degli sbagli commessi in passato». Paola aveva poi confessato che stava cercando un posto come cameriera e che avrebbe dato il via ad un nuovo capitolo della propria vita. Insomma, sembrava che il suo rinsavimento verbale potesse essere da esempio per molti altri che si erano macchiati di piccoli furti.<br />
Le buone intenzioni lanciate via etere sono però state tradite dai fatti. Infatti, nella giornata di ieri, nella sala Bingo di via Pepe a Mestre, il gestore dell&#8217;eserczio e alcuni clienti avevano chiamato la polizia a causa di un portafoglio che era stato rubato all&#8217;interno del locale. Giunta sul posto una pattuglia delle forze dell&#8217;ordine, si è fatto presto a scoprire la colpevole. Durante le ricerche, grazie all&#8217;accortezza e alla memoria visiva di uno degli agenti, alla vista di Paola Marigo il poliziotto l&#8217;ha subito riconosciuta dicendole: «Io ti ho già vista in televisione». Il portafoglio rubato infatti era stato sottratto dalla stessa donna che non ha potuto far altro che cedere davanti all&#8217;evidenza. Per lei sono scattate subito le manette. La donna è stata arrestata nuovamente e trasportata al carcere della Giudecca di Venezia, a nemmeno un mese dalla sua liberazione. Anche se gli agenti sarebbero comunque riusciti a scovare il colpevole, di certo molti neo scarcerati da ora in poi decideranno di non concedere più interviste televisive: in fin dei conti, anche la fama ha i suoi rischi.<br />
<em>Alberto Sanavia</em></p>
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		<title>Domani l&#8217;ultimo saluto a Michele Imhoff</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 08:17:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>(La Nuova di Venezia e Mestre) TOMBELLE.Fissata la data del funerale di Michele Imhoff. Si svolgerà domani, alle 15, nella chiesa di Tombelle, la cerimonia funebre dell&#8217;uomo morto martedi a seguito del ribaltamento del camion di azoto liquido che conduceva all&#8217;altezza di Padova Est. L&#8217;impatto della cabina col suolo fu tremendo, tanto che l&#8217;uomo è&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/domani-lultimo-saluto-a-michele-imhoff/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>(La Nuova di Venezia e Mestre)</em><b> TOMBELLE.</b>Fissata la data del funerale di Michele Imhoff. Si svolgerà domani, alle 15, nella chiesa di Tombelle, la cerimonia funebre dell&#8217;uomo morto martedi a seguito del ribaltamento del camion di azoto liquido che conduceva all&#8217;altezza di Padova Est. L&#8217;impatto della cabina col suolo fu tremendo, tanto che l&#8217;uomo è morto poco dopo l&#8217;arrivo dell&#8217;ambulanza. Dopo aver disposto l&#8217;autopsia sul corpo dell&#8217;uomo per accertarsi delle cause dell&#8217;incidente, è stato dato il via libera alla famiglia per procedere alle esequie. Sposato e con tre figli (Elena di 23 anni, Anna di 18 e Giacomo di 17), la famiglia Imhoff abita da sempre in via Pio X a Tombelle di Vigonovo. Proprio in questi giorni la moglie quarantaseienne Lorena ha chiesto che sia rispettata la loro privacy. La messa per dare l&#8217;ultimo saluto a Michele, uomo da tutti ricordato per il suo attaccamento alla famiglia e ad un lavoro che faceva con seria professionalità, sarà celebrato dal parroco di Tombelle don Lorenzo. Denis Zampolo, della ditta Zampa Trasporti di Padova per cui lavorava Michele, nei giorni scorsi lo ha ricordato con commozione: «Era un autista serio, competente e che amava il suo mestiere. Voleva il bene dell&#8217;azienda, noi tutti siamo vicini ai suoi cari». In precedenza Michele aveva lavorato per più di vent&#8217;anni alla Coca-Cola e in un&#8217;azienda di ferro battuto di un parente.</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
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		<title>Prove generali di tram</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2005 08:20:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>(Padovando.com) PADOVA. Non si è trattato di un collaudo. Nemmeno di un’inaugurazione. Più semplicemente è stato un appuntamento creato ad hoc dall’assessore alla mobilità del comune di Padova, Ivo Rossi, per tendere la mano ai commercianti che – tra un sorriso e una stretta di mano – non nascondono di essere preoccupati per eventuali problemi&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/prove-generali-tram/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"><span style="font-family: Arial Narrow, Arial, Trebuchet MS;"><em>(Padovando.com)</em> <strong>PADOVA</strong>. Non si è trattato di un collaudo. Nemmeno di un’inaugurazione. Più semplicemente è stato un appuntamento creato ad hoc dall’assessore alla mobilità del comune di Padova, Ivo <b>Rossi</b>, per tendere la mano ai commercianti che – tra un sorriso e una stretta di mano – non nascondono di essere preoccupati per eventuali problemi di viabilità che si potrebbero venire a creare dopo l’avvento del tram a Padova. 16 mezzi per la precisione, che – salvo imprevisti – dovrebbero iniziare a circolare in città già dal 2006.<br />
