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	<title>Alberto Sanavia &#187; musica</title>
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		<title>Interviste d&#8217;archivio: Valentina Giovagnini</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 12:24:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Per il quotidiano online Padovando.com, nel 2002 intervistai Valentina Giovagnini. Era lo stesso anno del suo debutto sul palco di Sanremo. Credevo di aver perso questo documento, ma dopo lunghe ricerche sono riuscito a trovarlo. Lo ripropongo qui per ricordare una voce magnifica che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Valentina Giovagnini è mancata nel 2009&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/interviste-darchivio-valentina-giovagnini/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Per il quotidiano online Padovando.com, nel 2002 intervistai Valentina Giovagnini. Era lo stesso anno del suo debutto sul palco di Sanremo. Credevo di aver perso questo documento, ma dopo lunghe ricerche sono riuscito a trovarlo. Lo ripropongo qui per ricordare una voce magnifica che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Valentina Giovagnini è mancata nel 2009 a seguito di un incidente stradale. Spero che questo piccolo articolo possa contribuire a tenere vivo il ricordo di lei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Tratto da Padovando.com &#8211; Intervista dell&#8217;8 giugno 2002</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valentina Giovagnini nasce a Marciano della Chiana al confine tra la Toscana e l&#8217;Umbria il 6 aprile 1980. Ha due fratelli: Benedetta di 18 anni e Giacomo, 17, che ha creato un sito internet sulla sorella molto visitato dai fan.<br />
Fin da piccola è attratta dalla danza e dal canto (la passione lirica le è stata trasmessa dalla mamma) e così incomincia a prendere le prime lezioni di pianoforte a soli 5 anni. Coltiva questa sua passione esibendosi prima nelle feste di paese e successivamente facendo delle serate in alcuni locali. Nel 1996 si diploma in teoria e solfeggio e nel 1999 sostiene la maturità al Liceo Classico di Arezzo insieme all&#8217;esame di pianoforte, armonia e analisi musicale. Decide così d&#8217;iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Siena (indirizzo Musica e Spettacolo). Nel 2001 incontra il produttore Davide Pinelli e, con l&#8217;aiuto dell&#8217;autore Vicenzo Incenzo, decidono di produrre il disco &#8220;Creatura nuda&#8221; nel quale si cerca di compiere un &#8220;viaggio nel tempo&#8221; attraverso l&#8217;utilizzo di alcuni strumenti tradizionali e creando ambientazioni musicali suggestive che si fondono anche con gli strumenti elettronici. Decidono di fare un album non troppo lungo, evitando così che al suo interno vi si trovino pezzi di poco valore, lasciando spazio ai brani di qualità. Passa le selezioni per Sanremo e partecipa al Festival nel 2002 con il brano &#8220;Il passo silenzioso della neve&#8221; classificandosi seconda nella categoria giovani e aggiudicandosi il premio della giuria di qualità per il miglior arrangiamento. Rimane colpita dalle parole di Cecchetto che la consacra come una grande cantante della quale &#8220;<em>si sentirà molto parlare</em>&#8220;. Inoltre la giovane artista ha conquistato la critica che spesso l&#8217;ha definita come la piccola &#8220;Enya italiana&#8221;. Dopo il trampolino del palcoscenico dell&#8217;Ariston, esce il suo album, il video della canzone &#8220;Il passo silenzioso della neve&#8221; (girato in un bosco vicino la periferia di Milano) e il singolo &#8220;Senza origine&#8221;. Prepara poi il suo tour estivo per l&#8217;Italia. Ama la letteratura europea (tra cui Baudelaire, Verlaine, Hesse, Pasolini e Pirandello), la cultura medievale, il teatro antico e la ricerca delle tradizioni musicali e letterarie. Si ritiene una persona tranquilla, romantica, positiva e introversa, anche se dice che solo quando canta può esternare tutta la sua grinta e la sua personalità. Afferma di essere molto sicura in sé stessa, caratteristica che le serve molto per il suo mestiere. Ama gli animali e possiede molti gatti. Le piace curare il suo