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	<title>Alberto Sanavia &#187; intervista</title>
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		<title>Interviste d&#8217;archivio: Valentina Giovagnini</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 12:24:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Per il quotidiano online Padovando.com, nel 2002 intervistai Valentina Giovagnini. Era lo stesso anno del suo debutto sul palco di Sanremo. Credevo di aver perso questo documento, ma dopo lunghe ricerche sono riuscito a trovarlo. Lo ripropongo qui per ricordare una voce magnifica che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Valentina Giovagnini è mancata nel 2009&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/interviste-darchivio-valentina-giovagnini/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Per il quotidiano online Padovando.com, nel 2002 intervistai Valentina Giovagnini. Era lo stesso anno del suo debutto sul palco di Sanremo. Credevo di aver perso questo documento, ma dopo lunghe ricerche sono riuscito a trovarlo. Lo ripropongo qui per ricordare una voce magnifica che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Valentina Giovagnini è mancata nel 2009 a seguito di un incidente stradale. Spero che questo piccolo articolo possa contribuire a tenere vivo il ricordo di lei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Tratto da Padovando.com &#8211; Intervista dell&#8217;8 giugno 2002</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentina Giovagnini nasce a Marciano della Chiana al confine tra la Toscana e l&#8217;Umbria il 6 aprile 1980. Ha due fratelli: Benedetta di 18 anni e Giacomo, 17, che ha creato un sito internet sulla sorella molto visitato dai fan.<br />
Fin da piccola è attratta dalla danza e dal canto (la passione lirica le è stata trasmessa dalla mamma) e così incomincia a prendere le prime lezioni di pianoforte a soli 5 anni. Coltiva questa sua passione esibendosi prima nelle feste di paese e successivamente facendo delle serate in alcuni locali. Nel 1996 si diploma in teoria e solfeggio e nel 1999 sostiene la maturità al Liceo Classico di Arezzo insieme all&#8217;esame di pianoforte, armonia e analisi musicale. Decide così d&#8217;iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Siena (indirizzo Musica e Spettacolo). Nel 2001 incontra il produttore Davide Pinelli e, con l&#8217;aiuto dell&#8217;autore Vicenzo Incenzo, decidono di produrre il disco &#8220;Creatura nuda&#8221; nel quale si cerca di compiere un &#8220;viaggio nel tempo&#8221; attraverso l&#8217;utilizzo di alcuni strumenti tradizionali e creando ambientazioni musicali suggestive che si fondono anche con gli strumenti elettronici. Decidono di fare un album non troppo lungo, evitando così che al suo interno vi si trovino pezzi di poco valore, lasciando spazio ai brani di qualità. Passa le selezioni per Sanremo e partecipa al Festival nel 2002 con il brano &#8220;Il passo silenzioso della neve&#8221; classificandosi seconda nella categoria giovani e aggiudicandosi il premio della giuria di qualità per il miglior arrangiamento. Rimane colpita dalle parole di Cecchetto che la consacra come una grande cantante della quale &#8220;<em>si sentirà molto parlare</em>&#8220;. Inoltre la giovane artista ha conquistato la critica che spesso l&#8217;ha definita come la piccola &#8220;Enya italiana&#8221;. Dopo il trampolino del palcoscenico dell&#8217;Ariston, esce il suo album, il video della canzone &#8220;Il passo silenzioso della neve&#8221; (girato in un bosco vicino la periferia di Milano) e il singolo &#8220;Senza origine&#8221;. Prepara poi il suo tour estivo per l&#8217;Italia. Ama la letteratura europea (tra cui Baudelaire, Verlaine, Hesse, Pasolini e Pirandello), la cultura medievale, il teatro antico e la ricerca delle tradizioni musicali e letterarie. Si ritiene una persona tranquilla, romantica, positiva e introversa, anche se dice che solo quando canta può esternare tutta la sua grinta e la sua personalità. Afferma di essere molto sicura in sé stessa, caratteristica che le serve molto per il suo mestiere. Ama gli animali e possiede molti gatti. Le piace curare il suo look apportando personalmente delle modifiche ai vestiti che compra per poterli adattare al suo carattere. Non ha il ragazzo e al momento non pensa all&#8217;amore: &#8220;<em>il problema non è trovare qualcuno da amare, quanto riuscire a mantenere quel sentimento</em>&#8220;. Preferisce i piatti vegetariani, i dolci e la cucina francese piuttosto della carne. I suoi artisti preferiti sono Battiato, Branduardi, Consoli, Elisa, Morisette, Enya e Bjork (uno dei suoi sogni è duettare con quest&#8217;ultima). Ammira la verve artistica di Patty Pravo. Vorrebbe compiere un viaggio in Irlanda perché si dice attratta dalla musica celtica.</p>
<p><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2024/09/Valentina-Giovagnini-intervistata-da-Alberto-Sanavia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2189" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2024/09/Valentina-Giovagnini-intervistata-da-Alberto-Sanavia-262x300.jpg" alt="Valentina Giovagnini intervistata da Alberto Sanavia" width="262" height="300" /></a></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">L&#8217; intervista a Valentina</span><br />
</strong></p>
<p><strong>In una non recente intervista hai detto che <em>Creatura nuda </em>è una &#8220;metafora per trovare il lato reale di una persona&#8221;. La stessa cosa la diceva Pirandello nella sua raccolta teatrale<em> Maschere nude</em>. Una bella coincidenza. Quanto ha influito questo pensiero sul tuo album?</strong><br />
<em>Si tratta di una corrispondenza di pensieri non condizionata, nel senso che non mi sono ispirata a lui per questo album. Sono però molto affascinata dalla letteratura di Pirandello e il mio pensiero coincide col suo. Per questo certe cose all&#8217;interno del mio album si ricollegano con questo autore.</em><br />
<strong>Quanto tempo avete lavorato per realizzare l&#8217;album?</strong><br />
<em>Abbiamo lavorato un bel po&#8217; perché abbiamo ricercato alcuni suoni particolari utilizzando strumenti che non tutti sanno usare. Quindi siamo dovuti andare alla ricerca di alcuni strumentisti nel centro Italia, specialmente dalle mie parti. Inizialmente ho unito le mie idee con quelle di Davide Pinelli e successivamente Incenzo ha dato il suo contributo per i testi. Il lavoro è stato molto complesso ma sono contenta del risultato ottenuto.</em><br />