Il tour parte dal piazzale della stazione FS verso le 21.45 di ieri sera. All’appello manca solo Rossi. Al suo arrivo, per sdrammatizzare l’attesa di commercianti e autorità che intanto avevano già assaltato il tram peggio degli indiani nei film western, l’assessore china il capo dicendo «scusate ma non trovavo parcheggio…». Frase gettata lì non per caso, visto che uno dei cavalli di battaglia di Fernando <b>Zilio</b>, presidente dell’Ascom di Padova, è proprio legato alla “lotteria” parcheggi (con la differenza che in una lotteria paghi ma puoi vincere e qui paghi e basta). «Voglio ricordare che Padova ha bisogno di parcheggi – dice Zilio – e i cittadini sono esasperati per le poche aree a disposizione che sono a pagamento e lontane dai centri del commercio patavino. Il tram? E’ un bel mezzo. Lo avevo già visto a Strasburgo. Penso che la sua introduzione a Padova darà certezze ai cittadini sull’orario e la puntualità del mezzo pubblico, evitando code e ritardi alla fermata. Detto questo, non nascondo che un po’ di preoccupazione è presente, perché di fatto alcune strade saranno fortemente limitate nel passaggio di auto proprio a causa del tram. Il mio augurio è che i clienti imparino ad utilizzare il tram per muoversi in città». Un cambio di mentalità non facile, specie per il padovano medio che è abituato a parcheggiare davanti al negozio di alimentari a costo di girare attorno al palazzo per mezz’ora finché non si libera un posto. Ma secondo Zilio è più utile il tram o il vecchio bus? «Domanda difficile – dice Zilio – ma posso anche sbilanciarmi. Probabilmente il tram è meno “invasivo” e si sposa maggiormente con le necessità del pedone.<br />
Intanto il giro comincia. Dalla stazione ci si sposta agli Eremitani attraversando Corso del Popolo e si prosegue per Riviera ponti romani. Il viaggio continua per Riviera Tito Livio e fermandosi in Riviera Businello, a poche centinaia di metri dal Santo e da Prato della Valle.<br />
<b>I PRO</b><br />
&#8211; La ripresa del tram è ottima, tanto da dare filo da torcere ad una berlina. E non inquina.<br />
&#8211; Il mezzo è poco rumoroso, sia da dentro che da fuori.<br />
&#8211; Si attraversa mezza Padova in 4 minuti netti. Ma consideriamo che la strada era libera e il tram era pure preceduto da un’auto della polizia con tanto di lampeggianti accesi.<br />
<b>I CONTRO</b><br />
&#8211; Le corsie intagliate nell’asfalto patavino sono invasive per gli automobilisti. I tram hanno la precedenza su tutto.<br />
&#8211; Ad un tratto (ossia al ritorno in Corso del Popolo) un taxi deve inchiodare perché il tram gli sfiora lo specchietto. Siamo sicuri che in tutti i punti di Padova ci sia spazio per far passare il tram e una macchina?<br />
&#8211; I posti a sedere sono pochi (una ventina) e certe accelerazioni sono così decise da far pensare che una signora ottantenne potrebbe rotolare verso il fondo prima ancora di rendersi conto di cosa sia accaduto.<br />
Nel corso del viaggio – tra i diversi volti dei politici che si complimentano tra di loro – parliamo anche con Andrea <b>Nicolello</b>, vice presidente di Legambiente e consigliere di “Aps Mobilità”. «Premesso che la scarsità di posti per tram è un’eredità della giunta dell’ex sindaco Giustina Destro – spiega Nicolello – devo comunque dire che questo è l’inizio di una piccola rivoluzione dei trasporti. Sarà necessario ottimizzare ciò che già esiste, sfruttando le stazioni delle FS e pensando a biglietti unici per corse extraurbane e tram. Dal punto di vista ambientale, è logico che il tram è una vera risorsa, ma voglio ricordare che negli ultimi anni l’Aps ha comprato 70 nuovi mezzi a metano e 120 ora circolano col biodiesel. Quindi, su 210 mezzi totali, ben 190 sono praticamente non inquinanti. Questo è un punto d’orgoglio dell’azienda che, a differenza di altre compagnie italiane, ha puntato molto sull’energia pulita». Un chiaro riferimento alla Sita? «No – dice Nicolello mentre annuisce – Purtroppo sono arrivati dei pesanti tagli da parte della Regione, tanto che sono stati tolti 6 milioni di euro per il trasporto pubblico. Per l’Aps questo ha significato la perdita di 400 mila euro di finanziamenti. Il taglio certamente deve aver influito anche sulla Sita per quanto concerne il rinnovo del parco mezzi».<br />
Finito il giro, scatta l’applauso dei viaggiatori. Percorso panoramico riuscito. E mentre le grandi città italiane smantellano le linee dei tram, Padova le introduce. Probabilmente qui serve. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
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