<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alberto Sanavia &#187; lo stato sociale</title>
	<atom:link href="https://www.albertosanavia.com/tag/lo-stato-sociale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.albertosanavia.com</link>
	<description>Giornalista &#38; Freelancer</description>
	<lastBuildDate>Tue, 12 May 2026 09:30:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Le pagelle del Festival di Sanremo 2018</title>
		<link>https://www.albertosanavia.com/le-pagelle-del-festival-di-sanremo-2018/</link>
		<comments>https://www.albertosanavia.com/le-pagelle-del-festival-di-sanremo-2018/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 11:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[alberto sanavia]]></category>
		<category><![CDATA[ermal meta]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[lo stato sociale]]></category>
		<category><![CDATA[maria elena schiavon]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[sanavia]]></category>
		<category><![CDATA[sanavia alberto]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[voti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.albertosanavia.com/?p=1327</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dal top de Lo Stato Sociale al flop della coppia Facchinetti e Fogli &#160; Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente”: VOTO 6,5 Canzone orecchiabile e facilmente memorizzabile, testo ragionato ma soprattutto interpreti ideali. Detto ciò, un pezzo segnato fin dall’inizio dal plagio (il ritornello è identico) di un brano proposto nel&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/le-pagelle-del-festival-di-sanremo-2018/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.albertosanavia.com/le-pagelle-del-festival-di-sanremo-2018/">Le pagelle del Festival di Sanremo 2018</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.albertosanavia.com">Alberto Sanavia</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal top de Lo Stato Sociale al flop della coppia Facchinetti e Fogli</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente”: VOTO 6,5<br />
</strong>Canzone orecchiabile e facilmente memorizzabile, testo ragionato ma soprattutto interpreti ideali. Detto ciò, un pezzo segnato fin dall’inizio dal plagio (il ritornello è identico) di un brano proposto nel 2016 tra i giovani di Sanremo (il cui autore è lo stesso di “Non mi avete fatto niente”). Brano – quello “vecchio” – che rimane caricato on-line sul sito della Rai per scomparire magicamente appena fatta la frittata. Tutto viene ridimensionato, tutto viene taciuto. Meta e Moro sono i meno colpevoli, ma appare chiaro che si voleva ormai salvare l’operazione di mercato. Un pasticcio che farà saltare qualche testa, ma questo probabilmente non lo sapremo mai.</p>
<p><strong> Lo Stato Sociale – “Una vita in vacanza: VOTO 7<br />
</strong>La vera fresca novità di questa edizione. Brano che già tutti canticchiano e che in radio passa senza bisogno di spinte. Questi ragazzi hanno aperto il varco, ora starà alla loro intelligenza sfruttare l’opportunità per dare una svolta alla loro carriera.</p>
<p><strong>Annalisa – “Il mondo prima di te”: VOTO 6,5<br />
</strong>Una voce bella, potente, limpida. Un brano probabilmente non tra i suoi più immediati ma molto godibile.</p>
<p><strong>Ron – “Almeno pensami”: VOTO 5,5<br />
</strong>La canzone è di Lucio Dalla e anche il modo d’interpretarla da parte di Ron aiuta a capirlo. Più che un premio della critica, purtroppo quello assegnato dalla stampa appare più un premio alla memoria. Lucio ne ha fatti di meglio ed è giusto dirlo, anche se non c’è più e – inevitabilmente – manca a tutti.</p>
<p><strong>Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico – “Imparare ad amarsi”: VOTO 6/7<br />
</strong>Finché canta, la Vanoni continua ad avere una voce unica e adattissima a questo pezzo abilmente creato da Pacifico e Bungaro, due tra i migliori autori italiani contemporanei. Appena termina la musica, la cara Ornella però fatica ad avere punti di riferimento. Resterà negli annali la scena in cui, dopo aver ricevuto il premio per la migliore interpretazione, si rivolge a Baglioni chiedendo candidamente: “è il premio per che cosa?”</p>
<p><strong>Max Gazzè – “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”: VOTO 5/6<br />