look apportando personalmente delle modifiche ai vestiti che compra per poterli adattare al suo carattere. Non ha il ragazzo e al momento non pensa all&#8217;amore: &#8220;<em>il problema non è trovare qualcuno da amare, quanto riuscire a mantenere quel sentimento</em>&#8220;. Preferisce i piatti vegetariani, i dolci e la cucina francese piuttosto della carne. I suoi artisti preferiti sono Battiato, Branduardi, Consoli, Elisa, Morisette, Enya e Bjork (uno dei suoi sogni è duettare con quest&#8217;ultima). Ammira la verve artistica di Patty Pravo. Vorrebbe compiere un viaggio in Irlanda perché si dice attratta dalla musica celtica.</p>
<p><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2024/09/Valentina-Giovagnini-intervistata-da-Alberto-Sanavia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2189" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2024/09/Valentina-Giovagnini-intervistata-da-Alberto-Sanavia-262x300.jpg" alt="Valentina Giovagnini intervistata da Alberto Sanavia" width="262" height="300" /></a></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">L&#8217; intervista a Valentina</span><br />
</strong></p>
<p><strong>In una non recente intervista hai detto che <em>Creatura nuda </em>è una &#8220;metafora per trovare il lato reale di una persona&#8221;. La stessa cosa la diceva Pirandello nella sua raccolta teatrale<em> Maschere nude</em>. Una bella coincidenza. Quanto ha influito questo pensiero sul tuo album?</strong><br />
<em>Si tratta di una corrispondenza di pensieri non condizionata, nel senso che non mi sono ispirata a lui per questo album. Sono però molto affascinata dalla letteratura di Pirandello e il mio pensiero coincide col suo. Per questo certe cose all&#8217;interno del mio album si ricollegano con questo autore.</em><br />
<strong>Quanto tempo avete lavorato per realizzare l&#8217;album?</strong><br />
<em>Abbiamo lavorato un bel po&#8217; perché abbiamo ricercato alcuni suoni particolari utilizzando strumenti che non tutti sanno usare. Quindi siamo dovuti andare alla ricerca di alcuni strumentisti nel centro Italia, specialmente dalle mie parti. Inizialmente ho unito le mie idee con quelle di Davide Pinelli e successivamente Incenzo ha dato il suo contributo per i testi. Il lavoro è stato molto complesso ma sono contenta del risultato ottenuto.</em><br />
<strong>Come mai pochi artisti giovani cercano di utilizzare questi strumenti che col tempo sono stati abbandonati?</strong><br />
<em>Io vivo in una zona dell&#8217;Italia dove la cultura tradizionale è rimasta maggiormente radicata che in altri luoghi. In genere i ragazzi delle grandi città non pensano molto a questo tipo di strumenti, preferendo quelli tecnologici. Abitando in un piccolo paese, ho potuto sviluppare questa musica anche nel momento in cui sono andata a Sanremo e sono stata contenta di poter proseguire su questa strada.<br />
</em><strong>C&#8217;è una canzone del tuo disco (oltre a quella di Sanremo), alla quale sei legata particolarmente?</strong><br />
<em>E&#8217; difficile rispondere, perché ognuna ha una storia particolare. Sono però molto affezionata ad &#8220;Allemanda&#8221; che è un po&#8217; l&#8217;elaborazione del primo brano dell&#8217;album che è &#8220;Senza origine&#8221;. Questa canzone è stata eseguita completamente senza l&#8217;ausilio dell&#8217;elettronica ed è stato particolarmente divertente registrarla, perché siamo andati in una zona delle Marche e abbiamo usato strumenti come la ghironda, il ciaramello e il whistle. E&#8217; stato molto suggestivo. Poi è un brano significativo perché si ricollega con quello iniziale, formando così un cerchio che conclude l&#8217;album secondo una sua logica.<br />
</em><strong>Dopo aver ascoltato il tuo disco, quale vorresti che fosse il messaggio principale che la gente dovrebbe cogliere?</strong><br />
Non voglio fornire un particolare messaggio. L&#8217;importante è che una persona che ascolta i miei brani si possa emozionare attraverso i suoi suoni rimanendone affascinato come ne rimango affascinata io.<br />
<strong>C&#8217;è una canzone di un altro artista che avresti voluto creare te?</strong><br />