<strong>Come mai pochi artisti giovani cercano di utilizzare questi strumenti che col tempo sono stati abbandonati?</strong><br />
<em>Io vivo in una zona dell&#8217;Italia dove la cultura tradizionale è rimasta maggiormente radicata che in altri luoghi. In genere i ragazzi delle grandi città non pensano molto a questo tipo di strumenti, preferendo quelli tecnologici. Abitando in un piccolo paese, ho potuto sviluppare questa musica anche nel momento in cui sono andata a Sanremo e sono stata contenta di poter proseguire su questa strada.<br />
</em><strong>C&#8217;è una canzone del tuo disco (oltre a quella di Sanremo), alla quale sei legata particolarmente?</strong><br />
<em>E&#8217; difficile rispondere, perché ognuna ha una storia particolare. Sono però molto affezionata ad &#8220;Allemanda&#8221; che è un po&#8217; l&#8217;elaborazione del primo brano dell&#8217;album che è &#8220;Senza origine&#8221;. Questa canzone è stata eseguita completamente senza l&#8217;ausilio dell&#8217;elettronica ed è stato particolarmente divertente registrarla, perché siamo andati in una zona delle Marche e abbiamo usato strumenti come la ghironda, il ciaramello e il whistle. E&#8217; stato molto suggestivo. Poi è un brano significativo perché si ricollega con quello iniziale, formando così un cerchio che conclude l&#8217;album secondo una sua logica.<br />
</em><strong>Dopo aver ascoltato il tuo disco, quale vorresti che fosse il messaggio principale che la gente dovrebbe cogliere?</strong><br />
Non voglio fornire un particolare messaggio. L&#8217;importante è che una persona che ascolta i miei brani si possa emozionare attraverso i suoi suoni rimanendone affascinato come ne rimango affascinata io.<br />
<strong>C&#8217;è una canzone di un altro artista che avresti voluto creare te?</strong><br />
<em>Io adoro &#8220;La cura&#8221; di Battiato. E&#8217; una canzone completa sotto tutti i punti di vista: testo, musica, arrangiamento… poi lui è un grande. Forse se l&#8217;avessi fatta io non sarebbe venuta così bene, però sarei stata molto contenta di averla scritta.<br />
</em><strong>Molte altre cantanti con buone doti vocali (vedi Pausini, Alexia, Elisa ecc.) hanno cantato in lingua straniera. Saresti disposta a fare la stessa cosa?</strong><br />
<em>Sì, mi piacerebbe, perché l&#8217;inglese è una lingua molto musicale e sarei molto felice di poter cantare dei miei pezzi in inglese. Comunque non soppianterei l&#8217;italiano perché sono molto legata alle mie radici. Proverei volentieri qualche canzone in lingua straniera, ma non abbandonerei assolutamente l&#8217;italiano.<br />
</em><strong>Qual è una cosa che non sopporti negli altri?</strong><br />
Di sicuro la falsità.<br />
<strong>Hai qualche rito scaramantico prima di esibirti?</strong><br />
No, perché sono talmente coinvolta in quello che devo fare, che non ci penso nemmeno. A volte porto con me qualche oggetto che mi è stato regalato. Per esempio, nel concerto che ho fatto a Metelica avevo con me un cagnolino che mi ha regalato un fan prima dell&#8217;esibizione.<br />
<strong>Se tu non avessi intrapreso la via della musica, cosa ti sarebbe piaciuto fare in alternativa?</strong><br />
<em>Sono sempre stata affascinata dall&#8217;arte in tutti i suoi aspetti. Forse avrei fatto la ballerina o qualsiasi altra cosa pur di rimanere in questo ambito.<br />
</em><strong>Quando ti prendi un periodo di pausa, dove preferisci andare in vacanza?</strong><br />
<em>In estate vado sempre al mare. Con questo non escludo a prescindere la montagna, ma in questo caso preferirei andare in un luogo tranquillo in mezzo alla natura incontaminata. Però l&#8217;estate l&#8217;associo solamente al mare.<br />
</em><strong>Come si vive in famiglia questo tuo avvio positivo?</strong><br />
<em>Ho una famiglia molto numerosa. Sono tutti felicissimi di quello che sto facendo e mi hanno sempre sostenuta fin dall&#8217;inizio. Ultimamente sto poco tempo a casa e si è creata una sorta di distacco: questo mi dispiace un po&#8217;, specialmente per loro.<br />
</em><strong>Da quando sei stata a Sanremo, qual è la più grande soddisfazione che hai avuto fino a questo momento?</strong><br />
<em>Di sicuro il primo concerto. Era la cosa che desideravo di più fino ad ora: ho avuto un palcoscenico tutto mio e la gente è venuta esclusivamente per ascoltare la mia musica. E&#8217; molto emozionante e gratificante.<br />
</em><strong>Che consiglio daresti a chi volesse iniziare a cantare?</strong><br />
<em>Innanzitutto non lo si deve fare come passatempo, ma considerare il canto come una cosa fondamentale. Bisogna crederci profondamente, darsi da fare e non darsi mai per vinti.<br />
</em><strong>Progetti per il futuro?</strong><br />
<em>In genere non penso mai troppo al futuro. L&#8217;importante è fare bene nel presente e continuare a cantare con passione. Poi il resto viene da sé.</em><br />
<strong>Vorresti essere ricordata nella storia della musica italiana per…</strong><br />
<em>Aiuto, è difficile rispondere! Dunque, vorrei essere ricordata… e basta. A parte gli scherzi, credo che l&#8217;importante sia lasciare un ricordo positivo nelle persone. Mi ritengo una ragazza positiva e la mia musica rispecchia appieno quello che sono. Cerco di essere coerente in tutto quello che faccio e pertanto spero solo di trasmettere delle emozioni a chi mi ascolta.</em></p>
<p><strong><em>(A.S)</em></strong></p>
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		<title>La Kioene riparte da coach Cuttini</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2021 06:37:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Lunedì compirà 48 anni. Nato a Milano ma friulano DOC, sarà per il secondo anno alla guida di Padova da primo allenatore. “Chi arriva qui sposa la cultura del lavoro che paga. Sarà un gruppo giovane, talentuoso e con voglia di mettersi in evidenza” Sarà ancora Jacopo Cuttini a guidare la Kioene Padova per la&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/la-kioene-riparte-da-coach-cuttini/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>Lunedì compirà 48 anni. Nato a Milano ma friulano DOC, sarà per il secondo anno alla guida di Padova da primo allenatore. “Chi arriva qui sposa la cultura del lavoro che paga. Sarà un gruppo giovane, talentuoso e con voglia di mettersi in evidenza”</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sarà ancora <strong>Jacopo Cuttini</strong> a guidare la Kioene Padova per la stagione 2021/22. Nato a Milano il 10 maggio del 1973, il suo esordio da primo allenatore in SuperLega è avvenuto la scorsa stagione proprio con i patavini. Già selezionatore regionale maschile del