</strong>Che sia un virtuoso della musica e un intellettuale del panorama musicale italiano è noto, motivo per cui l’orchestra ha premiato giustamente il suo lavoro. Detto ciò, quello proposto è un pezzo troppo complicato per il Festival di Sanremo.</p>
<p><strong>Luca Barbarossa – “Passame er sale”: VOTO 5/6<br />
</strong>Una ballata romana vecchio stampo, molto ben interpretata ma circoscritta ad un repertorio già sentito. Ben poco aggiunge di “nuovo”. Un esercizio stilistico che, nella competizione, è stata limitata dal dialetto.</p>
<p><strong>Diodato e Roy Paci – “Adesso”: VOTO 6/7<br />
</strong>Diodato ha potenzialità immense sotto svariati punti di vista. Un brano che convince dopo averlo ascoltato un po’ di volte ma l’interpretazione dei due sul palco è stata una delle migliori.</p>
<p><strong>The Kolors – “Frida (mai, mai, mai)”: VOTO 6<br />
</strong>Le radio probabilmente la lanceranno per un po’. Orecchiabile, accattivante ma poco più. Mi perdonino, ma citazione di Frida Kahlo appare un’operazione da “guardate che siamo anche culturali”. Poi ascolti il brano e sul “mai mai mai” del ritornello, sorridi.<br />
<strong>Giovanni Caccamo – “Eterno”: VOTO 5<br />
</strong>Se l’avesse fatta Tiziano Ferro probabilmente avrebbe avuto più successo, perché stranamente ci si attende di sentire la voce del cantautore di Latina. Brano però con poca verve, ennesima apparizione di Caccamo che arriva puntuale a Sanremo e poi svanisce nel nulla per tutto l’anno.</p>
<p><strong>Le Vibrazioni – “Così sbagliato”: VOTO 6<br />
</strong>Una canzone alla “Vibrazioni”, ma oltre al ritmo e ad una bella interpretazione sul palco, non regala particolari note che le permetteranno di essere ricordata negli anni.</p>
<p><strong>Enzo Avitabile e Peppe Servillo – “Il coraggio di ogni giorno”: VOTO 5<br />
</strong>Il pezzo non è male, ma la sua esecuzione manca di mordente. Si trasforma in una ballata mediterranea trita e ritrita che, sinceramente, ha stancato.</p>
<p><strong>Renzo Rubino – “Custodire”: VOTO 5<br />
</strong>Ci si aspettava di essere stupiti come ha fatto in passato. Invece ha voluto andare sul sicuro e questa carta non ha giovato nel confronto con gli altri.</p>
<p><strong>Noemi – “Non smettere mai di cercarmi”: VOTO 5,5<br />
</strong>La sua voce ha un mordente che le consente di dare un plus al brano. Ma va detto che è molto simile ad altri del suo passato, troppo. Dovrebbe iniziare a sperimentare qualcosa di diverso per non rischiare d’incagliarsi.</p>
<p><strong>Red Canzian – “Ognuno ha il suo racconto”: VOTO 6<br />
</strong>Probabilmente sarà un brano che verrà dimenticato presto dalle radio, ma la sua interpretazione è una delle più rock del Festival 2018. Oscura completamente gli ex colleghi dei Pooh, anche loro in gara.</p>
<p><strong>Decibel – “Lettera dal Duca”: VOTO 6<br />
</strong>Ruggeri si ritrova con i Decibel con cui portarono “Contessa” al Festival oltre 30 anni fa. E’ già stato detto che il pezzo è un omaggio a David Bowie. Buona musicalità ma forse testo poco coinvolgente per un pubblico così vasto.</p>
<p><strong>Nina Zilli – “Senza appartenere”: VOTO 5<br />
</strong>Non basta la sua bellissima voce a salvare un brano anonimo come la lettura di un codice fiscale.</p>
<p><strong>Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – “Il segreto del tempo”: VOTO 4<br />
</strong>Il brano peggiore. Facchinetti è una caricatura di se stesso che dice “muari” al posto di muori o “cuare” al posto di cuore. Fogli si sente ancora un ragazzino. E’ una canzone “alla Pooh” ma senza un proprio carattere.</p>
<p><strong>Mario Biondi – “Rivederti”: VOTO 4,5<br />
</strong>Voce profonda ma che a volte sembra impastarsi sulla lingua italiana. Brano lento che si trasforma in ninna nanna per il pubblico da casa e non.</p>
<p><strong>Elio e le storie tese – “Arrivedorci”: VOTO 5<br />
</strong>L’operazione di addio dalle scene è più centrata a livello teatrale che musicale. Li ricorderemo per altri brani, non per questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Maria Elena Schiavon (c)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.albertosanavia.com/le-pagelle-del-festival-di-sanremo-2018/">Le pagelle del Festival di Sanremo 2018</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.albertosanavia.com">Alberto Sanavia</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.albertosanavia.com/le-pagelle-del-festival-di-sanremo-2018/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Festival Sociale</title>