<em>Io adoro &#8220;La cura&#8221; di Battiato. E&#8217; una canzone completa sotto tutti i punti di vista: testo, musica, arrangiamento… poi lui è un grande. Forse se l&#8217;avessi fatta io non sarebbe venuta così bene, però sarei stata molto contenta di averla scritta.<br />
</em><strong>Molte altre cantanti con buone doti vocali (vedi Pausini, Alexia, Elisa ecc.) hanno cantato in lingua straniera. Saresti disposta a fare la stessa cosa?</strong><br />
<em>Sì, mi piacerebbe, perché l&#8217;inglese è una lingua molto musicale e sarei molto felice di poter cantare dei miei pezzi in inglese. Comunque non soppianterei l&#8217;italiano perché sono molto legata alle mie radici. Proverei volentieri qualche canzone in lingua straniera, ma non abbandonerei assolutamente l&#8217;italiano.<br />
</em><strong>Qual è una cosa che non sopporti negli altri?</strong><br />
Di sicuro la falsità.<br />
<strong>Hai qualche rito scaramantico prima di esibirti?</strong><br />
No, perché sono talmente coinvolta in quello che devo fare, che non ci penso nemmeno. A volte porto con me qualche oggetto che mi è stato regalato. Per esempio, nel concerto che ho fatto a Metelica avevo con me un cagnolino che mi ha regalato un fan prima dell&#8217;esibizione.<br />
<strong>Se tu non avessi intrapreso la via della musica, cosa ti sarebbe piaciuto fare in alternativa?</strong><br />
<em>Sono sempre stata affascinata dall&#8217;arte in tutti i suoi aspetti. Forse avrei fatto la ballerina o qualsiasi altra cosa pur di rimanere in questo ambito.<br />
</em><strong>Quando ti prendi un periodo di pausa, dove preferisci andare in vacanza?</strong><br />
<em>In estate vado sempre al mare. Con questo non escludo a prescindere la montagna, ma in questo caso preferirei andare in un luogo tranquillo in mezzo alla natura incontaminata. Però l&#8217;estate l&#8217;associo solamente al mare.<br />
</em><strong>Come si vive in famiglia questo tuo avvio positivo?</strong><br />
<em>Ho una famiglia molto numerosa. Sono tutti felicissimi di quello che sto facendo e mi hanno sempre sostenuta fin dall&#8217;inizio. Ultimamente sto poco tempo a casa e si è creata una sorta di distacco: questo mi dispiace un po&#8217;, specialmente per loro.<br />
</em><strong>Da quando sei stata a Sanremo, qual è la più grande soddisfazione che hai avuto fino a questo momento?</strong><br />
<em>Di sicuro il primo concerto. Era la cosa che desideravo di più fino ad ora: ho avuto un palcoscenico tutto mio e la gente è venuta esclusivamente per ascoltare la mia musica. E&#8217; molto emozionante e gratificante.<br />
</em><strong>Che consiglio daresti a chi volesse iniziare a cantare?</strong><br />
<em>Innanzitutto non lo si deve fare come passatempo, ma considerare il canto come una cosa fondamentale. Bisogna crederci profondamente, darsi da fare e non darsi mai per vinti.<br />
</em><strong>Progetti per il futuro?</strong><br />
<em>In genere non penso mai troppo al futuro. L&#8217;importante è fare bene nel presente e continuare a cantare con passione. Poi il resto viene da sé.</em><br />
<strong>Vorresti essere ricordata nella storia della musica italiana per…</strong><br />
<em>Aiuto, è difficile rispondere! Dunque, vorrei essere ricordata… e basta. A parte gli scherzi, credo che l&#8217;importante sia lasciare un ricordo positivo nelle persone. Mi ritengo una ragazza positiva e la mia musica rispecchia appieno quello che sono. Cerco di essere coerente in tutto quello che faccio e pertanto spero solo di trasmettere delle emozioni a chi mi ascolta.</em></p>
<p><strong><em>(A.S)</em></strong></p>
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		<title>Le pagelle del Festival di Sanremo 2018</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 11:34:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dal top de Lo Stato Sociale al flop della coppia Facchinetti e Fogli &#160; Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente”: VOTO 6,5 Canzone orecchiabile e facilmente memorizzabile, testo ragionato ma soprattutto interpreti ideali. Detto ciò, un pezzo segnato fin dall’inizio dal plagio (il ritornello è identico) di un brano proposto nel&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/le-pagelle-del-festival-di-sanremo-2018/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal top de Lo Stato Sociale al flop della coppia Facchinetti e Fogli</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ermal Meta e Fabrizio Moro – “Non mi avete fatto niente”: VOTO 6,5<br />