Friuli Venezia Giulia al Trofeo Delle Regioni dal 2000 al 2003, dal 2017 è docente federale Fipav. Nel suo palmares anche una promozione in B1 maschile con Cordenons (PN), una promozione in B1 femminile e una Coppa Italia di B2 con Martignacco (UD). Dopo aver ricoperto il ruolo di assistente allenatori (2017/18) e di secondo allenatore (2018/19) con la Kioene Padova, nel 2019/20 fu alla guida della Tinet Gori Wines Prata di Pordenone (serie A3). </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Seconda stagione da primo allenatore della Kioene Padova. Cosa di buono vuole portarsi nel</strong> <strong>prossimo campionato? </strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> «Sicuramente l’entusiasmo dell’ambiente. Una richiesta che avevo fatto allo staff e ai giocatori all’inizio del 2020/21, il tutto accompagnato da una “cultura del lavoro” che ci ha caratterizzato in ogni momento dell’anno. Sostanzialmente lo staff rimarrà invariato e questo sarà un vantaggio, perché abbiamo creato un metodo d’operare che si è consolidato». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>La stagione da poco conclusa ha visto la convocazione in Azzurro di due atleti bianconeri: Mattia Bottolo e Marco Vitelli. Si può dire che rappresentano un po’ la filosofia della Kioene? Ossia “crescita dei propri giovani” e “opportunità di trovare qui lo spazio e la tranquillità necessaria per affermarsi”?<br />
</strong>«Sì, la convocazione in Nazionale di questi due ragazzi è un premio per loro ma anche per tutto il gruppo Kioene Padova. Ciò ci rende felici e orgogliosi. Il mio augurio è che sia solo un premio iniziale, anche per tanti altri atleti che qui hanno l’opportunità di crescere sia con la prima squadra che all’interno del settore giovanile. Applicandosi c’è la possibilità di mettersi in evidenza in un campionato affascinante e complesso come quello della SuperLega». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Ora è presto per parlare dei singoli giocatore del roster, ma che caratteristiche dovrà avere la Kioene 2021/22?<br />
</strong>«Ci sarà continuità negli obiettivi di squadra, puntando su un gruppo giovane e talentuoso. Chi viene a Padova sa che dovrà trascorrere molte ore in palestra e dovrà farlo amando questo tempo che trascorre alla Kioene Arena. Ciò perché gli consentirà di crescere e di prendersi delle belle soddisfazioni, sia come singolo che come team». </span><br />
<span style="color: #000000;"> L’intervista video completa a coach Cuttini con queste e altre domande si può vedere sul canale YouTube ufficiale della Kioene Padova al seguente indirizzo: <a style="color: #000000;" href="https://youtu.be/gL3m-7ots-c">https://youtu.be/gL3m-7ots-c</a>.  </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong>LA SCHEDA DI JACOPO CUTTINI</strong><strong><br />
<strong>Nato a</strong></strong>: Milano (MI)</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Il</strong>: 10/05/1973</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> 2020/22: Kioene Padova (Superlega)</span><br />
<span style="color: #000000;"> 2019/20: Tinet Gori Wines Prata di Pordenone (A3) </span><br />
<span style="color: #000000;"> 2018/19: Kioene Padova (Superlega – 2° all.)</span><br />
<span style="color: #000000;"> 2017/18: Kioene Padova (Superlega – Assistente allenatori)</span><br />
<span style="color: #000000;"> 2016/17: Atomat Pav Udine (B1 F – 1° all.)</span><br />
<span style="color: #000000;"> 2013/16: Libertas Martignacco ASD (B1 F – 1° all.)</span><br />
<span style="color: #000000;"> 2012/13: Libertas Martignacco ASD (B2 F – 1° all.)</span><br />
<span style="color: #000000;"> 2011/12: ASD Futura Cordenons (B1 M – 1° all.)</span><br />
<span style="color: #000000;"> 2007/11: ASD Futura Cordenons (B2 M – 1° all.)</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
</em><a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Alessandra Lazzarotto</p>
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		<title>«Meritocrazia e solidità societaria, questi i nostri punti di forza»</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 08:28:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Intervista a Fabio Cremonese, pronto a vivere l’undicesima stagione da presidente della Kioene Padova. Obiettivi? «campionato competitivo ma puntiamo ai play off. Ciò che mi gratifica è il senso di appartenenza che siamo riusciti a creare». Nuovo partner per i bianconeri: il benvenuto della Società ad Adviser Era il 9 giugno del 2009 quando la&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/meritocrazia-e-solidita-societaria-questi-i-nostri-punti-di-forza/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>Intervista a Fabio Cremonese, pronto a vivere l’undicesima stagione da presidente della Kioene Padova. Obiettivi? «campionato competitivo ma puntiamo ai play off. Ciò che mi gratifica è il senso di appartenenza che siamo riusciti a creare». Nuovo partner per i bianconeri: il benvenuto della Società ad Adviser</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Era il 9 giugno del 2009 quando la Pallavolo Padova iniziò il suo corso. Come nuovo presidente di questa compagine inizialmente composta da 7 soci (oggi sono 100 le aziende partner della Società) fu nominato <strong>Fabio Cremonese</strong>. Due vittorie del campionato di A2 (2011 e 2014), la conquista della Coppa Italia di A2 (2014), l’accesso ai play off scudetto (2015/16 e 2018/19) oltre a un infinito numero di vittorie in ambito giovanile (una Boy League, due scudetti U14 e uno scudetto U13 solo per citare qualche trofeo in ambito nazionale): in questi 10 anni la Società bianconera è cresciuta notevolmente e ora il presidente Cremonese si appresta a vivere la sua decima stagione da n.1 di questa realtà. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Partiamo dal prossimo campionato di Superlega CredemBanca. Come commenta la Kioene Padova 2019/20?<br />
</strong>«Guardando all’ipotetico sestetto che potrebbe scendere in campo, sono stati fatti due innesti di qualità come Hernandez e Ishikawa. Si è partiti da una base solida con conferme importanti e quindi le aspettative sono buone. Punteremo ai play off. Ovvio che poi i veri equilibri del campionato si capiranno solo quando s’inizierà a giocare». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Un roster che vede anche la presenza di diversi giocatori cresciuti nel settore giovanile bianconero. Quanto conta per Padova? </strong></span><br />
