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	<title>Alberto Sanavia &#187; rizzo</title>
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		<title>Quanti sono i ponti a Venezia?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 12:25:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ vero che i ponti di Venezia inizialmente erano in legno? Quando fu costruito il primo ponte di pietra a Venezia? I ponti di Venezia erano senza sponde? Ne sono rimasti ancora? Un po’ di risposte alle tante curiosità sui ponti di Venezia. Una su tutte: nel 1800, circa 5 morti all’anno per “ernia” a&#160;<a href="https://www.albertosanavia.com/quanti-sono-i-ponti-a-venezia/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>E’ vero che i ponti di Venezia inizialmente erano in legno? Quando fu costruito il primo ponte di pietra a Venezia? I ponti di Venezia erano senza sponde? Ne sono rimasti ancora? Un po’ di risposte alle tante curiosità sui ponti di Venezia. Una su tutte: nel 1800, circa 5 morti all’anno per “ernia” a causa dei ponti </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra pubblici e privati, oggi a Venezia si contano 435 ponti che collegano complessivamente 121 isole.</p>
<p>Non fatevi però ingannare perché si tratta di un numero che “vive” e si modifica nel tempo. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il loro numero tende a diminuire. Basti pensare che intorno alla metà del ‘500 i ponti in pietra erano 450 e – man mano che vennero interrati i rii – molti di questi furono abbattuti.<br />
I più scrupolosi potrebbero poi disquisire su passerelle , ponti doppi segnalati come singoli (vedi ad esempio <em>Pasqualino e Avogadro</em> dietro la chiesa di Santa Maria Formosa) e ponti sospesi che non vengono considerati, ad eccezione del Ponte dei Sospiri che entra nel computo soprattutto per la sua fama. Insomma, anche nel caso in cui iniziaste a contarli uno a uno, in alcuni momenti potreste fermarvi e chiedervi se tale conto sia effettivamente giusto. Col rischio che nel frattempo Venezia sia già mutata al termine della vostra conta.</p>
<p>Bisogna scomodare il filologo e storico Giovanni Battista Gallicciolli per capire però che inizialmente<strong> i ponti di Venezia erano in legno</strong> (<em>tolette</em>). Realizzati in modo semplice &#8211; cioè piani &#8211; perché appoggiati sopra pali di sostegno, al massimo potevano essere appena un poco arcuati. Di sicuro non avevano gradini, in modo da poter essere cavalcati liberamente (può sembrare strano ma i cavalli a Venezia una volta c’erano, eccome). L’uso del cavallo venne a cessare solo verso la fine del XV secolo. I primi ponti in legno fanno riferimento all’anno 813, in concomitanza con il trasferimento della sede ducale a Rialto, che a tutti gli effetti fu una delle prime isole – se non la prima – in cui i veneziani si rifugiarono per scappare dall’invasione di Attila nel V secolo.</p>
<p>Il <strong>primo ponte in pietra di Venezia</strong> nacque ufficialmente il dieci giugno del 1337 in quanto venne citato nel libro <em>Philipicus</em> come “S. Barnabae pons lapideus struitur”. Per costume, i ponti dovevano essere realizzati e curati dai residenti dei sestieri, che facevano capo ai Capi di Contrada. Sembra da sfatare il mito per cui il primo ponte in pietra sia quello <em>della Paglia</em> eretto nel 1360 e menzionato da Carlo Zancaruolo.</p>
<p>Da dati statistici del 1846, pare che per la “fievolezza de’ corpi e la frequenza de’ ponti”, le ernie siano più frequenti che altrove, tanto da indicare in <strong>5 i morti medi ogni anno</strong> per questo singolare problema.</p>
<div id="attachment_1343" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2018/03/Zompini-Gaetano-Le-arti-che-vanno-per-via-nella-città-di-Venezia.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1343" src="http://www.albertosanavia.com/wp-content/uploads/2018/03/Zompini-Gaetano-Le-arti-che-vanno-per-via-nella-città-di-Venezia-150x150.png" alt="Ponti senza sponde nelle stampe dell'epoca" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ponti senza sponde nelle stampe dell&#8217;epoca</p></div>
<p>I ponti di Venezia inizialmente erano senza sponde, spalliere o ringhiere e solo nel corso dei secoli (soprattutto nell’800) queste vennero aggiunte nelle varie opere di restauro (al sopra citato San Barnaba furono installate ringhiere in ferro fuso nel 1873). <strong>A mantenere la costruzione senza sponde sono rimasti due ponti</strong>: il ponte Chiodo a Cannaregio in Venezia e il ponte del Diavolo nell’isola Torcello.<br />
Il ponte Chiodo fu restaurato nel 1930 e a tutti gli effetti è un ponte privato perché immette in un’abitazione. Il nome deriva dall’omonima famiglia Chiodo, storicamente legata a Venezia dal notaio Giacomo Chiodo che possedeva una casa in contrada San Felice, proprio dove si trova il ponte.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Alberto Sanavia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE<br />
&#8211; Correr Giovanni, “Venezia e le sue lagune – Vol. 2”, Stabilimento Antonelli, 1847, Venezia<br />
&#8211; Di Stefano Giovanni, “Come nasce Venezia?”, Supernova, 2014, Venezia<br />
&#8211; Fulin Rinaldo e Molmenti Pompeo Gherardo, “Guida artistica e storica di Venezia”, 1881, Venezia<br />
&#8211; Longo Antonio, “Dell’origine e provenienza in Venezia de’ cittadini originari”, Tipografia Casale, 1817, Venezia<br />
&#8211; Molmenti Pompeo Gherardo, “Venezia”, Istituto Italiano d’Arti grafiche, 1907, Bergamo<br />
&#8211; Rizzo Tiziano, “I ponti di Venezia”, Newton Compton Editori, 1998, Roma<br />
&#8211; Romanin Samuele, “Storia documentata di Venezia &#8211; II Tomo”, Giusto Fuga Editore, 1912<br />
&#8211; Tassini Giuseppe, “Curiosità Veneziane – Vol. 2”, Filippi Editore, 2009, Venezia<br />
&#8211; <a href="https://www.comune.venezia.it/it/content/venezia-accessibile-0">https://www.comune.venezia.it/it/content/venezia-accessibile-0</a></p>
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