</strong>Canzone orecchiabile e facilmente memorizzabile, testo ragionato ma soprattutto interpreti ideali. Detto ciò, un pezzo segnato fin dall’inizio dal plagio (il ritornello è identico) di un brano proposto nel 2016 tra i giovani di Sanremo (il cui autore è lo stesso di “Non mi avete fatto niente”). Brano – quello “vecchio” – che rimane caricato on-line sul sito della Rai per scomparire magicamente appena fatta la frittata. Tutto viene ridimensionato, tutto viene taciuto. Meta e Moro sono i meno colpevoli, ma appare chiaro che si voleva ormai salvare l’operazione di mercato. Un pasticcio che farà saltare qualche testa, ma questo probabilmente non lo sapremo mai.</p>
<p><strong> Lo Stato Sociale – “Una vita in vacanza: VOTO 7<br />
</strong>La vera fresca novità di questa edizione. Brano che già tutti canticchiano e che in radio passa senza bisogno di spinte. Questi ragazzi hanno aperto il varco, ora starà alla loro intelligenza sfruttare l’opportunità per dare una svolta alla loro carriera.</p>
<p><strong>Annalisa – “Il mondo prima di te”: VOTO 6,5<br />
</strong>Una voce bella, potente, limpida. Un brano probabilmente non tra i suoi più immediati ma molto godibile.</p>
<p><strong>Ron – “Almeno pensami”: VOTO 5,5<br />
</strong>La canzone è di Lucio Dalla e anche il modo d’interpretarla da parte di Ron aiuta a capirlo. Più che un premio della critica, purtroppo quello assegnato dalla stampa appare più un premio alla memoria. Lucio ne ha fatti di meglio ed è giusto dirlo, anche se non c’è più e – inevitabilmente – manca a tutti.</p>
<p><strong>Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico – “Imparare ad amarsi”: VOTO 6/7<br />
</strong>Finché canta, la Vanoni continua ad avere una voce unica e adattissima a questo pezzo abilmente creato da Pacifico e Bungaro, due tra i migliori autori italiani contemporanei. Appena termina la musica, la cara Ornella però fatica ad avere punti di riferimento. Resterà negli annali la scena in cui, dopo aver ricevuto il premio per la migliore interpretazione, si rivolge a Baglioni chiedendo candidamente: “è il premio per che cosa?”</p>
<p><strong>Max Gazzè – “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”: VOTO 5/6<br />
</strong>Che sia un virtuoso della musica e un intellettuale del panorama musicale italiano è noto, motivo per cui l’orchestra ha premiato giustamente il suo lavoro. Detto ciò, quello proposto è un pezzo troppo complicato per il Festival di Sanremo.</p>
<p><strong>Luca Barbarossa – “Passame er sale”: VOTO 5/6<br />
</strong>Una ballata romana vecchio stampo, molto ben interpretata ma circoscritta ad un repertorio già sentito. Ben poco aggiunge di “nuovo”. Un esercizio stilistico che, nella competizione, è stata limitata dal dialetto.</p>
<p><strong>Diodato e Roy Paci – “Adesso”: VOTO 6/7<br />
</strong>Diodato ha potenzialità immense sotto svariati punti di vista. Un brano che convince dopo averlo ascoltato un po’ di volte ma l’interpretazione dei due sul palco è stata una delle migliori.</p>
<p><strong>The Kolors – “Frida (mai, mai, mai)”: VOTO 6<br />
</strong>Le radio probabilmente la lanceranno per un po’. Orecchiabile, accattivante ma poco più. Mi perdonino, ma citazione di Frida Kahlo appare un’operazione da “guardate che siamo anche culturali”. Poi ascolti il brano e sul “mai mai mai” del ritornello, sorridi.<br />
<strong>Giovanni Caccamo – “Eterno”: VOTO 5<br />
</strong>Se l’avesse fatta Tiziano Ferro probabilmente avrebbe avuto più successo, perché stranamente ci si attende di sentire la voce del cantautore di Latina. Brano però con poca verve, ennesima apparizione di Caccamo che arriva puntuale a Sanremo e poi svanisce nel nulla per tutto l’anno.</p>
<p><strong>Le Vibrazioni – “Così sbagliato”: VOTO 6<br />
</strong>Una canzone alla “Vibrazioni”, ma oltre al ritmo e ad una bella interpretazione sul palco, non regala particolari note che le permetteranno di essere ricordata negli anni.</p>