<span style="color: #000000;"> «Fin dall’inizio questa è stata la nostra filosofia. Il settore giovanile della Kioene Padova per noi ha un ruolo fondamentale e grazie ad uno staff di qualità diamo la possibilità ai nostri atleti di poter intraprendere un percorso importante per la loro carriera. Penso che lo sport, soprattutto il nostro, debba essere meritocratico. Ci sono tanti giovani che lavorano duro e s’impegnano, ottenendo risultati eccellenti a livello sportivo e personale. Molti di questi ragazzi vengono ceduti in prestito per acquisire esperienza e alcuni ritornano qui per poter dare il loro contributo». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>A livello societario sono stati fatti degli investimenti importanti, basti citare il progetto RoadTo2020.<br />
</strong>«Grazie all’aiuto di tanti partner siamo riusciti ad aumentare gli investimenti per la crescita della squadra e i risultati hanno confermato la bontà di questo percorso. Quello che ho notato è che gli imprenditori che appoggiano Pallavolo Padova lo fanno non solo per visibilità, ma perché si è riusciti a creare una rete di sinergie interne che consente la collaborazione tra di loro. In primis la famiglia Tonazzo ha capito e sposato questa nostra idea, per cui tutta la Società è grata per la loro vicinanza. Ho notato infine che il senso di appartenenza a questa realtà è sempre maggiore: dai tifosi, ai partner, passando per i giocatori e lo staff. Si è creato un senso di “famiglia” con un’attenzione particolare all’aspetto sociale. Questo mi gratifica molto». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Quale sarà la strategia della  Kioene Padova per il futuro?<br />
</strong>«Alla luce di quanto detto prima, il nostro continua ad essere un progetto a medio-lungo termine. La valorizzazione dei giovani, l’attenzione al bilancio e il lavorare sempre con i piedi per terra: questi sono i nostri punti di riferimento per mantenere solidità senza fare passi più lunghi della gamba. A coronare tutto questo c’è la voglia di divertirsi e di divertire, di provare a stupire e di sognare. Perché questo è il bello dello sport e questi sono i valori in cui crediamo». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>ADVISER NUOVO PARTNER BIANCONERO</strong>. Una nuova ed importante realtà entra a far parte del Network Kioene Padova. <strong>Adviser </strong>è un team di Commercialisti ed Avvocati dedicato ad assistere l’Impresa con un approccio multidisciplinare ed integrato, nel segno dell’innovazione e della crescita. Grazie ad un ultradecennale bagaglio di conoscenze professionali maturate nei vari ambiti del diritto commerciale, industriale, tributario e fallimentare, i professionisti di Adviser possono mettere al servizio del Cliente esperienze e competenze specifiche in diversi settori. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
</em><a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em> </em></span></p>
<p>Nell&#8217;immagine (da sx a dx): il sindaco di Padova Sergio Giordani insieme al presidente Fabio Cremonese in occasione della festa per i 10 anni di Pallavolo Padova.<br />
(Foto Lazzarotto)</p>
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		<title>Kioene, vietato smarrirsi nelle Grotte di Castellana</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 13:19:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Padova comincia il nuovo anno in trasferta. Una sfida anche alle statistiche: in Puglia i bianconeri hanno vinto solo una volta. Torres: «dovremo dare il massimo, loro in casa mettono in difficoltà chiunque. Il nostro sogno rimangono i play off» Il 2019 inizia in Puglia. Quella di domenica 6 gennaio contro Castellana Grotte (ore 18.00)&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/kioene-vietato-smarrirsi-nelle-grotte-di-castellana/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>Padova comincia il nuovo anno in trasferta. Una sfida anche alle statistiche: in Puglia i bianconeri hanno vinto solo una volta. Torres: «dovremo dare il massimo, loro in casa mettono in difficoltà chiunque. Il nostro sogno rimangono i play off»</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il 2019 inizia in Puglia. Quella di domenica 6 gennaio contro Castellana Grotte (ore 18.00) sarà la prima di un trittico di sfide delicate, dato che a seguire la Kioene ospiterà Sora (13 gennaio) per giocare poi d’anticipo a Monza sabato 19 gennaio (gara in diretta su Rai Sport). La sconfitta casalinga del 30 dicembre contro Milano costringe ora i veneti a dover ottimizzare al meglio le prossime partite per rimanere attaccati alle prime 8 squadre in classifica. <strong>Maurice Armando Torres</strong> – al quale mancano 14 punti per raggiungere quota 1.700 in serie A – analizza così il match di domenica. «Sarà una sfida molto delicata – dice l’opposto portoricano – perché giocare in casa loro è difficile per tutti. Basti pensare che all’andata riuscirono a strappare punti a squadre del calibro di Modena e Trento. Per questo motivo saremo chiamati a giocare una partita di grande sostanza, dovendo dare il massimo. Il mio auspicio sarà quello di avere la stessa intensità di gioco che mettemmo in campo nella sfida di Verona». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Sarà la prima di tre sfide delicate…<br />
</strong>«Quale partita non lo è? Non esistono più “squadre materasso” e ogni domenica devi fare un’ottima prestazione se vuoi ottenere punti. Nessuna squadra regala nulla per cui pensiamo una partita alla volta, consci che prima dell’avversario conta la propria preparazione al match». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Quali sono i buoni auspici per il 2019?<br />
</strong>«A livello di squadra il nostro sogno rimane quello di poter accedere ai play off, inutile nasconderlo. Personalmente mi auguro di crescere ancora come giocatore perché, nonostante i diversi anni di esperienza in Italia e all’estero, non si finisce mai d’imparare». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>I PRECEDENTI</strong>. Nove i precedenti fra queste due Società, con 5 vittorie a favore di Padova contro le 4 dei pugliesi. L’ultimo successo dei bianconeri risale alla 3° giornata d’andata del campionato in corso, quando alla Kioene Arena i patavini sconfissero la BCC per 3-1. Delle 4 sfide disputate in trasferta, Padova ha avuto la meglio solo in un’occasione, ossia il 28 novembre 2017 quando la Kioene s’impose per 0-3 con Lazar Cirovic eletto MVP del match (e al quale mancano 2 punti per raggiungere quota 400 in serie A). Ex di turno sarà il centrale Giorgio De Togni, che giocò a Padova dal 2006 al 2009. Arbitri della sfida del 6 gennaio saranno Marco Zavater di Roma e Mariano Gasparro di Salerno. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>LA SFIDA IN TV</strong>. La gara contro la BCC Castellana Grotte sarà trasmessa in diretta streaming su Lega Volley Channel (<a style="color: #000000;" href="http://www.legavolley.it/lvc">www.legavolley.it/lvc</a>). La partita si potrà rivedere in tv alle ore 21.00 di lunedì 7 gennaio e alle 21.40 di giovedì 10 gennaio su Tv7 News (canale 87 digitale terrestre). Nel corso della settimana, repliche del match anche su Tv7 Sport (canale 212 del digitale terrestre) martedì alle ore 08.00 e 16.00, mercoledì alle ore 11.30, giovedì alle ore 22.00, venerdì alle ore 20.00 e sabato alle ore 18.00. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
