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	<title>Alberto Sanavia &#187; musei gratuiti</title>
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		<title>Abbiamo l&#8217;arte ma la teniamo da parte</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 19:11:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Riflessioni sulle mancate opportunità nel rendere il passato un vero traino per il futuro Vi è la strana convinzione che l’arte, per essere apprezzata, debba essere pubblica. Eppure, da che mondo è mondo, l’arte è sempre stata un affare privato. Per quanta poca empatia si possa provare nei confronti dei nobili o aristocratici – che&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/abbiamo-larte-ma-la-teniamo-da-parte/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><em>Riflessioni sulle mancate opportunità nel rendere il passato un vero traino per il futuro </em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Vi è la strana convinzione che l’arte, per essere apprezzata, debba essere pubblica. Eppure, da che mondo è mondo, l’arte è sempre stata un affare privato. Per quanta poca empatia si possa provare nei confronti dei nobili o aristocratici – che ad oggi chiamiamo più semplicemente “ricchi” – essi hanno consentito che milioni di opere siano giunte a noi. Altrettante sono ancora nascoste, ma è grazie a quel senso di gelosia che queste potranno sopravvivere ai nostri figli e ai nostri nipoti, giungendo intatte e splendenti alle generazioni future. Ciò vale anche per edifici storici o ville. Premesso ciò, bisogna fare alcune considerazioni. </span><br />
<span style="color: #000000;"> I <strong>musei</strong> sono organizzati male. Non tutti, certo, ma una gran parte di loro sono semplici magazzini sconosciuti. Nel momento in cui un museo apre al pubblico, lo deve fare per attirarlo. </span><br />
<span style="color: #000000;"> Pertanto trovo inutile che si vieti di scattare qualche <strong>foto</strong> alle opere (anche senza flash, ovviamente): molto spesso lo si nega al solo scopo di vendere il libro/catalogo che viene proposto all’uscita dall’ultima stanza del museo. Nel 2020 ogni opera si può ritrovare su internet, anche in alta definizione, pertanto la negazione della foto è la negazione del consentire all’utente di sentirsi partecipe della mostra. </span><br />
<span style="color: #000000;"> In secondo luogo gli <strong>orari</strong> di apertura sono incomprensibili: quasi sempre combaciano con l’orario di lavoro o di studio, costringendo così la massa a visitarli nei weekend, tra il nervosismo di chi si vorrebbe godere un’opera in santa pace e quella degli addetti ai lavori che devono correre stressati tra le stanze, giusto per redarguire persone che vorrebbero toccare i quadri o per richiamare bambini che gridano e corrono come fossero al Luna Park. </span><br />
<span style="color: #000000;"> In terza battuta, i musei non dovrebbero essere “<strong>isolati</strong>”: quanto bello sarebbe poter pranzare/cenare (non a prezzi folli) in un ristorante posto all’interno dell’edificio e poi godersi le opere esposte senza aver l’ansia dell’orario di chiusura? Perché non inserire al loro interno concerti o attività teatrali, magari valorizzando le band o le compagnie locali che spesso non sanno dove esibirsi? </span><br />
<span style="color: #000000;"> Infine i musei dovrebbero avere di default l’<strong>audioguida</strong> compresa nel prezzo del biglietto, fornire descrizioni scritte accurate in calce a quanto esposto o dare l’opportunità di collegarsi ad applicazioni per l’ascolto via cellulare, dato che ad oggi tutti ne abbiamo uno. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> La “domenica gratuita” al museo è una bella iniziativa, certo, ma non sarà quella che rilancerà l’interesse per l’arte o che potrà finalmente consentire a questa di essere un volano per l’economia. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Abbiamo una Ferrari. Ma piuttosto che guidarla ci limitiamo ad osservarla dalla vetrina.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
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