<p><strong>Enzo Avitabile e Peppe Servillo – “Il coraggio di ogni giorno”: VOTO 5<br />
</strong>Il pezzo non è male, ma la sua esecuzione manca di mordente. Si trasforma in una ballata mediterranea trita e ritrita che, sinceramente, ha stancato.</p>
<p><strong>Renzo Rubino – “Custodire”: VOTO 5<br />
</strong>Ci si aspettava di essere stupiti come ha fatto in passato. Invece ha voluto andare sul sicuro e questa carta non ha giovato nel confronto con gli altri.</p>
<p><strong>Noemi – “Non smettere mai di cercarmi”: VOTO 5,5<br />
</strong>La sua voce ha un mordente che le consente di dare un plus al brano. Ma va detto che è molto simile ad altri del suo passato, troppo. Dovrebbe iniziare a sperimentare qualcosa di diverso per non rischiare d’incagliarsi.</p>
<p><strong>Red Canzian – “Ognuno ha il suo racconto”: VOTO 6<br />
</strong>Probabilmente sarà un brano che verrà dimenticato presto dalle radio, ma la sua interpretazione è una delle più rock del Festival 2018. Oscura completamente gli ex colleghi dei Pooh, anche loro in gara.</p>
<p><strong>Decibel – “Lettera dal Duca”: VOTO 6<br />
</strong>Ruggeri si ritrova con i Decibel con cui portarono “Contessa” al Festival oltre 30 anni fa. E’ già stato detto che il pezzo è un omaggio a David Bowie. Buona musicalità ma forse testo poco coinvolgente per un pubblico così vasto.</p>
<p><strong>Nina Zilli – “Senza appartenere”: VOTO 5<br />
</strong>Non basta la sua bellissima voce a salvare un brano anonimo come la lettura di un codice fiscale.</p>
<p><strong>Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – “Il segreto del tempo”: VOTO 4<br />
</strong>Il brano peggiore. Facchinetti è una caricatura di se stesso che dice “muari” al posto di muori o “cuare” al posto di cuore. Fogli si sente ancora un ragazzino. E’ una canzone “alla Pooh” ma senza un proprio carattere.</p>
<p><strong>Mario Biondi – “Rivederti”: VOTO 4,5<br />
</strong>Voce profonda ma che a volte sembra impastarsi sulla lingua italiana. Brano lento che si trasforma in ninna nanna per il pubblico da casa e non.</p>
<p><strong>Elio e le storie tese – “Arrivedorci”: VOTO 5<br />
</strong>L’operazione di addio dalle scene è più centrata a livello teatrale che musicale. Li ricorderemo per altri brani, non per questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Maria Elena Schiavon (c)</p>
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		<title>Baglioni fa il pieno di spettatori. Ma basta?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 12:30:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tra luci e ombre, promosso il “tridente” formato da Baglioni, Hunziker e Favino. «Festival 2019? No, grazie» Piaccia o non piaccia, Claudio Baglioni esce a testa alta da questo Festival di Sanremo 2018, forte dei 10 milioni e 600 mila spettatori di media accumulati nelle prime quattro serate della manifestazione. Dopo un avvio impacciato, grazie&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/baglioni-fa-il-pieno-di-spettatori-ma-basta/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra luci e ombre, promosso il “tridente” formato da Baglioni, Hunziker e Favino. «Festival 2019? No, grazie»</em></p>
<p>Piaccia o non piaccia, Claudio Baglioni esce a testa alta da questo Festival di Sanremo 2018, forte dei 10 milioni e 600 mila spettatori di media accumulati nelle prime quattro serate della manifestazione. Dopo un avvio impacciato, grazie all’estro di Pierfrancesco Favino e all’esperienza di conduzione di Michelle Hunziker, il trio ha trovato maggiore affiatamento col passare dei giorni. La differenza con Carlo Conti – suo predecessore – si è avvertita in maniera inevitabile, soprattutto perché svolgono due mestieri differenti. Se Conti puntava sulla macchina perfetta, Baglioni ha giocato anche con l’imprevisto. Un po’ troppe però le esibizioni con brani del suo repertorio, a volte azzeccate, altre fuori luogo, a tratti pesanti. La riproposizione continua di sketch con tele giornaliste ha dato un po’ troppa ridondanza ad uno spettacolo andato a fasi alterne. «Ho voluto prendermi delle responsabilità pur sapendo di poter sbagliare – dice Baglioni – ma sono contento di averlo fatto. Nel mondo a volte manca un po’ la presa di responsabilità da parte delle persone».<br />