</em><a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Alessandra Lazzarotto</p>
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		<title>Lazar Cirovic: «ecco perché mi chiamano “il Professore”»</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jul 2018 09:34:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A tu per tu con lo schiacciatore serbo Lazar Cirovic pronto ad affrontare la sua seconda stagione in Superlega. A un passo dalla laurea, racconta la sua passione per i viaggi e per la lettura. «A volte posso apparire serio, ma è solo perché mi concentro al massimo su ciò che faccio» &#160; Ognuno di&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/lazar-cirovic-ecco-perche-mi-chiamano-il-professore/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>A tu per tu con lo schiacciatore serbo Lazar Cirovic pronto ad affrontare la sua seconda stagione in Superlega. A un passo dalla laurea, racconta la sua passione per i viaggi e per la lettura. «A volte posso apparire serio, ma è solo perché mi concentro al massimo su ciò che faccio»<br />
</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Ognuno di noi ha un lato “professionale” e uno “privato”. Lo schiacciatore Lazar Cirovic è conosciuto soprattutto per la sua prima buona stagione sportiva alla Kioene Padova: 334 punti in 34 gare, di cui 45 ace e 24 muri vincenti. Per chi lo osserva in campo il giorno della gara, Cirovic può apparire spesso serio, tanto che anche le sue esultanze dopo un punto sono sempre contenute, mai oltre gli schemi. Lazar però non nega mai un sorriso dietro le quinte, mettendosi sempre a disposizione dei tifosi per una foto o un autografo. Con questa intervista proviamo così a far conoscere meglio il lato più intimo di questo atleta serbo, pronto ad affrontare il suo secondo campionato di Superlega con la maglia della Kioene. </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Partiamo dal lato professionale. Cosa hai imparato a livello tecnico in questa prima stagione a Padova?<br />
</strong>«Sono arrivato in Italia a 25 anni, non giovanissimo, ma questa prima stagione mi ha permesso di crescere come giocatore, acquisendo maggiore esperienza e coscienza di quanto posso dare. L’alto livello di gioco ti consente di dover tirare fuori il meglio da te stesso e gli alti ritmi ti aiutano sicuramente a migliorare. Tecnicamente ho lavorato molto sulla ricezione ma anche in altri fondamentali. Insomma, il campionato italiano fornisce ad ogni atleta la possibilità di migliorare gara dopo gara». <a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2018/07/Lazar-Cirovic.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1484" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2018/07/Lazar-Cirovic-150x150.jpg" alt="Lazar Cirovic" width="150" height="150" /></a></span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>I tuoi compagni di squadra ti hanno simpaticamente soprannominato “il Professore”. Puoi spiegarci perché?<br />
</strong>«Non ricordo di preciso il momento in cui me lo hanno assegnato. Probabilmente è stato il capitano Dragan Travica a coniarlo (<em>ride, ndr</em>). E’ nato come “scherzo” in quanto sono molto preciso nelle cose che faccio. Inoltre a volte posso apparire “serio” e quindi il soprannome è nato di conseguenza». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>A proposito,“Professore”, sappiamo che stai per raggiungere un bel traguardo a livello di studi.<br />
</strong>«Sto per laurearmi in Management e Business in Serbia. E’ un settore che mi ha sempre affascinato. Forse sarà la mia prossima sfida una volta che svestirò i panni del giocatore, ma è una carriera che per ora può tranquillamente aspettare». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Sappiamo che ti piace molto viaggiare. Quali città hai visitato nel tuo primo anno in Italia e cosa ti piace di questo Paese?<br />
</strong>«Ho visitato moltissime grandi città del nord Italia, ora m’impegnerò a visitare il centro e sud. A livello paesaggistico avete tutto: mare, montagna, laghi. Da appassionato di storia e di bellezze naturali, ovvio che ne sono rimasto affascinato». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Quali sono i tuoi hobby?<br />
</strong>«Non ho un hobby specifico, in quanto mi piace soprattutto passare il tempo libero con gli amici visitando posti nuovi. Ogni tanto mi diletto anche a pescare e a cucinare, ma forse il mio passatempo preferito durante l’inverno è la lettura. Quest’estate inoltre un mio amico mi ha insegnato qualche mossa di base di kick boxing a livello amatoriale, ma l’ho fatto per pura curiosità». </span><br />
<span style="color: #000000;"> <em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
</em><a style="color: #000000;" href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Alessandra Lazzarotto</p>
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		<title>Baglioni fa il pieno di spettatori. Ma basta?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 12:30:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tra luci e ombre, promosso il “tridente” formato da Baglioni, Hunziker e Favino. «Festival 2019? No, grazie» Piaccia o non piaccia, Claudio Baglioni esce a testa alta da questo Festival di Sanremo 2018, forte dei 10 milioni e 600 mila spettatori di media accumulati nelle prime quattro serate della manifestazione. Dopo un avvio impacciato, grazie&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/baglioni-fa-il-pieno-di-spettatori-ma-basta/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra luci e ombre, promosso il “tridente” formato da Baglioni, Hunziker e Favino. «Festival 2019? No, grazie»</em></p>