		<link>https://www.albertosanavia.com/il-festival-sociale/</link>
		<comments>https://www.albertosanavia.com/il-festival-sociale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 08:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[alberto sanavia]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[lo stato sociale]]></category>
		<category><![CDATA[maria elena schiavon]]></category>
		<category><![CDATA[sanavia]]></category>
		<category><![CDATA[sanavia alberto]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.albertosanavia.com/?p=1318</guid>
		<description><![CDATA[<p>“Una vita in vacanza” per uscire da un mondo self-made sempre più virtuale in cui siamo abituati a prenderci tutti troppo sul serio Se vuoi camminare a Sanremo (la città) durante i giorni di Sanremo (il Festival) è necessario farlo qui, sulla strada che costeggia il lungomare. Per osservare tutto da lontano, pur essendoci in&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/il-festival-sociale/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.albertosanavia.com/il-festival-sociale/">Il Festival Sociale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.albertosanavia.com">Alberto Sanavia</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Una vita in vacanza” per uscire da un mondo self-made sempre più virtuale in cui siamo abituati a prenderci tutti troppo sul serio </em></p>
<p>Se vuoi camminare a Sanremo (la città) durante i giorni di Sanremo (il Festival) è necessario farlo qui, sulla strada che costeggia il lungomare. Per osservare tutto da lontano, pur essendoci in mezzo. E’ come se d’inverno i ruoli s’invertissero: le persone che prima correvano per accaparrarsi un ombrellone sulla battigia, adesso sgomitano per cercare un selfie sfuocato con lo sfondo dell’Ariston. In questo luogo, in questi giorni, basta accendere una videocamera amatoriale per illudere chiunque che si rivedrà in televisione. Sai te: “magari sulla Rai…”. Sì, la Rai. Quella “mamma” che tra le vie e viuzze del centro è una sorta di atea e intangibile figura di riferimento per un popolo che – a prescindere dall’età – si è app-socializzata annullando il confine tra idolo e fan, perché il secondo può divenire il primo se è un web influencer con molti <em>follower</em> (ossia “seguaci”, quasi a rimarcare il divino potere che affidiamo all’etere).<br />
La realtà è più semplice, perché ruota attorno ad un Teatro che è forse la massima espressione delle Cattedrali dello spettacolo. Circondato da polizia e carabinieri da ogni lato, nell’epoca dell’abbattimento di tante barriere morali ha invece rinforzato quelle fisiche, allargando i propri confini, inserendo metal detector e gate di sicurezza a cui ormai non facciamo più caso. Se qui vuoi lavorare necessiti di pass per ogni cosa. Il pass per accedere alla sala stampa, il pass per il contenitore d’eventi chiamato Casa Sanremo, il pass per votare le canzoni che dovranno passare. E si passa tra i passaggi ostruiti da auto incolonnate e gente comune che trova il suo minuto di notorietà cantando il karaoke per strada. Osservi il banco della nutrita sala stampa su cui riposano chilogrammi di carta bianca, già destinata al macero. Ti muovi tra i corridoi affollati, sgomiti per ricavare un fazzoletto di spazio solo per appoggiare il tuo computer e poter semplicemente scrivere.<br />
Poi arriva finalmente il momento in cui ti siedi, ascolti varie canzoni di cui molte uguali al passato e finalmente pensi che loro hanno capito tutto. Lo Stato Sociale ha sapientemente mixato i nostri problemi, le nostre corse quotidiane, le nostre aspirazioni più o meno velleitarie fotografando noi stessi con irriverenza ed ironia, quella che spesso manca in un mondo self-made sempre più virtuale in cui siamo abituati a prenderci tutti troppo sul serio. Non sarà la canzone artisticamente più bella, ma almeno è la più vera.</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Maria Elena Schiavon (c)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.albertosanavia.com/il-festival-sociale/">Il Festival Sociale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.albertosanavia.com">Alberto Sanavia</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.albertosanavia.com/il-festival-sociale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