<strong>Quello che alla fine ha funzionato è stato però il trio che avete composto.<br />
</strong>«Michelle e Pierfrancesco sono stati sorprendenti. Devo dire che non avrei potuto fare nulla senza la loro presenza e il loro talento. Abbiamo sostenuto dei ritmi molto stressanti, ma abbiamo ancora energia per la puntata finale».<br />
<strong>I numeri potrebbero far supporre che il suo nome potrebbe essere riproposto anche per il 2019…<br />
</strong>«No. A parte gli scherzi, anche agli uomini fa piacere essere corteggiati, ma per ora non si è parlato di nulla. Rimaniamo concentrati su questo Festival 2018».<br />
<strong>Ci sono state molte esclusioni per decidere la rosa dei 20 big che hanno partecipato a questa edizione. Come l’ha vissuta?<br />
</strong>«Le esclusioni sono pesate, perché so quanto sia dura non essere rappresentati al Festival. Il lavoro di selezione è stato comunque da un gruppo di lavoro con cui abbiamo valutato bene tutte le proposte».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Maria Elena Schiavon (c)</p>
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		<title>Riciclo Sanremo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 12:46:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Festival è un grandissimo falò che si riaccende improvvisamente, con l’obiettivo d’ottenere di volta in volta una fiamma più alta, ma non necessariamente calda. Dare nuova vita a legni intrisi d’umidità non è semplice. Sanremo 2016 è un cumulo di tronchi diversi tra loro. Il carbone della canzone italiana prova ad alimentare un fuoco che in realtà vive incontrollato, alternando zampilli e fumi di spegnimenti improvvisi.<br />
<strong>LA NON ARTE DEL RICICLO</strong>. L’arte del riciclo è tale quando – da un oggetto apparentemente inutilizzabile – riesci a trarre un nuovo prodotto. Spesso nella vita dei cantanti vi sono di questi momenti. Riciclare significa evolversi, utilizzare il passato per creare qualcosa di nuovo. Ecco. Patty Pravo non è niente di tutto questo. Autentica musa negli anni settanta, oggi la cantante è una caricatura di se stessa, quasi inconscia del suo essere più simile ad un’imitazione che a se stessa autodedicandosi la cover di un suo brano. Purtroppo, la sensazione è che questo sia l’unico modo per tenere viva la propria fiamma dato che quella artistica ha dichiarato lutto già da tempo.<br />
<strong>RIDI CHE S’IMPENNA</strong>. Se non si fa ridere non si fanno ascolti. I dati della serata di giovedì hanno evidenziato il picco d’ascolto durante la prima esibizione di Virginia Raffaele, nei panni di una fantastica Donatella Versace. Laddove non arriva la musica, giunge lo sketch. Purtroppo la televisione odierna, pallido riassunto catodico del mondo votato ai social network, trova nella risata il proprio punto di forza. Segno dei tempi, in cui i ritmi di vita e l’ossigenante necessità di successo, necessitano di un momento di relax per riportare umanità laddove essa sia sostituita dal risultato. Che i comici siano quindi fondamentali è un’arma ormai necessaria e sicuramente vincente per legare allo schermo quegli spettatori troppo spesso delusi dalle canzoni in gara.<br />
<strong>VOTO O NON VOTO?</strong>. Esistono due sale stampa. Quella “top” delle tv e della carta stampata è posizionata all’interno del multisala Ariston. L’altra – la più numerosa – si trova al PalaFiori, a circa trecento metri dal luogo in cui si svolge il Festival. Quest’ultima è dedicata alle radio e al web, quindi, la più numerosa ed anarchica. Giovedì sera devo votare, quindi mi spediscono all’Ariston. L’accoglienza della sala stampa del teatro è composta da hostess composti in realtà da nerboruti agenti con divise della Polizia e dei Carabinieri. Salendo al secondo piano, ti attaccano al collo un nastro con telecomando. Poi ti accomodi “dove è libero”. Prima dell’inizio della puntata si effettua solitamente una prova telecomando. Questa volta no, non occorre, c’è ben altro da fare. Alla prima votazione c’invitano a premere la preferenza relativa alle prime due esibizioni. Dal maxi schermo Carlo Conti invita alla pazienza, mentre in sala stampa si scatena la bagarre. Alla fine di telecomandi ne funzioneranno appena 25 – si scoprirà poi – ma “The Show must go on”. La polemica è fatta. Durante una pausa pubblicitaria si rifà la votazione che, giusto per dare il colpo di grazia, ribalta il risultato. Un intoppo può accadere, ma qui di qualcosa di diverso bisogna pur scrivere.</p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