<p>Piaccia o non piaccia, Claudio Baglioni esce a testa alta da questo Festival di Sanremo 2018, forte dei 10 milioni e 600 mila spettatori di media accumulati nelle prime quattro serate della manifestazione. Dopo un avvio impacciato, grazie all’estro di Pierfrancesco Favino e all’esperienza di conduzione di Michelle Hunziker, il trio ha trovato maggiore affiatamento col passare dei giorni. La differenza con Carlo Conti – suo predecessore – si è avvertita in maniera inevitabile, soprattutto perché svolgono due mestieri differenti. Se Conti puntava sulla macchina perfetta, Baglioni ha giocato anche con l’imprevisto. Un po’ troppe però le esibizioni con brani del suo repertorio, a volte azzeccate, altre fuori luogo, a tratti pesanti. La riproposizione continua di sketch con tele giornaliste ha dato un po’ troppa ridondanza ad uno spettacolo andato a fasi alterne. «Ho voluto prendermi delle responsabilità pur sapendo di poter sbagliare – dice Baglioni – ma sono contento di averlo fatto. Nel mondo a volte manca un po’ la presa di responsabilità da parte delle persone».<br />
<strong>Quello che alla fine ha funzionato è stato però il trio che avete composto.<br />
</strong>«Michelle e Pierfrancesco sono stati sorprendenti. Devo dire che non avrei potuto fare nulla senza la loro presenza e il loro talento. Abbiamo sostenuto dei ritmi molto stressanti, ma abbiamo ancora energia per la puntata finale».<br />
<strong>I numeri potrebbero far supporre che il suo nome potrebbe essere riproposto anche per il 2019…<br />
</strong>«No. A parte gli scherzi, anche agli uomini fa piacere essere corteggiati, ma per ora non si è parlato di nulla. Rimaniamo concentrati su questo Festival 2018».<br />
<strong>Ci sono state molte esclusioni per decidere la rosa dei 20 big che hanno partecipato a questa edizione. Come l’ha vissuta?<br />
</strong>«Le esclusioni sono pesate, perché so quanto sia dura non essere rappresentati al Festival. Il lavoro di selezione è stato comunque da un gruppo di lavoro con cui abbiamo valutato bene tutte le proposte».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Maria Elena Schiavon (c)</p>
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		<title>La storia: Alessandro La Torre, molto più di un semplice &#8216;custode&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 15:32:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L’intervista allo storico custode della Kioene Arena che nei giorni scorsi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per la sua attività. Il ricordo della prima maglia, la passione per il volley. «Dopo quasi trent’anni, l’organizzazione di qualunque evento funziona come una macchina perfettamente rodata. Il segreto? Sono tre, ma il primo è la passione» Nemmeno il&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/la-storia-alessandro-la-torre-molto-piu-di-un-semplice-custode/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’intervista allo storico custode della Kioene Arena che nei giorni scorsi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per la sua attività. Il ricordo della prima maglia, la passione per il volley. «Dopo quasi trent’anni, l’organizzazione di qualunque evento funziona come una macchina perfettamente rodata. Il segreto? Sono tre, ma il primo è la passione»</em></p>
<p>Nemmeno il tempo d’iniziare l’intervista che Alessandro La Torre fornisce indicazioni via telefono ai suoi collaboratori. «Vedi?», dice indicando l’orecchio al termine della telefonata. «Adesso hanno inventato pure l’auricolare senza fili, così non si fa nemmeno la fatica di rispondere. Questa tecnologia ci fa correre sempre più veloce». Qualcuno lo chiama “custode”, altri lo definiscono “responsabile logistico” della Kioene Arena, ma lui ha le idee chiare: «sono solo Alessandro della Pallavolo Padova». 53 anni, mentre parla osserva il campo della Kioene Arena dove si sta svolgendo il 61° “Trofeo Luxardo”, la tappa italiana del circuito di Coppa del Mondo di sciabola maschile. Sostiene di aver «poco da raccontare», ma senza nemmeno rendersene conto le sue parole sono un fiume in piena di ricordi, esperienze, impegni futuri.<br />
Nei giorni scorsi La Torre ha ricevuto un Premio Speciale dal CONI di Padova in occasione del Galà dello Sport 2018 svoltosi a Rubano (PD). Un riconoscimento alla sua attività di cui va giustamente molto fiero. «Questo premio per me rappresenta il massimo – dice con il sorriso sulle labbra – perché non capita tutti i giorni di ricevere una targa dal presidente regionale del Veneto del Comitato Olimpico Nazionale Italiano». La sua storia professionale nasce a cavallo tra il 1989 e il 1990, quando la Kioene Arena di oggi era semplicemente il palasport San Lazzaro. «Questo posto l’ho visto nascere – spiega – ma non c’è solo lui. Mi viene in mente il Tre Pini, gli eventi in Prato della Valle, i palasport di tante città in Italia in cui sono stato chiamato per dare una mano».<br />
<strong>Com’è nato questo lavoro?<br />
</strong>«Potrei dire per caso. Un giorno mi chiesero di poterli aiutare controllando l’ingresso dove transitano coloro che sono accreditati ad un evento sportivo: giornalisti, staff, autorità. Lo presi sul serio fin dal primo minuto, tanto che dopo pochi giorni imparai già a montare il campo. Ho provato a fare un calcolo a mente, ma è davvero difficile. Di sicuro ho montato e smontato campi più di 500 volte».<br />
<strong>Qual è l’aspetto più bello e quello più difficile di questo mestiere?<br />
</strong>«Dopo quasi trent’anni posso dire che ormai ogni evento è una macchina rodata. Ognuno sa cosa fare a seconda dell’evento ospitato. A volte c’è un problema di organizzazione degli spazi vista la concomitanza con concerti o altri eventi, ma anche questi s’imparano a gestire».<br />
<strong>Cosa non deve mai mancare per riuscire bene in questo compito?<br />
</strong>«Tre cose: la passione, il non guardare l’orologio e il supporto della famiglia che conosce e capisce quale tipo d’impegno sia. Se manca un solo elemento, probabilmente non sei adatto a fare questo lavoro».<br />
<strong>E cosa invece non deve mai mancare nelle sue tasche?<br />
</strong>«Forbice, taglierino, cacciavite a taglio, nastro adesivo e fascette. Negli ultimi anni anche un cavo ethernet per internet… a volte lo si tiene in tasca o persino arrotolato al collo».<br />
<strong>Tanti sport ma il suo cuore batte per il volley.<br />
</strong>«Senza dubbio, anche se ora so allestire un campo per qualunque disciplina, sia all’interno che all’esterno. Il mio primo ricordo però è un piacevole flash. La prima volta mi diedero una polo con la scritta “pallavolo” che però aveva alcuni buchi sul lato sinistro: camminavo tenendo il braccio radente al corpo per non far vedere che era rovinata. Però ero troppo orgoglioso d’indossarla. Probabilmente ce l’ho ancora in soffitta, sarebbe bello ritrovarla».<br />
<strong>Qual è il ricordo più bello e il più brutto legato alla pallavolo?<br />
</strong>«Il più bello è di sicuro la Coppa CEV che organizzammo qui. Il più brutto invece fu l’anno della retrocessione. Ero in lacrime in uno stanzino insieme al direttore sportivo. Ma va dato atto a Stefano Santuz che da un momento così difficile si trovarono invece le forze per risorgere più forti di prima. Qui si riesce ad ottenere tanto in ogni ambito, soprattutto grazie alla passione».<br />
<strong>Cosa le ha regalato e cosa le ha tolto il suo lavoro?<br />
</strong>«Mi ha tolto gli anni, perché ora sono più vecchio di quando iniziai (<em>ride, ndr</em>). Ma mi ha dato tutto, davvero tutto. Pur vivendo qui gran parte delle mie giornate, sono stato in grado di crearmi una famiglia, avere dei figli, impostare un gruppo di lavoro con persone che ormai collaborano con me da tanti anni. E’ davvero bello».<br />
<strong>C’è qualcosa che le manca?<br />
</strong>«Forse i grandi eventi insieme alla Lega Pallavolo, che per me equivale alla chiamata in Nazionale per un atleta. Ricordo tante finali di Coppa Italia, il Volleyland… ma il lavoro alla Kioene Arena è molto e, se ci sono degli eventi in concomitanza, non posso abbandonare questo posto. Non ho mai saltato una partita, mai. A volte posso apparire brontolone, ma tutto è finalizzato ad ottenere il meglio. Anche dopo tante ore, la passione con cui si rimette in ordine è la stessa di quando si allestisce l’evento. Figurati che quando guardo una gara in Tv non so ancora la differenza tra “posto 4” o “posto 6”. A volte nemmeno la vedo la partita. Piuttosto spio le tribune, osservo il modo in cui sono disposti gli adesivi o come è organizzato l’impianto. E’ più forte di me».<br />
Mentre La Torre continua a dare indicazioni ai suoi collaboratori, si congeda dall’ultima domanda con una battuta. «Se ci sarà un nuovo La Torre? Non lo so, bisogna guardare bene sul mercato&#8230; Ma è presto per trovare un successore. Ho ancora davvero tante cose da fare qui».</p>
<p><em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
<a href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a> </em></p>
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		<title>Maar: «è bello vincere senza “stelle”»</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 10:46:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Lo schiacciatore canadese si confida: «a 15 anni dissi a me stesso che avrei giocato in Italia. Questo è un sogno che si realizza». Il tatuaggio sul braccio? «Una preghiera in tedesco che recitavo da piccolo con mia nonna» Stephen Maar è una delle piacevoli sorprese della stagione 2016/17. Con 104 punti realizzati in 7&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/maar-e-bello-vincere-senza-stelle/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo schiacciatore canadese si confida: «a 15 anni dissi a me stesso che avrei giocato in Italia. Questo è un sogno che si realizza». Il tatuaggio sul braccio? «Una preghiera in tedesco che recitavo da piccolo con mia nonna»</em></p>
<p>Stephen Maar è una delle piacevoli sorprese della stagione 2016/17. Con 104 punti realizzati in 7 partite (9 ace e 8 muri vincenti) è attualmente il giocatore più prolifico della Kioene Padova e occupa il 9° posto nella classifica dei migliori realizzatori della Superlega. Il suo ambientamento nel campionato italiano è stato veloce e “naturale”, soprattutto pensando che fino a qualche mese fa giocava nel campionato universitario canadese.<br />
<strong>Il pubblico di Padova è entusiasta del tuo inizio campionato, sia per le buone prestazioni che per il tuo atteggiamento serio e concentrato in campo.<br />
</strong>«Mi trovo davvero bene in questa squadra. Tutti mi supportano e siamo pronti ad aiutarci a vicenda anche per migliorare le nostre capacità in allenamento. In campo ci divertiamo davvero tanto. È bello sapere che durante i match non c’è un’unica stella della squadra a cui fare affidamento, ma ognuno esprime il meglio di se stesso per vincere assieme. Ogni elemento porta con sé una forza differente e finora stiamo lavorando per unire le forze per poter vincere».<br />
<strong>Che differenze hai trovato tra il campionato che disputavi in Canada e la Superlega?<br />
</strong>«La differenza maggiore dal campionato canadese è sicuramente l’esperienza. I giocatori in Canada devono destreggiarsi tra le tante lezioni e questo rende difficile allenarsi con frequenza, duramente e per un lungo periodo. Questo implica poi molti errori. Con tutte queste partite la Superlega ti permette invece di sviluppare anche abilità mentali, oltre che fisiche. La Superlega sta testando e sviluppando tutte ciò che ho imparato in Canada. Ogni volta che giochiamo dobbiamo esprimere il nostro meglio, far emergere tutto il nostro potenziale per conquistare una vittoria».<br />
<strong>Che valutazione daresti alla squadra per questo buon avvio di stagione?<br />
</strong>«La squadra ha finora giocato molto bene, anche contro le grandi squadre. Questo ci ha iniettato tanta fiducia e sicurezza in noi stessi. Penso che andando avanti la pressione si farà sentire sempre più, ma dobbiamo continuare a rimanere così uniti. Siamo tutti giovani e sarà difficile avere sempre questa costanza di rendimento, ma sono davvero contento di questo nostro inizio».<br />
<strong>L’affiatamento con i compagni e con il coach Valerio Baldovin sembra molto naturale. Quanto conta per te lavorare in questo ambiente?<br />
</strong>«Coach Baldovin mi ha permesso di transitare da giocatore universitario a giocatore professionista davvero facilmente. Ci segue davvero tantissimo, sia come atleti che come persone. Ha sempre tempo per parlare con noi anche fuori dal campo. Penso che sia fondamentale per dei giocatori così giovani. È paziente anche quando commettiamo degli errori, perché le sue parole sono costruttive al fine di migliorarci. Lavorare in un ambiente così positivo significa molto per me».<br />
<strong>Molti hanno notato il tuo tatuaggio sul braccio. Qual è il suo significato?<br />
</strong>«Il tatuaggio è una preghiera che dicevo con mia nonna quando ero piccolo. Quando ci ha lasciato, qualche anno fa, non la riuscivo più a ricordare. Ho questo tatuaggio in sua memoria e lo adoro. È scritto in tedesco, come nella lingua in cui recitavamo la preghiera dato che mia nonna era di origini tedesche».<br />
<strong>Dal punto di vista professionale, qual è il tuo sogno nel cassetto?<br />