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<p><strong>foto di Maria Elena Schiavon</strong></p>
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		<title>Padovando a Sanremo: il primo giorno di scuola</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 10:58:43 +0000</pubDate>
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<p>Cosa accade a Sanremo durante i giorni del Festival? Molti di voi se lo saranno chiesti. Chi con più insistenza, chi meno. Molti altri non se lo sono chiesti per niente. Ma Sanremo è stato e sarà sempre uno degli eventi (anzitutto) mediatici più grandi d’Italia. Il semplice fatto che qualcuno ne parli male è già un modo per attirare curiosità: vecchia regola sempre in auge.<br />
Padovando.com, per la prima volta dalla sua nascita, è andata a Sanremo per voi. Sarebbe ora troppo facile e forse troppo stancante leggere i soliti voti assegnati agli artisti, commentare il solo show catodico/digitale che scatta dopo il Tg1. Quindi, come ogni buon primo giorno di scuola che si rispetti, oggi racconteremo le prime impressioni di Sanremo come evento che coinvolge un’intera città, per farvi vivere quella parte di Sanremo che troppo poco viene narrata.<br />
IL VIAGGIO. Siamo andati in treno. Coincidenze ferroviarie che saltano, tanto per cambiare, ma ormai nessuno ci fa più caso. A partire da Savona i discorsi all’interno dell’Intercity iniziano ad essere particolarmente uguali. Un mix di dialetti che trattano un solo argomento: il Festival. All’arrivo in stazione notiamo che la stragrande maggioranza del popolo festivaliero è suddiviso in due grandi categorie: anziani e giovanissimi. Il lungo tunnel che porta all’uscita della stazione culmina con l’apertura verso un caldo sole. E vai con i primi selfie…<br />
MISS E MISTER. Trascinando affannosamente i bagagli, incrociamo ragazzi e ragazze con fasce da <em>miss</em> o da <em>mister</em> che passeggiano per strada. Ti osservano di striscio, ma quando il loro sguardo incrocia il tuo, questo sembra elemosinare la richiesta di una foto insieme. Una sorta di ricerca materiale di likes “facebookiani”. Voglia di popolarità carnale e ad ogni costo.<br />
GLI ALBERGHI. Per capire dove alloggia un cantante basta osservare la strada. Un esempio? Se di fronte ad una reception si affolla un gruppo di ragazzine, si comprende subito che lì dormono i Dear Jack.<br />
RADIO OVUNQUE, ESTASI POPOLARE. Le vetrine dei negozi si trasformano in studi radiofonici. Così, mentre cerchi un paio di mutande, ti può capitare di trovare Lorenzo Fragola incastrato tra un manichino e l’altro. Ma le radio hanno anche i loro autocarri. Belli, colorati, autentiche vetrine in piazza dove la folla va in delirio, alla ricerca di un autografo da parte di chiunque. Per fortuna qualcuno in mezzo al gruppo è onesto e, ad un tratto, accenna un liberatorio: “<em>ma questo chi è</em>”?<br />
GLI ACCREDITI. Cinquecento giornalisti accreditati, oltre duecento fotografi. Andiamo a ritirare il nostro pass e – da neofiti – ci troviamo circondati da veri veterani e da invece chi gioca a farlo, vantando ad esempio una solida amicizia con Leone di Lernia. La ricerca di notorietà si annida anche qui, come un reale spaccato della nostra società.<br />
STRADE PIENE, STRADE VUOTE. Inizia il Festival e le vie prima affollate si svuotano pian piano. In strada rimangono i voyeur del <em>live</em>, ossia coloro ai quali non gliene frega nulla del Festival. Loro vogliono vedere soprattutto un super ospite che saluta a 10 metri di distanza mentre entra velocemente in un’auto con i vetri oscurati. De gustibus non est disputandum.</p>
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<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
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