</strong>«Il mio sogno è continuare a migliorare. So che sono sulla strada giusta e un giorno spero di diventare un bravo giocatore. Amo profondamente questo sport. Ho sempre sognato di giocare in Italia da quando avevo 15 anni e finalmente il mio sogno si è realizzato. Spero di rimanere in Italia il più lungo possibile».</p>
<p><em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio stampa Kioene Padova<br />
<a href="http://www.pallavolopadova.com">www.pallavolopadova.com</a> </em></p>
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		<title>Stefano Giannotti cala il settebello</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 09:13:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’opposto bianconero rinnova per un altro anno con la Kioene Padova. «Continuità ad un progetto che punta sui giovani. Il livello di gioco in Superlega sta aumentando. Le sorprese della prossima stagione? Piacenza e Monza»</em></p>
<p>Una conferma che vale un acquisto: per la settima stagione consecutiva, Stefano Giannotti sarà l’opposto della Kioene Padova. Era il 2010 quando Giannotti esordì a 21 anni in serie A2. Da allora il suo percorso di crescita è stato straordinario, tanto da conquistare la maglia da titolare  raccogliendo complessivamente quasi 1.600 punti in serie A. Una pedina importante per la squadra di coach Valerio Baldovin, che potrà così contare su un elemento di grande qualità che in bianconero ha vinto una Coppa Italia di serie A2 (MVP della finale), la promozione in Superlega ed è stato tra i protagonisti dello scorso campionato dei bianconeri culminato con l’accesso ai play off scudetto.<br />
Al seguente link, dal canale YouTube della Kioene Padova, è possibile vedere un breve video con le azioni più belle di Stefano Giannotti nella stagione 2015/16: <a href="https://youtu.be/wZHgulMqxok">https://youtu.be/wZHgulMqxok</a><br />
<strong>Stefano, la prossima sarà la tua 7° stagione a Padova e attualmente sei l’atleta più “anziano” del gruppo. Come sarà la prossima stagione di Superlega?<br />
</strong>«E’ evidente che si sta cercando di dare continuità ad un progetto che punta sui giovani. Quest’anno Padova sarà ancora di più una scommessa rispetto all’anno scorso, perché parte del gruppo sarà nuovo. E’ certo però che ogni singolo atleta vorrà mettersi in mostra e questo potrà essere un punto a favore per noi. Relativamente alle altre squadre, quelle di prima fascia saranno ancora più forti, perché sono state protagoniste di un mercato effervescente che di conseguenza aumenta il livello di gioco della Superlega. Sicuramente il blocco delle retrocessioni ha avvantaggiato le varie Società, che si sono rinforzate e hanno avuto il tempo di creare programmi a lungo termine. Un esempio? Come noi, Ravenna sta investendo sui giovani».<br />
<strong>Hai realizzato 1578 punti in serie A. Qual è quello che ricordi con più gioia?<br />
</strong>«Il muro su Fromm nella sfida casalinga contro Perugia di quest’anno. E’ vero, poi uscimmo sconfitti da quella sfida, ma fu un punto decisivo per vincere il set e per capire che potevamo dire la nostra in Superlega».<br />
<strong>Cambia il palleggio con gli arrivi di Shaw e Zoppellari. Che tipo di gioco avrà Padova?<br />
</strong>«Questo bisognerebbe chiederlo al coach, ma è certo che lo stile cambierà. Ci sarà un adattamento reciproco da parte di noi atleti, che permetterà ad ognuno di noi di trovare nuove soluzioni, magari differenti rispetto al recente passato».<br />
<strong>Quale potrebbe essere secondo te la squadra “sorpresa” del campionato?<br />
</strong>«Le squadre sono ancora in costruzione, quindi è ancora presto per dare delle valutazioni. Per ora sono rimasto colpito da Piacenza, che si è mossa bene sul mercato. Credo però che la vera sorpresa potrebbe essere Monza: ha mantenuto la buona ossatura della passata stagione inserendo giocatori in banda che potrebbero permetterle di fare un ulteriore salto di qualità».<br />
<strong>Il settore giovanile è il vero motore della Kioene Padova. La sua crescita sembra sia proporzionale a quella della prima squadra.<br />
</strong>«Le tante vittorie che sta raccogliendo il nostro settore giovanile sono conseguenza della grande attenzione rivolta ai giovani atleti e all’affidarsi ad allenatori preparati che stanno plasmando i gruppi al meglio. Padova opta per questa scelta e anche la scorsa stagione alcuni atleti come Bassanello e Lazzaretto si sono ben integrati nella prima squadra permettendo loro di crescere notevolmente dal punto di vista atletico e tecnico».</p>
<p><em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio Stampa Kioene Padova<br />
</em><a href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></p>
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		<title>Baldovin rinnova per due stagioni</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 10:04:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il coach bianconero prosegue il matrimonio con Padova fino al 2017/18. «Credo molto in questo progetto». L’intervista completa sul canale YouTube della Tonazzo Padova Valerio Baldovin alla guida della Tonazzo Padova per altre due stagioni. Prosegue la collaborazione con il coach bellunese che in tre anni ha guidato la squadra verso la conquista della Superlega,&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/baldovin-rinnova-per-due-stagioni/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il coach bianconero prosegue il matrimonio con Padova fino al 2017/18. «Credo molto in questo progetto». L’intervista completa sul canale YouTube della Tonazzo Padova</em></p>
<p>Valerio Baldovin alla guida della Tonazzo Padova per altre due stagioni. Prosegue la collaborazione con il coach bellunese che in tre anni ha guidato la squadra verso la conquista della Superlega, la vittoria della Del Monte Coppa Italia di serie A2 e ha riportato Padova ai play off scudetto dopo 11 anni.<br />
Un percorso assolutamente encomiabile per il tecnico classe 1966, che avrà così la possibilità di portare avanti un lavoro iniziato da molti anni. Responsabile tecnico del settore giovanile dal 2011 (ruolo che ricopre ancora oggi), da allenatore della prima squadra è riuscito a creare un mix vincente valorizzando molti degli atleti provenienti dal vivaio bianconero.<br />
Ecco l’intervista esclusiva al coach bianconero:<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/LWeJ-otcXjs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<em>Alberto Sanavia<br />
Ufficio Stampa Tonazzo Padova<br />
</em><a href="http://www.pallavolopadova.com"><em>www.pallavolopadova.com</em></a></p>
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